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Istantanea n.31-32-33

Buon inizio settimana!

[31]

*****

Da quell’incontro fortuito sul limitare del fiume erano trascorsi dieci lunghissimi giorni permeati d’indifferenza. Si erano visti in diverse occasioni, ma in ognuna di esse, il duca l’aveva ignorata come se fosse l’ultima delle serve. Il di lui sguardo aveva perso il bagliore accecante di erotismo, mostrando al suo posto solo un’agghiacciante disinteresse. La situazione era precipitata e con essa anche il consueto buonumore della dama che, l’undicesimo giorno, vittima di una perenne insonnia, decise di andare nella biblioteca per prendere un libro e dedicarsi a esso. Avvolta nella spessa veste da camera si inoltrò lungo i corridoi immersi nella penombra, illuminati solo dalla luce che trasportava davanti a sé. Si mosse rapida e sicura fino all’ambiente familiare, di cui in quegli anni aveva imparato ogni segreto e, senza indugiare, entrò e si richiuse la porta alle spalle, trovandosi stranamente in un ambiente illuminato da diverse candele.

*****

[32]

*****

La donna mosse i primi passi con cauto silenzio, ma ben presto la sua avanzata fu interrotta da una voce cupa e profonda, come il buio occulto oltre gli scaffali.
«Cosa ci fate qui?»
«Cercavo un libro da leggere» rispose guardandosi intorno in cerca del proprietario di quel tono tanto tenebroso, «non volevo disturbare. Se vi incomodo, posso andare via e non intralciarvi oltre.»
«Non importa», asserì la voce, «oramai siete qui», seguitò sbuffando il suo fastidio, «tanto vale che prendiate ciò per cui siete venuta.»
«Pensavo non ci fosse nessuno» si giustificò Chiara inoltrandosi in quell’ambiente per scrutare tra i ripiani di suo interesse, «diversamente avrei evitato di venire.»
«Smettetela di scusarvi, prendete l’opera di vostro gusto e andatevene. La vostra presenza qui è inopportuna» sentenziò deciso, nonostante la voce avesse perso un po’ della sua ostilità.
«Certo» squittì imbarazzata. Ricordandosi solo in quel momento il proprio abbigliamento inadeguato, l’ora tarda e la sconvenienza del momento.
Preda del panico afferrò un libro a caso, si congedò rapida e corse via, sperando che la voce appartenesse a un gentiluomo di animo discreto.

*****

[33]

*****

Il mattino successivo, aiutata dai primi riverberi del sole, la dama italiana rientrò in biblioteca per posare il libro e prendere un altro più di suo interesse. Si mosse cauta e silenziosa, nonostante fosse giorno e ben vestita, ma quando quella stessa voce le fermò il passo, non poté evitare di deglutire l’apprensione.
«Siete di nuovo qui?»
Siete ancora qui! Pensò lei, nel medesimo istante.
«Sì», sospirò mortificata, «cerco ancora un libro da leggere.»
«Quello che avete tra le mani non vi soddisfa?” inquisì, e finalmente la sentì venarsi di ironia.
Chiara abbassò lo sguardo sull’opera. «La manualistica non è per me!» abbozzò un sorriso imbarazzato, guardandosi poi intorno in cerca del proprietario di quel tono.
Lo vide spuntare dagli scaffali e il cuore le si fermò in gola. Era lui e, quell’unico pensiero, cancellò qualsiasi altra intenzione.

*****

Alla prossima!

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3 Comments »

  1. Chiara si è allontanata ma così facendo ha fatto sentire rifiutato il principe. Ora entrambi soffrono ma la differenza di rango è davvero troppa per poter essere ignorata. Mi chiedo come risolveranno tutto.

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