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Curiosando nella storia ho incontrato un’assassina

Carissimi history lovers, buon pomeriggio!
Come da voi richiesto ecco il personaggio di oggi. Ammetto di essere curiosa: Quanti di voi la conoscevano?
Bene, buona lettura. 

 

«Giulia Tofana nacque intorno ai primi anni del XVII secolo e morì, giustiziata a Roma in piazza Campo dei Fiori, nel 1659. Le notizie riportate su di lei sono contraddittorie, ma tutte concordano nel definirla una donna dalla bellezza stupefacente e una creatrice di pozioni efficaci, tra cui “L’Acqua Tofana”, un veleno inodore e insapore che non lasciava segni evidenti sugli organi delle vittime. Questo veleno è stato commercializzato anche nei secoli a venire, come uno tra i più efficienti e più difficilmente individuabili. A utilizzare questa sostanza letale furono principalmente le mogli incastrate in matrimoni combinati e prive di speranza. Vittima dell’allora Inquisizione, Giulia confessò di aver venduto, solo nella città di Roma, veleno necessario a uccidere circa 600 uomini, il che le ha conferito di diritto il nome di “serial killer sui generis”. Oltre questo fu anche una moglie e una madre attenta.»

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, andiamo a scoprire cosa si celava nel suo animo. (stavolta è difficile)

Giulia Tofana

***** 
Giulia stava seduta su uno sgabello in legno grezzo, mentre spazzolava i lunghi capelli scuri e osservava l’ambiente circostante senza realmente vederlo, perché troppo presa dai suoi oscuri pensieri. Erano trascorsi solo pochi giorni da quando la sua mentore e consanguinea Tofania d’Adamo era stata giudicata e arsa sul rogo e lei, già stava meditando vendetta. Aveva la ferma intenzione di castigare tutti coloro che le si sarebbero rivolti contro e non solo, era fermamente intenzionata a trovare un modo silente e irriconoscibile, che fosse capace di punire chiunque si ergesse a giudice e boia contro gli indifesi. Era stanca di vedere come la imperitura presunzione degli uomini ammantasse ogni cosa, soffocandola, senza peraltro concedere mai la possibilità d’errore.
«Giulia, mi stai ascoltando?» le domandò la sorella di latte, seduta dinanzi a lei.
«Ero distratta. Cosa succede? Dimmi.»
«Pensi davvero che sia una buona idea rimanere qui a Palermo?» inquisì l’altra attorcendo le dita con apprensione.
«Non abbiamo scelta, Girolama, non ora, almeno. Ci manca il denaro necessario per allontanarci quanto basta per sfuggire a quei vili predatori, inoltre, non posso abbandonare il mio amato senza un giusto avvertimento.»
«Dovresti pensare a te. A noi» la redarguì la sorella, cercando in quegli occhi ombrosi un segno di convincimento.
«È esattamente la mia intenzione.»
«Cosa vuoi fare?»
«Quello che so fare meglio», rispose Giulia con un sorriso consapevole sul volto, «punterò la preda e l’ammalierò fino a piegarla al mio volere.»
«Hai già un’idea?»
«Certamente, Girolama e, vedrai, riusciremo ad avere una vita migliore di quella vissuta finora e saremo libere» profetizzò con convinzione, illuminando l’intero volto con la luce sinistra del desiderio di vendetta.

*****


Giulia Tofana ha avuto una vita intensa, mossa dalla necessità di sopravvivere e la volontà di non sottomettersi, più del dovuto, al sistema. Vi ha fatto piacere conoscerla?
Alla prossima!

 

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