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Istantenea n.22-23-24

[22]

*****

«Questo sì, che è poco galante» trillò con una risata leggera e calibrata, che vibrò in modo unico, fino a raggiungere la parte più intima di lui.
«Ho dato la colpa alla Francia, ma temo che siano i vostri occhi a confondermi.»
Chiara non poté fermare quel rossore che ormai era divampato dall’interno e sembrava non volerla abbandonare, ma sorrise con timido riserbo. «Sono parole ardite, Vostra Grazia.»
«Credete che non lo sappia?» replicò con voce bassa. «Tuttavia, le immagini del vostro volto continuano a tormentarmi.»
«Lo avete visto per quanto? Un giorno, forse? Come può torturarvi?» domandò in agitazione, sentendo il cuore battere con un ritmo furioso nel petto.
«Vi assicuro, che è da molto di più, Chiara. Solo che, all’inizio, non sapevo dargli un nome.»

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[23]

*****

Senza rendersi neanche conto di come fosse successo, i due in quel momento si ritrovavano al centro della sala, uno dinanzi all’altra, con una moltitudine incalcolabile di sguardi addosso.
«Stiamo dando spettacolo» soffiò lei con un velo di apprensione, quando la musica la condusse a lui.
«È solo un ballo», minimizzò il duca con la voce, mentre gli occhi emanavano ben altro messaggio. E quando la danza li obbligò a sfiorarsi la mano, bastò quel lieve contatto per farli fremere entrambi.
Danzarono per tutto il tempo, occhi negli occhi, sorriso nel sorriso, dimentichi degli astanti e dell’illiceità di quel sentimento. Si bearono senza vergogna dei profumi e delle sensazioni che quei movimenti creavano, completandoli con sguardi intimi e avvolgenti.
Solo quando la musica cessò e con essa la legittimità di quelle lievi carezze, sciolsero il contatto fisico, ma quello delle loro menti, invece, si infiltrò maggiormente, fin quasi alle profondità dei loro cuori.

*****

[24]

*****

Il giorno successivo al ballo, la vita all’interno del palazzo di Zwinger era ritornata alla normalità. Non si percepiva più l’euforia per il ritorno del duca e ben che meno la leziosità delle gran dame, ma solo un operoso silenzio.
Seduta dinanzi a un cavalletto, Chiara stava ritraendo la principessa elettrice con grande maestria, almeno fino al momento in cui una voce gracchiante non le fece tremare il tratto.
«Devo ammetterlo, Vostra Grazia, non immaginavo che Sua Altezza, il duca, fosse un tale galantuomo» sciorinò la governante capo della corte, seduta proprio di fianco alla principessa.
«Non capisco a cosa vi riferiate» ammise l’altra cercando di non muoversi.
«Egli si è preso l’onere di danzare con la giovane Chiara, pur di non farla sentire inadeguata. Non trovate sia un gesto ammirevole?»
Maria Antonia lanciò solo uno sguardo alla donna che le era di fianco, non comprendendo il motivo di tale asserzione. Che l’anziana dama avesse notato qualcosa che a lei era sfuggito?
«Era solo un ballo» minimizzò con la consapevolezza del di lui stile.
Solo un ballo! Pensò la giovane dama, stringendo il pennello tra le dita e ingoiando l’amarezza che le era salita in gola.

*****

Alla prossima!

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3 Comments »

  1. Queste istantanee parlano del ballo tra i due personaggi come occasione per i due di conoscersi meglio ma questa confidenza è causa di osservazioni che potrebbero rovinare Chiara. Molto bello e fine questo passaggio.

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