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Istantanea n.16-17-18

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«Siete oltremodo pacata, Chiara. Vi è qualcosa che vi turba?» inquisì la principessa interrompendo la lettura e puntandole addosso uno sguardo interessato.
«No, Vostra Grazia. La verità è che l’opera mi ha tanto appassionata, da non avermi dato modo di fare dell’ironia.»
Maria Antonia seguitò a indagare, «Fosse solo oggi non insisterei, ma ormai sono cinque giorni che mancate nel vostro compito di tenermi un’adeguata compagnia. Devo desumere che siate insoddisfatta della vostra posizione e vogliate tornare a casa?»
Quell’ipotesi gettò la giovane nello sconforto. Era un onore, per una come lei, essere stata scelta come dama di compagnia di una nobile così elevata di rango, perché questo portava lustro sia a sé sia alla sua famiglia. L’idea di perdere un simile privilegio l’incentivò a rispondere con sicurezza.
«Perdonate, Vostra Grazia, se sono stata manchevole nei miei doveri, vi assicuro che non accadrà più.»
«Bene, Chiara, perché devo ammetterlo, i vostri commenti sardonici rendevano questi momenti maggiormente lieti» confessò la principessa elargendole un sorriso sincero, al quale, la dama non poté fare altro che rispondere con uno di uguale onestà.

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Le dita sottili di Chiara si muovevano con grazia sui tasti a due colori del clavicembalo reale, producendo un suono modulato e di gradevole eufonia. Ella non possedeva certo le doti armoniche della principessa Maria Antonia, ma grazie ai di lei insegnamenti, in quegli ultimi anni, era diventata capace e piacevole da ascoltare.
L’ingresso inatteso di un usciere con conseguente vociare alle di lei spalle non ebbe il potere di distrarla dalla sua esecuzione, tanta era la passione per quello strumento ma, quando tempo dopo un’ombra imponente le oscurò lo spartito, sollevò il volto incuriosita e sbagliò l’accordo, del tutto impreparata di vedere quel viso.

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Gli occhi della dama si sgranarono sorpresi, mentre il cuore, ancor prima della mente, ne riconobbe l’appartenenza. Con reale sconvolgimento si alzò per rendergli il doveroso saluto. «Vostra Grazia!» soffiò piano con una perfetta riverenza.
«Signorina Chiara, è un piacere rivedervi», replicò, prima di aggiungere sottovoce, «temevo, che in questi anni, la mia dispotica cognata vi avesse fatta fuggire» rise, piano, affinché solo lei lo udisse.
La donna rispose al suo sorriso con uno colmo d’intesa.
«Francesco Saverio, immagino sarete stanco per il viaggio», ipotizzò Maria Antonia da perfetta padrona di palazzo, «lasciate che Bernard si occupi di voi. Gli ho già conferito l’incarico» precisò con orgoglio.
Il duca di Sassonia si concesse solo un fugace sguardo sul volto di Chiara prima di voltarsi. «Vi ringrazio, Maria Antonia, siete efficiente come sempre.»
La principessa sorrise giuliva seguendo con lo sguardo la di lui uscita, mentre la dama, non poteva evitare di pensare a quanta familiarità ci fosse stata, in quel sorriso.

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Alla prossima!

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