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Istantanea n. 40-41-42

Buon inizio settimana! 😀

[40]

*****

La biblioteca reale versava nel buio più assoluto e Chiara non poté evitare di mostrarne la delusione. Aveva davvero sperato di incontrarlo di nuovo.
Mosse alcuni passi tra gli scaffali alla ricerca di un nuovo libro, anche se in realtà il precedente non lo aveva ancora ultimato, ma ormai era lì e doveva proseguire con la sua finzione.
«C’è qualcuno?» sentì la sua voce provenire dall’ingresso e subitaneamente un sorriso le modellò le labbra.
«Sì, io, Vostra Grazia» rispose raggiungendolo.
«Chiara, siete di nuovo qui?» domandò sorpreso, guardandola dritta negli occhi. Un errore, visto quanto li trovasse belli, ma ugualmente mantenne una postura rigida. Le parole del fratello forse,  avevano sortito il giusto effetto.
«Sì», balbettò arrossendo, «mi serviva un nuovo libro.»
«Dite il vero?» la incalzò sollevando un sopracciglio.
«Certo. Quale altro motivo potrei mai aver avuto?» inquisì, pentendosene all’istante quando udì la sua risposta.
«Potrebbe darsi, che steste cercando me?»

*****

[41]

*****

Nonostante l’intima allusione, la donna non fuggì come era solita fare, ma rimase ferma e impostata dinanzi a lui, pensierosa e in cerca di una risposta consona alla di lui persona.
«Dunque?» la incalzò avanzando di un passo, per ispirare il di lei profumo e imprimersi sulla pelle quell’incantevole sensazione che solo la sua vicinanza sapeva causargli.
«Il libro, Vostra Grazia» rispose guardandolo negli occhi e avanzando a sua volta.
«Questa volta non vi credo» ammise, sostenendo lo sguardo e in quel nocciola scorse un calore che non poteva essere falsità.
«Fingete di farlo», lo supplicò con le gote arrossate, «e allontanatemi da voi.»
«So che dovrei», confessò in lotta con il suo istinto, «ma ogni qual volta i miei occhi si posano su di voi, la ragione fugge e rimane solo il desiderio.»
«Non posso fare nulla per il vostro desiderio» ribatté piccata, indietreggiando rapida. Quelle parole erano riuscite a scalfire il languore riportandola al presente.
«Dove state andando adesso?» la richiamò frustrato, ma ella era già oltre la porta nuovamente chiusa.

*****

[42]

*****

Ogni breve avvicinamento era seguito da un distacco snervante. Francesco Saverio era furibondo, non riusciva a comprendere perché quella giovane fosse tanto scostante. Prima lo incitava ad agire e poi lo rifuggiva come un malanno.
Irritato nuovamente con se stesso per aver ceduto al proprio mal riposto interesse, gettò la parrucca di lato e ruggì tutta la sua frustrazione contro le pareti di carta e pietra, producendo un’eco profonda.
Non poteva continuare ad agitarsi al vento dei di lei atteggiamenti, se non voleva che lui la corteggiasse bene, non lo avrebbe più fatto e, in quel mentre, era deciso a mantenere fede a quella conclusione per sempre.

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