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Curiosando nella storia ho incontrato una regina guerriera.

Carissimi History Lovers, buon pomeriggio!
Ecco il personaggio storico di oggi, buona lettura. 😀

«Elianora d’Arborea, conosciuta anche come Eleonora o regina guerriera, nacque a Molins de Rei presumibilmente nel 1347 e morì a Giudicato di Arborea nel 1404 circa. Figlia di Mariano IV, Giudice sovrano di Arborea e di Timbora di Roccaberti, Elianora fu contessa di Marmilla, del Goceano e viscontessa di Bas per nascita, contessa di Monteleone e Signora di Castelgenovese per matrimonio e giudicessa di Arborea per conquista. Visse in un’epoca in cui le donne non avevano alcun potere, ma grazie alle sue doti personali, ossia all’intelligenza e alla tenacia, ella riuscì a conquistarsi un ruolo importante nel Medioevo italiano, diventando una figura di rilievo per le questioni politiche della Sardegna. Per merito di un volere superiore sposò Brancaleone Doria, nobile genovese appartenente a una delle famiglie più potenti della repubblica marinara di Genova, diventandone la seconda moglie. Fu un matrimonio in linea con i canoni dell’epoca. La coppia ebbe due figli maschi.»

Ok, direi di avervi detto davvero poco.  La verità è che questa donna riuscì a ritagliarsi un posto di tutto rispetto nella lotta antiaragonese e al comando di un giudicato, in un’epoca dove le donne avevano un valore pari a zero. Quindi riassumere la sua esistenza in poche righe è molto complicato. Un esempio della sua lungimiranza fu il prestito che fece al doge di Genova Nicolò Guarco di 4000 fiorini d’oro. Le clausole di quel finanziamento, che ella stessa pretese, obbligavano il doge a restituire tale somma entro dieci anni, diversamente la somma da restituire avrebbe dovuto essere raddoppiata. Inoltre, per consolidare la sua posizione di comando in Sardegna, aggiunse una postilla che obbligava il doge a dare in sposa la primogenita Bianchina al proprio primogenito Federico. Ci sarebbero così tante cose da dire,che non basterebbe un libro intero 😀

Ora, andiamo a scoprire qualcosa di più sul suo animo.

elianora

*****

“Adorata moglie,
è con profondo dispiacere che vi scrivo tali righe.
Sua Altezza Reale Pietro IV di Aragona ha ascoltato la vostra richiesta e si rifiuta di acconsentire. Con la legittimazione del nostro Federico, vi sarebbero troppe terre sotto il nostro dominio e temo non sia accettabile. Sarò ospite del Re fino a data da definirsi. Spero solo che la mia permanenza non si protrai oltre il lecito.
Con imperituro affetto,
Vostro marito, Brancaleone.“

Elianora d’Arborea se ne stava seduta dinanzi al camino acceso, con gli occhi puntati sulla missiva dal tratto incerto del consorte e la mente impegnata a studiarne l’intimo contenuto.
«Madre?» il richiamo del primogenito la distrasse dalle insane congetture che stava tessendo e le diede modo di concentrarsi sul presente.
«Cosa succede?»
«Volevo sapere perché il signor padre non è ancora tornato. Gli è accaduto qualcosa?»
La donna inspirò a pieni polmoni, sentendo l’umidità pervaderla fin dentro all’anima.
«Vi prego, non tenetemi all’oscuro» supplicò portando al di lei cospetto. Le mani allacciate dietro la schiena e il volto serio.
«Credo lo stia trattenendo contro la sua volontà» spiegò, spostando lo sguardo dalla fiamma al giovane volto.
«Perché dovrebbe?» si allarmò il ragazzo, fermandosi dinanzi a lei.
«Non ha acconsentito alla mia richiesta di nominarti giudice legittimo d’Arborea.»
«Cosa?» tuonò il ragazzo tra il confuso e lo sgomento.
«È politica, figliolo.»
«In che senso?» domandò, sedendosi dinanzi a lei.
Un sorriso sdegnoso modellò le labbra sottili della donna. «Vedi, il Re non ti ha concesso la legittimità perché non vuole che esista una famiglia tanto potente nel suo Regno.»
«Lo comprendo, ma perché tenere il signor Padre?»
«Con ogni probabilità, pensa che trattenendolo, io rinunci alle mie pretese.»
«E ha ragione?» inquisì il figlio con interesse, curioso di sapere come avrebbe agito sua madre in tale frangente.
«Ovvio che no, Federico. Dopo la morte di mio fratello Ugone, della sua progenie e della mia sorella maggiore Beatrice, il trono è mio e di conseguenza tuo. Non esiste ed esisterà ricatto o inganno che mi indurrà a cedere. Sono Elianora d’Arborea, figlia di Mariano IV d’Arborea e lotterò, se necessario, per avere ciò che è mio di diritto» profetizzò con una luce d’orgoglio negli occhi che si propagò nelle parole fino a investire con la sua potenza, anche il ragazzo che le stava di fronte.

*****

Aveva un gran carattere Elianora, preferì lasciare il marito prigioniero del re pur di non cedere e di lottare per quello che reputava giusto. Tanto di cappello per il coraggio. 😀

Vi ricordo, che domani alle 18 su profilo Fb ci sarà la perla di saggezza o di stoltezza e giovedì il sondaggio per scegliere il protagonista della settimana prossima.

Alla presto!

6 Comments »

  1. Fu una donna di polso. In una situazione del genere, ha incorporato dentro di sé gli interessi dinastici ed il proprio nome, allo scopo di favorire il figlio primogenito. Brancaleone era suo marito ma un pezzo sacrificabile, avendo due figli maschi a disposizione. Malgrado ciò, non tutte avrebbero agito così.

    Piace a 1 persona

    • Credo che si nasca predestinate per il potere. Nel senso che tutti gli studi del mondo non ti potranno mai rendere una persona di potere. La storia è piena di donne sottomesse, ma ce ne sono state altrettante con gli attributi che hanno saputo fare la Storia.

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