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Viaggiando nel tempo sono andata nel regno di Vittoria

Carissimo/a history lovers, buon momento!
Il sondaggio di settimana scorsa ha parlato e come per magia sono tornata indietro nel tempo, esattamente all’epoca vittoriana. Buona lettura! 😀

*****

Sono seduta sul divano con il televisore acceso che rimanda le immagini della serie tv Vittoria e tra le mani il cellulare dal quale cerco notizie sull’epoca da trattare per il prossimo articolo. Digito la domanda: “Epoca vittoria” e nell’attesa lancio uno sguardo allo schermo, osservando la regina e il principe Alberto che corrono fin sotto a un porticato per celarsi alla vista e scambiarsi tenere effusioni.

«L’epoca vittoriana riguarda principalmente la storia inglese ed è il periodo di regno della regina Vittoria (Alexandrina Victoria di Hannover nata il 24/05/1819 – morta il 22/01/1901) che ebbe vita dal 1837 al 1901. Questo lasso di tempo fu caratterizzato da una relativa pace tra le grandi potenze, da un aumento delle attività economiche e produttive del regno, dovuto soprattutto all’evoluzione industriale. In questa epoca ci furono molte invenzioni che aiutarono lo stile di vita dei cittadini concedendogli maggior tempo libero.

Di questa epoca si ricordano:

Espansione coloniale del Regno Unito di Gran Bretagna, l’installazione della ferrovia e la possibilità dell’istruzione pubblica su suolo inglese.

Invenzioni: gioco del tennis, linguaggio scritto della stenografia, la crinolina e la moda dei capelli lunghi, ma lunghi, lunghi. 😀

Personaggi di spicco: Regina Vittoria, Charles Darwin, Isaac Pitman, Major Wingfield ecc.»

Mentre trascrivo queste informazioni sul pc che tengo in grembo, percepisco uno strano intorpidimento che non mi è nuovo e che mi costringe a chiudere gli occhi e a massaggiare le tempie.

Riapro gli occhi su un ambiente che non riconosco. Le pareti familiari del mio salotto sono svanite e al suo posto vedo un ampio salone ricco di decori e volti sconosciuti abbigliati in modo antiquato.

Non di nuovo! Penso in preda all’agitazione. Sbatto le palpebre più volte per scacciare questa assurda visione, ma nonostante la lieve incredulità inizio a muovere qualche passo rasente il muro.

Perché sta capitando di nuovo? Mi domando confusa, nascondendomi nel vano di una finestra dietro a un tendaggio pesante.

Da questo rifugio riesco a creare uno spiraglio dal quale posso osservare il salone e i nobili imbellettati.

Le donne indossano abili raffinati stretti in vita e ampi sul fondo, fin troppo ampi a dire il vero, gli uomini, invece, sono eleganti nei loro completi e discorrono in modo educato con un lessico appropriato al loro stile.

Mentre osservo i membri in questa sala, l’annuncio del valletto mi blocca sul posto, anche se devo ammettere, che non avevo alcuna intenzione di muovermi.

«Sua Altezza Reale la regina Vittoria e il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha.»

Con una curiosità che non ho modo di spiegare, mi sporgo nella direzione in cui si sono voltati tutti e da una grande porta a doppio battente dorata, con intarsi e decori tanto appariscenti da essere visti fin da questa distanza, vedo spuntare una giovane coppia.

La donna, o meglio la regina, indossa un magnifico abito cobalto. La gonna parte ampia dal basso fino a stringersi sul corpetto aderente e castigato. Una stola di pizzo copre la scollatura e le maniche ampie. Non indossa la parrucca, invéro nessuno la usa, e porta i capelli neri legati in modo anonimo e privo di volume. L’uomo al suo fianco le sorride, un sorriso gentile, che però ha un retrogusto amaro. Nonostante sia il marito della regina sembra impacciato, quasi si sentisse sotto esame.

La mia analisi deve attendere però, perché la coppia scende dal palchetto immergendosi nella folla. Adesso vedo solo le persone inchinarsi e niente di più. Stanca di guardare il nulla richiudo la tenda e mi appoggio alla parete in attesa di tornare al mio tempo. Stringo le palpebre e respiro profondamente più e più volte sperando nel salto temporale, ma all’improvviso una voce mi desta. Qualcuno si è fermato oltre la tenda e sta parlando.

«Alberto, spero voi capiate quanto sia importante per me saperlo.»

«Lo capisco Vittoria, ciò nonostante non so come rispondervi. Non ho idea di quale sia il cognome della mia famiglia.»

È la regina con il consorte!

«Come potete non conoscerlo?» domanda la regina sottovoce.

«Non mi è mai servito saperlo», spiega cauto, «sono sempre stato Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha ed è sempre bastato.»

«Ma un nostro figlio, un giorno, erediterà il regno. È necessario sapere il casato del nuovo sovrano» replicò la donna senza boria.

«Posso informarmi, se vi farà stare meglio» si propone tranquillo.

«Me ne occuperò io», chiarisce la donna risoluta, «ora è meglio tornare dagli invitati.»

«Come desidera la mia regina» replica con leggerezza e sento vibrare una risata tra le di lui parole.

«Divertente» asserisce lei con una punta di ironia e una chiara complicità che da lontano non mi era stata possibile vedere.

Li sento allontanarsi e così sbircio per controllare. Ora sono di schiena e sono nuovamente persi tra i loro sudditi.

Il tempo di sorridere a mia volta, anche se non ne comprendo il motivo, e percepisco nuovamente la spossatezza che, in un battito di ciglia, mi riporta nel mio salotto con l’episodio in tv ormai finito.

*****

Spero ti sia piaciuto questo mio viaggio 😀 Ho scoperto che il cognome del marito della regina Vittoria era Wettin, come la mia cara Maria Amalia, ma ci sono alcune differenze che spiegherò in un articolo a parte.

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Se non sai chi è Maria Amalia la puoi conoscere qui.

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