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Cuore vichingo: capitolo 7

 

Birka

 

Il rientro di Erik a casa fu silenzioso, ma non abbastanza da non essere notato dalla vigile Maya e dall’apprensiva Helka.

“Finalmente! Pensavo non rientrassi più” l’apostrofò la sorella correndogli incontro.

“Cosa ci fai sveglia a quest’ora?”

“Non potrei dormire neanche volendo, ho bisogno di sapere cosa voleva Alrik.”

L’uomo si tolse lentamente il mantello adagiandolo sulla tavola, sbuffò aria dai polmoni e si mise a sedere vicino al fuoco.

“Allora?”lo incalzò.

“Sì, ha parlato di te” esordì cupo.

“Per gli dei! Allora è vero, qualcuno gli ha chiesto di intercedere. Chi?”

“Nessuno ha chiesto di sposarti”, ammise il fratello, “è lui che vuole vederti sposata con Liut.”

“Liut, suo fratello?” domandò perplessa.

“L’unico e solo.”

“Ma… ma Liut è così…” le parole le morirono in gola inghiottite dalle lacrime.

Dalla penombra uscì Maya pronta a darle conforto, “Su non piangere, poteva andare peggio, poteva volerti dare in sposa ad Anger.”

Helka abbozzò un sorriso mesto. “Liut non era proprio nei miei pensieri.”

“Lo so, ma è pur sempre il fratello del capo vik, dovresti sentirti onorata che abbia pensato a te” tentò l’amica accarezzandole la punta dei capelli.

“Dovrei, lo so, ma lui è così… lui non è…” tacque, spostando lo sguardo sul fratello, “che cosa hai risposto?”

“Non ho risposto, ma sappiamo entrambi che tu lo sposerai se è suo volere.”

“Avevo altro in mente per il mio futuro…” biascicò amareggiata e, piangendo, se ne andò sul proprio giaciglio.

Erik la seguì con lo sguardo fino a quando non la vide sparire nel buio. “Anch’io avrei scelto diversamente per te, sorella!”

Nell’udire quel sussurro carico di rammarico Maya si sentì in dovere di consolarlo. “Non dipende da te, Erik.”

L’uomo si voltò e sembrò vederla solo in quell’istante. “Non so come far cambiare idea ad Alrik.”

“Mi offrirei io al suo posto se potessi, ma so bene di non essere all’altezza di Liut, vista la mia storia.”

“Accetteresti di sposarlo?” domandò incredulo.

“Sai, non è così male come si dice”, ammise sedendosi di fronte a lui, “è molto intelligente e quando parla è piacevole da ascoltare.”

“Va bene, ma in quanto a forza? Coraggio? Intraprendenza? Tecnica? Di queste doti lui è sprovvisto o sbaglio?”

“Può migliorarsi” tentò la ragazza.

“Ha diciassette anni, è uomo da tempo, dovrebbe eccellere in queste cose” replicò, passandosi le mani tra i capelli con un gesto esasperato.

“Non tutti possono essere come te” reagì, infastidita.

“Si può sapere perché ti ostini a difendere quel ragazzino?”

“Trovo sia ingiusto definirlo indegno, solo perché non è muscoloso e non sa usare la spada come gli altri.”

“Non ha mai combattuto una battaglia” spiegò con disgusto.

“Non per sua scelta”, lo giustificò ancora Maya, “sbaglio o è Alrik a non volerlo far partire? Lo protegge in continuazione e forse è lo stesso motivo per cui ha deciso di farlo sposare.”

A quelle parole Erik si illuminò in viso. “Credi che sia tutta una manovra per proteggerlo?”

“Forse”, rispose la ragazza stringendosi nelle spalle, “tutti voi nutrite poca fiducia in Liut, sarà esile e poco abile con le armi, ma non è un codardo.”

“Proverò a parlare nuovamente con Alrik domani, magari riuscirò a fargli cambiare idea.”

“Fai come vuoi” dichiarò brusca.

“Mi spieghi perché sei arrabbiata?”

“I vostri pregiudizi rendono impossibile la vita per chi è diverso.”

“Questo è il mondo in cui vivia…”

“Ora vorrei dormire” lo troncò aspra. Sentendo lo stomaco bruciare dal nervoso.

“Usa pure il mio giaciglio” disse indicandole il buio.

“No” ribatté secca.

“Perché?”

“Perché quello è il tuo posto” spiegò seria.

“Non ho alcuna intenzione di farti passare un’altra notte per terra, mentre io dormo su un morbido giaciglio” chiarì con tono secco.

“Io non dormirò nel tuo giaciglio” ribadì decisa.

“Neanche io.”

“Bene, vorrà dire che dormiremo entrambi per terra” guaì frustrata, andando a prendere due pelli per lanciargliene una.

“Sei davvero testarda!”

“Lo stesso vale per te!” dichiarò avvolgendosi nella pelle.

Erik rimase ancora seduto a fissare quell’esile figura rannicchiata accanto al fuoco e, involontariamente, sorrise.

Non aveva mai discusso con una donna, non in quella maniera, ma gli piaceva oltre ogni dire il modo in cui sapeva tenergli testa.

*****

Nel frattempo, un uomo si trascinava a fatica sui gomiti nell’alta sterpaglia, provando a fuggire dal proprio aguzzino. Sentiva il sangue fluirgli dal ventre come un fiume in piena e inondare la terra al suo passaggio. Con un notevole sforzo si issò su un tronco abbattuto per riprendere fiato, sperando e pregando che Edgar non fosse alle sue spalle.

Quel verme! Pensò con astio, cercando di capire come avesse fatto a scamparla, facendo in modo che tutti lo credessero morto durante la prima battaglia. In molti, al momento, avevano giurato di aver visto la sua carcassa giacere sul fondo del mare, invece, era vivo e meditava piani ben più miserabili dei precedenti.

Codardo! Lo accusò mentalmente il guerriero stringendo i denti e bloccando il respiro. Il dolore stava diventando insostenibile.

Si girò supino con l’intenzione di guardarlo in faccia se fosse arrivato per finirlo e attese.

Gli occhi chiari, resi acquosi dalla sofferenza, puntarono alla fine del sentiero e ivi rimasero, finché non li chiuse sfinito.

Chi sarà mai questo guerriero? Edgar non è morto? Mah!
Alla prossima!

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7 Comments »

  1. Liut non prenderà in mano una spada con abilità ma di certo è una persona molto intelligente. Forse non è una cattiva scelta, anche Helka, per ora non la pensa così. E’una sognatrice ed un giovane che è bravo nella diplomazia ma pessimo nella guerra non è proprio il suo tipo…ma chissà se cambierà idea. Edgar è tornato allora? In ogni caso, i due sono dei testoni incredibili.

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