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Curiosando nella storia ho incontrato Elisabetta Farnese

Carissimi History Lovers, buon pomeriggio!
Ecco il personaggio di oggi, buona lettura. 😀

«Elisabetta Farnese nacque a Parma il 25 ottobre del 1692 e morì a Aranjuez, 11 luglio del 1766. Figlia del duca ereditario di Parma Odoardo Farnese e di Dorotea Sofia di Neuburg, Elisabetta fu principessa di Parma e Piacenza per diritto di nascita e regina di Spagna per matrimonio. Ebbe un’infanzia serena tra le campagne parmensi, dedicata principalmente all’apprendimento delle arti consone a una giovane con il suo stile. Non era particolarmente bella, a causa delle cicatrici dovute al vaiolo che le deturpavano il volto e, per tale ragione, partecipava di rado alla vita mondana, inducendo i più a credere che avesse un carattere timido e remissivo. Tale credenza, aiutò l’abate Alberoni, emissario del duca di Parma Francesco Farnese (zio di Elisabetta, fratellastro del di lei padre e patrigno, in quanto secondo marito della madre), a perorare la causa di Elisabetta, descrivendola al consiglio di Spagna come una giovane docile, interessata solo al cibo. Questa rappresentazione si era resa necessaria perché la corte spagnola desiderava per il re di Spagna Filippo V una moglie che fosse malleabile e disinteressata ai giochi politici, insomma, diversa dalla precedente. Elisabetta, comprese subito l’esigenza di mostrarsi tale e così fece fino a quando non fu regina. Per merito di un volere neanche troppo superiore, quindi, sposò Filippo V di Spagna, figlio di Luigi, il Gran Delfino di Francia. Fu una moglie attenta, una madre interessata al futuro dei propri figli ma, ancor più, fu una regina scaltra e capace. La coppia ebbe sette figli.»

Ok, direi di avervi detto poco, anche la sua vita è stata piena di avvenimenti interessanti ma, in un unico articolo non potrei mai dirvi tutto. Ora, andiamo a scoprire cosa si celava nel suo animo.

elisabetta farnese

*****

La carrozza sulla quale stava viaggiando la nuova regina di Spagna iniziò a rallentare l’andatura, informando così i passeggeri, che il tragitto fosse ormai giunto al termine.

«Siamo arrivati?» domandò Elisabetta con voce squillante, mentre spostava lo sguardo sull’abate seduto dinanzi a lei.

L’uomo scostò la tendina e si affacciò per controllare prima di risponderle, «Sì, Vostra Maestà, mancano solo pochi momenti.»

«Bene», sentenziò senza la minima incertezza nella voce, «sono oltremodo ansiosa di conoscere mio marito» rise.

«Ricordate cosa vi dissi su Sua Altezza?» si accertò l’uomo con una lieve ansia.

«Sì, siete stato esaustivo nel descrivermi il suo carattere focoso e la sua indole capricciosa.»

«Vi prego di non ironizzare su tale argomento, Maestà, è stato oltremodo imbarazzante affrontare tale argomento con voi.»

Elisabetta abbozzò un mezzo sorriso, ma preferì non replicare. In quel momento di snervante attesa, non riusciva a pensare ad altro che all’incontro con il proprio sposo. Nonostante fosse stata cresciuta con saccente logica e proverbiale autocontrollo, non riusciva a fingere perfettamente, che non fosse ansiosa di vederlo. In molti glielo avevano descritto, raccontando pregi e difetti talmente difformi, da aver catturato all’istante il suo interesse. Di lui sapeva che fosse un fervente cattolico al quale, ogni giorno, necessitavano diversi incontri privati con la moglie. Aveva anche appreso, che fosse molto portato per la caccia e molto poco per la politica e che, di tanto in tanto, muoveva bizzarrie capaci di ammutolire chiunque. Quell’ultima informazione era quella che più temeva ma, oramai, non poteva fare altro che raggiungerlo a testa alta e scoprire quali vantaggi potesse ricavare per sé da tale unione.

La carrozza arrestò il suo movimento e ci fu un attimo di immobilità silenziosa, che durò il tempo di un respiro.

«Vostro marito vi attende, Maestà, è giunto il momento» la informò Alberoni, precedendola nella discesa.

La regina annuì, si stampò sul viso un sorriso e, accettando il di lui sostegno, uscì dalla vettura.

Si prese un momento ai piedi della scaletta per lisciare le gonne e distendere i muscoli, prima di sollevare lo sguardo e trovare dinanzi a sé il sovrano di Spagna che, immobile sotto all’arcata del portone, l’attendeva con un sorriso colmo di speranza.

*****

La cara Elisabetta convolò a nozze per procura il 25 agosto 1714 e di persona il 24 dicembre 1714. Sicuramente molti di voi la conoscevano, vi ha fatto piacere conoscerla un po meglio?

Vi ricordo, che domani sulla pagina fb alle 18 ci sarà la perla di saggezza o stoltezza della regina e giovedì il sondaggio per il prossimo personaggio.

Alla prossima!

2 Comments »

  1. Elisabetta Farnese è descritta da molti come un personaggio ambizioso ma probabilmente fu la figura più adatta in quel determinato momento. Nessuno si aspettava che quella ragazzina avesse una tempra del genere ma, come si dice, le apparenze ingannano.

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