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Istantanea n.43-44-45

[43]

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Sua Altezza Reale il duca Francesco Saverio era partito ormai da oltre un mese e, dal medesimo tempo, l’umore della dama italiana era peggiorato inesorabilmente. Non sapeva spiegarsi il motivo di tanto addolora mento. Egli era stato onesto nel parlarle di desiderio, per quale ragione ella fosse tanto amareggiata non le sovveniva, ma ugualmente sperava di scorgerne la figura perché, da quando non era più presente, ogni cosa sembrava aver perso colore.

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[44]

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I passetti ancora eleganti della Delfina di Francia risuonavano leggeri sulla pavimentazione reale, mentre con gran fretta, ella si affrettava a raggiungere il proprio salottino privato. Il cuore le si animò nel petto quando scorse la possente figura del fratello.

«Stentavo a crederlo, che fossi nuovamente qui!» lo accolse con calore, gettandosi tra le sue braccia per farsi avvolgere in una stretta familiare.

«Non credevo di farlo tanto presto, Carolina, ma necessitavo di vedervi.»

I due si erano avvicinati molto in quegli ultimi anni di convivenza francese e, infine, era diventati con discrezione, l’uno il sostegno dell’altra.

«Dresda non ti ha accolto come speravi?» domandò indicandogli una poltrona, mentre i suoi occhi chiari trasmettevano un messaggio diverso da quelle parole.

«Dresda è magnifica!» confessò con un sorriso a fior di labbra.

«Dunque?» lo incalzò, sedendosi dinanzi a lui.

Erano soli e potevano discorrere liberamente.

«Non so come, ma la sua grazia e la bellezza d’intelletto, hanno annebbiato il mio giudizio a tal punto, da farmi dimenticare chi sono e cosa rappresento.»

«Temo di non capire», mormorò avvicinandosi con il busto, «sembravi persuaso dal suo interesse.»

«E lo sono ancora. Durante il viaggio ho avuto modo di riflettere e so di non aver sbagliato nel valutarla.»

«Perdonami, Francesco, ma mi sfugge il problema.»

«La nostra diversità di rango ci rende incompatibili.»

«Nostro padre ha scelto qualcun’altra?»

«Non che io sappia.»

«Ora, dirò qualcosa che va totalmente contro i miei innumerevoli insegnamenti, ma credo sia importante che tu le parli apertamente. Niente frasi ricche di orpelli, ma solo la verità, in modo che ella possa fare uguale.»

Il duca soppesò quelle parole, in conflitto tra quello che anelava e quello che il bel mondo pretendeva dalla sua persona.

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[45]

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Francesco Saverio osservava i suoi nipoti correre a perdi fiato nel giardino, felici e liberi come lui e i suoi fratelli non erano mai stati. Era contento di vedere sui loro volti una tale allegria, che riusciva ad essere quasi contagiosa, visto che non riusciva a smettere di sorridere. L’umore nefasto che lo aveva accompagnato sino a Versailles sembrava essersi evaporato al sole.

«Dunque, hai deciso?» si sentì chiedere dalla Delfina.

«Sì, tornerò a casa e farò come mi hai suggerito.»

«Ovviamente, il mio consiglio era per risollevare il tuo cuore, ma rammenta sempre chi sei.»

«Certo!» la tranquillizzò con un sorriso a fior di labbra.

Il piccolo duca di Berry, Luigi Augusto, si accostò loro con un sorriso impacciato.

«Luigi Augusto, cosa succede?» gli chiese la madre, con un sorriso.

«Desideravo chiedere a Sua Altezza se gli andava di tirare di scherma», rispose compito, «sono migliorato dall’ultima volta e desideravo mostrarglielo.»

Maria Giuseppina guardò il fratello con muto quesito.

«Ne sarei felice», ammise ridendo, «purché non mi faccia fare brutta figura.»

«Improbabile!» trillò il bambino precedendolo nella sala di addestramento, dove, tra stoccate e risa, trascorsero un incantevole pomeriggio.

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1 commento »

  1. Purtroppo la differenza di rango è un aspetto importante. La sorella ha perfettamente ragione e anche se è felice per Francesco Saverio rimane il problema dei doveri nei confronti della famiglia reale. E’un cadetto, ha maggiori libertà ma non è completamente indipendente.

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