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Cuore Vichingo: capitolo 5

Birka

La gioia provata dalla giovane Maya era difficile da spiegare. Sentiva l’animo leggero, sospinto da una forza mistica che solo l’aura di Erik poteva donarle. Erano stati inutili quei tre anni di autoconvinzione, il suo salvatore era e sarebbe sempre stato la sua metà perfetta.
Schermò i raggi del sole con la mano appuntando lo sguardo sull’amica che si affannava per catturare la sua attenzione.

“Cosa succede?” chiese appena le fu accanto.

“Corrono voci al villaggio, pare che qualcuno stia per sposarsi.”

“Chi?”

“Una giovane di nostra conoscenza.”

“Chi?” ripeté Maya, senza eccedere nell’entusiasmo.

“Non si sa ancora, ma pare che questa sera vi saranno le trattative” spiegò Helka, eccitata.

“Se non sai di chi si tratta perché sei così felice?”

“Potrebbe essere una di noi.”

Maya scoppiò a ridere. “Hai avuto modo di conoscere bene qualche uomo senza dirmelo?”

“No di certo” si affrettò a rispondere l’altra.

“Quindi dubito che possa accadere.”

“Potrebbe accadere a te” replicò Helka indicando alcuni giovani fermi davanti alla bottega del fabbro.

Maya si strinse nelle spalle in modo sbarazzino, “Cara Helka, quando smetterai di credere che per me ci sia un futuro diverso da quello già discusso?”

“Mai, cara sorella”, rispose prendendole le mani con affetto, “io conosco il tuo buon cuore, la tua intelligenza e come altri noto la tua bellezza, sono sicura che presto verrai chiesta in moglie e mi lascerai.”

Maya le sorrise con altrettanta tenerezza. “Sorella, in me si specchia il tuo stesso esempio.”

“Ragazze, presto, venite con me!” le interruppe la voce autoritaria di Matran.

“Madre, cosa succede?”

La donna le precedette lungo le vie del villaggio, defilandosi tra la gente e scomparendo oltre la soglia della propria dimora.

“Madre?” insistette Helka.

“Vogliono chiederti in moglie” esordì la donna fissando le iridi della figlia.

“Cosa? Chi?” interrogò confusa.

“Non lo so ancora. La richiesta è stata fatta direttamente ad Alrik.”

“E voi come avete fatto a saperlo?”

“Voci, sono quasi sicura che si tratti di te.”

“Impossibile!” si affrettò a dire la giovane. “Nessun uomo ha mostrato interesse nei miei confronti.”

“Forse è troppo timido per avvicinarsi” ipotizzò la madre pensierosa.

“Troppo timido per parlare con me, ma abbastanza audace da scomodare il capo vik? Davvero un uomo strano.”

“Non essere aspra, Helka.”

“Comunque non è affatto detto che si tratti di me”, continuò la giovane, “può essere una qualsiasi giovane del villaggio.”

“Alrik ha chiesto a tuo fratello di vederlo questa sera.”

“Potrebbe essere per Maya” protestò ancora la giovane. L’idea che trattassero del suo futuro senza interpellarla la irritava parecchio e tutta l’euforia precedente si era tramutata in animosità.

“Helka, non credo che parlerebbero con tuo fratello per me” si intromise l’amica prendendole la mano.

“Ma io…” balbettò la ragazza prima di uscire di corsa dall’abitazione.

“Cerca di farla ragionare” impartì la donna a Maya che rapida si lanciò all’inseguimento dell’amica.

“Helka, fermati!”

“Non voglio sposare uno sconosciuto!”

“Fuggire non ti aiuterà, parla con Erik” le consigliò quando le fu accanto.

“A cosa servirebbe, se è vero che Alrik supporta queste nozze, né io né Erik potremo fare nulla.”

“Parla con Kadlin, allora.”

“Sarebbe inutile, Maya, sarò costretta a sposare un estraneo.”

“Forse è Drag” provò l’amica con un moto di speranza.

“Drag non è timido, ma audace e poi, non ha mai mostrato un vero interesse per me”, si appoggiò al muretto rassegnata, “sarebbe meraviglioso se lo fosse, ma dubito che i miei sogni si possano realizzare.”

“Se, e dico se, è per te l’incontro di questa sera, Erik non ti cederà a qualcuno che non reputi degno di te.”

“Credi?”

“Sei la sua sorellina, sciocca, non ti farebbe mai del male.”

“Come farei senza di te!” esclamò Helka gettandole le braccia al collo in cerca di conforto.

Maya la strinse con affetto, “Io ci sono.”

Restarono sedute a fissare il mare in lontananza, parlando di speranze e sognando il loro futuro ideale.

*****

La sera giunse inesorabile, le tre donne erano sedute intorno al focolare e parlavano di cucina, intenzionate più che mai a non discutere di quello che sarebbe successo di lì a poco.

Erik, nel mentre, indossava il mantello di lana e usciva dall’abitazione meditabondo, facendo solo un lieve cenno di saluto.

Non parlarne però, non significava non pensarci.

L’uomo, infatti, era teso per quell’incontro anche se cercava di nasconderlo. Quando le tre donne gli avevano palesato i loro dubbi, subito non gli aveva dato importanza, poi, riflettendoci e collegando le voci che egli stesso aveva udito, aveva iniziato a temere che Alrik volesse davvero propinare uno sposo a sua sorella.

Il pensiero che la scelta del capo villaggio non fosse giusta, lo rendeva nervoso in un modo che non aveva mai provato.

Per la sorella desiderava un buon marito, coraggioso e onesto, e aborriva l’idea di darla in sposa a qualcuno di poco meritevole.

Come potrò dire di no al mio signore? Si interrogò, sentendo l’ansia salirgli in gola e bloccargli il respiro, come non gli era mai successo.

La situazione si mette male per qualche donzella. Sarà vero che Alrik vuole combinare un matrimonio? Staremo a vedere 😀
Alla prossima!

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