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Cuore vichingo: Capitolo 1

Birka

Un uomo dalla corporatura robusta se ne stava immobile davanti alla porta chiusa della propria dimora. Era partito tre anni prima per una breve missione di riconquista e, a causa della predilezione del suo capo villaggio, non era riuscito a fare ritorno prima di quel momento.

“Se non bussi, nessuno verrà ad aprirti!”

Erik si volse in direzione dell’interlocutore e fu sorpreso nel riconoscerlo. Nonostante fosse passato del tempo, l’uomo che aveva davanti sembrava ancora un ragazzo, era più alto di come lo ricordava, ma era magro, con il viso imberbe e i lineamenti del volto delicati.

“Liut!” lo salutò afferrandogli l’avambraccio.

“È bello sapere che sei tornato, erano molto in pena per te” lo salutò il ragazzo mostrando reale entusiasmo.

“Come sempre!” esclamò Erik con un mezzo sorriso. “Bisognerebbe dire qualcosa a tuo fratello, che da quando è diventato padre lascia a me tutte le incombenze.”

“Non sai come ti invidio, vorrei poter viaggiare come fai tu, esplorare il mondo conosciuto e…”

“Frena l’entusiasmo ragazzo, là fuori non c’è niente di eccitante.”

“Allora potresti convincere Alrik a mandare me al tuo posto, la prossima volta.”

“Vedremo, ora però credo sia meglio bussare.”

“Alla prossima!” dichiarò Liut, dileguandosi tra le abitazioni, prima che la porta si aprisse.

Si aprì senza il minimo rumore e, solo in quel momento, si rese conto che il legno fosse nuovo.

“Posso esserti utile?” domandò la donna dall’intaglio aperto.

“Madre, non riconosci il tuo primo figlio?” la salutò con finto rimprovero.

In un batter di ciglia la donna si rifugiò tra le braccia dell’uomo, lasciando andare tutta l’angoscia provata per la sua incolumità.

“Visto, madre, sono ancora tutto intero” ironizzò accarezzandole i capelli.

La donna si scostò dal suo petto e arricciò il naso. “Forse, ma hai un odore pessimo, i capelli sono un groviglio di foglie e terra e questa barba, per Odino, quanto ti invecchia!”

“Sono proprio felice di essere tornato!” ironizzò posando la sacca a terra. “Dimmi, Helka dov’è?”

“Sarà da Kadlin ad aiutarla con Under, ormai passa tutto il suo tempo libero con lui, lo adora.”

Nello stesso istante, la porta si spalancò con un tonfo, lasciando entrare un tornado dalla chioma dorata. “Fratello! È vero allora, sei tornato!” esclamò gettandogli le braccia al collo come se non fosse passato neanche un momento.

“Già!” sorrise felice. Adorava la sua sorellina e amava il modo in cui lo faceva sentire. “Come hai fatto a saperlo così presto?”

“Liut, è venuto ad avvertirmi.”

“Non è cambiato proprio niente, vedo” rise, facendole posare i piedi a terra.

“Invece sì”, puntualizzò Helka con un sorriso ironico, “tu. Sei più vecchio, caro fratello, e anche più brutto.”

“Sono comunque più forte di te!” precisò lui sollevandola nuovamente e facendola volteggiare.

“Smettetela, per favore, siete ridicoli!” li ammonì Matran, trattenendo un sorriso.

Quando finalmente le risa si placarono, Erik chiese anche della piccola Maya.

“Non so dove sia”, rispose Matran sorridendo, “è come una bufera.”

“Madre, così lo spaventi”, l’ammonì Helka ridendo, “è la solita Maya, ed è probabile che sia da Kith il fabbro.”

“A fare cosa?” domandò il guerriero, ma le donne continuarono come se lui non avesse chiesto niente.

“Secondo me, è con Williarth a pescare.”

“No!” rispose la giovane quasi scandalizzata. “Al massimo ti concedo Gudrik il manipolatore del legno.”

“Si può sapere cosa state dicendo?”

“Sono tornata!” la voce squillante di Maya suonò giovane e cristallina come la sua risata.

