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Lo sapevi che: la battaglia di Velletri trasformò Carlo di Borbone

In occasione del duecentosettantaquattresimo anniversario della Battaglia di Velletri, eccovi una piccola curiosità.

*****

Un unico strattone alla gamba gli fece spalancare gli occhi catapultandolo nel feroce tumulto. Schiantò al suolo battendo ginocchia e viso nel terreno. Tentò di alzarsi, confuso e dolorante, ma un calcio nei reni lo spinse in basso.

Il clangore delle armi iniziò a farsi strada nell’intorpidimento della sua mente, mentre gli scoppi delle armi da fuoco si sovrapponevano a esso. Un grido si levò all’esterno: «Per l’Austria!» e un altro fiorì nel suo cuore: Per l’indipendenza!

Si sentì sollevare da terra con una morsa ferrea e trascinare verso l’esterno da un uomo, mentre altri combattevano per la sopravvivenza. Il cuore sussultò nel petto all’idea di essere stato catturato. Tanta attesa, per poi finire vittima del nemico in modo così poco combattivo. No. Non sarebbe stato quello il ricordo di sé, che avrebbe lasciato.

Con una forza sconosciuta, data dalla determinazione, si inginocchiò di colpo bloccando il suo aguzzino. Dal contraccolpo l’altro vacillò per alcuni istanti, concedendogli di scivolare dalla presa e di spingerlo per allontanarlo il più possibile.

«Maestà!» gridò uno dei soldati vallonici che combattevano ancora nella tenda catturando la di lui attenzione e, senza perder tempo, gli passò la spada.

Armato di lama tagliente, il re cominciò la sua personale battaglia.

Al di fuori della tenda vi era il caos, ma non si soffermò su come fosse accaduto e rapido avanzò con l’unica certezza possibile: avrebbe lottato fino alla morte.

Strinse forte la presa sull’elsa mentre si inoltrava nell’accampamento, dove una vampata di calore gli imporporò le gote scarne. Il miasma cinereo gli intrappolò i polmoni rendendogli difficile respirare, mentre con un notevole sforzo cercava di vedere attraverso quella calda nebbia.

La cenere che cadeva dall’alto lo ricopriva come se fosse stata una neve sottile, ma era calda e odorava di morte.

Ridusse gli occhi a due sottili fessure, impegnandosi nel tentativo di allontanarsi da quel luogo.

Respirare stava diventando pressoché impossibile eppure, gli uomini continuavano a combattere. Le lame cozzavano e i colpi d’arma da fuoco scoppiavano mentre i cuori acceleravano al ritmo della paura e dell’orgoglio.

In quella calda notte illuminata dai fuochi appiccati, si stava consumando una battaglia che avrebbe visto un unico vincitore.

*****

Brano tratto dal romanzo “Carlo e Maria Amalia-un amore reale”

Lo sapevi che, fino a quel momento, le potenze europee avevano l’idea che Carlo di Borbone fosse solo una pedina sulla scacchiera politica, senza polso, coraggio e acume. Ovvero, una specie di fantoccio manipolato dalla corte spagnola?

Esatto, fino a quell’evento tutti lo credevano un debole. Avevano, infatti, scambiato la sua neutralità (nell’ambito della guerra di successione austriaca 1740-1748) per codardia, invece, egli tentava di salvaguardare la propria famiglia e la sua posizione evitando di schierarsi, visto che quella guerra vedeva la coalizione della famiglia paterna contro quella della moglie.

In virtù di quell’opinione, il regno Asburgico si gonfiò di supponenza decidendo di spingersi a sud con l’intenzione di riconquistare il regno di Napoli, ma Carlo, a differenza delle loro aspettative, non si limitò a osservare l’avanzata nemica, scese in battaglia e guidò il proprio esercito in prima persona a difesa del proprio regno. Con quella vittoria, ottenuta nonostante il comportamento scorretto degli austriaci, (attaccarono in piena notte) Carlo non solo mantenne la corona sulla testa, ma guadagnò il rispetto di tutti gli altri sovrani, tra i quali figuravano anche i genitori.

A testimoniare tale cambiamento di visione ci sono alcune parole che il re di Sardegna Carlo Emanuele III, alleato dell’Austria, scrisse al proprio ambasciatore riferendosi a Carlo di Borbone.

«ha rivelato una costanza degna del suo sangue e si è comportato gloriosamente»

Spero che ti abbia fatto piacere scoprirlo e alla prossima!

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