“Ben tornata, cara, guarda chi ha fatto ritorno” disse Matran, invitandola ad avvicinarsi.

La ragazza aveva ancora un sorriso raggiante sulle labbra carnose, quando si mise a scrutare l’uomo che le stava di fronte.

Era alto, muscoloso e il suo viso era segnato da una cicatrice che partiva dall’attaccatura dei capelli alla guancia, era sporco, ma le bastò fissare quei magnetici occhi verdi per non avere dubbi: era Erik.

“Erik!” esclamò abbracciandolo come aveva fatto molto tempo prima.

Un abbraccio tenero e innocente, proprio come fratelli.

“È bello rivederti, piccola!”

“E questo meraviglioso mantello?” s’intromise Helka, notando il nuovo indumento.

“Ti piace?” domandò l’altra piroettando su se stessa, in modo da mostrarglielo per intero. “Lif è stato così gentile da insegnarmi a lavorare le pelli, questo è per te!” aggiunse, facendolo scivolare dalle spalle.

Per gli dei! Fu l’unico pensiero dell’uomo, Dov’è finita la piccola Maya?

La ragazza indossava una tunica di colore azzurro, corta e fasciante, che mostrava molto più di quel che celava. I capelli, precedentemente nascosti dal mantello, si palesarono in una lunga e ondulata cascata di lava, mentre gli occhi sfavillarono come il cielo al tramonto riflesso sul mare.

“È bellissimo Maya, ma non credi che Lif rimarrà deluso di vederlo su di me?” domandò Helka riconquistando l’attenzione del fratello.

La rossa sollevò le spalle in modo sbarazzino. “Non è stato un vero regalo. Non ne ho sentito le parole.”

“Immagino che uscirai di nuovo” disse Matran sollevando le mani al cielo con finta disperazione.

“Non crederai che abbia pensato solo a lei” rispose indicando Helka. “Stasera pesce fresco, ma ho promesso a Williarth che gli avrei tenuto compagnia per un po’!”

“Helka non viene con te?” domandò Erik fermandola sull’uscio.

“Certo che no, Erik, a volte si hanno degli impegni che vanno svolti da soli”, sorrise in modo divertito, “e tu dovresti saperlo” concluse andandosene via.

Dopo l’attimo di smarrimento dovuto alla nuova Maya, Erik ritrovò la voce e domandò alla madre: “E tu la lasci andare in giro così? Capisco che non sia Helka, ma mi avevi promesso che te ne saresti presa cura!”

“Ed è quello che ho fatto e che faccio” rispose la donna senza scomporsi.

“Ma se avete parlato di non so quanti uomini” protestò ancora scuotendo il capo.

“È in età da marito se non te ne fossi accorto!”

“Anche Helka, ma non mi sembra che frequenti tutti i giovanotti del villaggio.”

“Frequentare i giovanotti del villaggio non vuol dire entrare in intimità con loro” si infervorò Matran. “Grazie a lei siamo riuscite a mettere a posto la porta, il tetto e a mangiare quando tu e tuo fratello non c’eravate. Cosa si può pretendere da tre donne sole? Ti chiedo di moderare il linguaggio e le insinuazioni” gli volse le spalle innervosita.

“Io non pretendo niente, vorrei solo…”

“Noi dobbiamo uscire” lo interruppe la donna guardandolo torva. Non le piaceva che suo figlio pensasse male di Maya, la fanciulla non se lo meritava. “Se vuoi lavarti e renderti presentabile, la conca è al solito posto e l’acqua sai dove prenderla. A dopo” imperò furiosa e, afferrando per un polso la figlia, uscirono di casa, lasciando il guerriero solo e fortemente confuso.

Ma cosa le è preso?

Finalmente Erik è tornato a casa, ma le cose e le persone sono un pochino diverse. Avete qualche ipotesi su cosa accadrà?
Alla prossima!

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10 Comments »

  1. Complimenti per il nuovo capitolo
    Finalmente Erik è tornato a casa e ad attenderlo non ha trovato più la bambina che aveva conosciuto. A quanto pare Maya è ancora provata dalla scoperta dell’amante di Erik data la frecciatina finale prima di andarsene.
    Già li adoro *-*

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