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Il Medioevo raccontato da Lia Tomasich

Carissima/o history lovers, buon momento!

Siccome a parlare sono sempre io (🤣), oggi do spazio a un’altra voce.  Sii ospitale😁

Assorta nei suoi pensieri, Costanza camminava a occhi bassi. Sussultò quando una figura scura le si parò davanti. Di riflesso, si strinse le mani al petto. Era il suddiacono del vescovo.

– Sua eccellenza reverendissima vi attende nel Duomo – la informò. – Nella navata di sinistra, da questa parte – le indicò un accesso laterale.

Costanza mormorò un rapido “grazie” ed entrò. La luce dall’esterno l’accecò per qualche istante. La porta si richiuse alle sue spalle con un tonfo ovattato che riverberò tra le alte volte della cattedrale. L’aria era fresca e aveva un vago sentore di muffa. Un sottile profumo d’incenso si mescolava all’odore di cera calda. Quando gli occhi si abituarono alla penombra, si guardò intorno. Il vescovo era inginocchiato davanti all’affresco dell’Annunciata. Lo sentì bisbigliare una preghiera. Costanza rimase in disparte, per non disturbare. Dopo qualche minuto, il vescovo si alzò facendosi il segno della croce. Rimase in piedi, con le mani strette in grembo, lo sguardo rivolto davanti a sé. – L’uomo è assediato dai demoni – pronunciò infine a voce alta.

Costanza sollevò il capo, in ascolto.

– Lussuria, ingordigia, sospetto – proseguì il vescovo. – E così, la discordia domina i nostri tempi. E le nostre anime.

– È la paura, eccellenza, che trasforma gli uomini contro la loro volontà.

Il vescovo si volse verso Costanza. – Tanto da divenire strumenti del diavolo? – La voce ebbe un palpito di stizza.

Un clangore improvviso si alzò, echeggiando tra le navate. Tra le ombre allungate dalla luce delle candele, Costanza credette di riconoscere l’andatura claudicante del suddiacono. La porta della sacrestia dei cappellani si richiuse con un cigolio e tornò il silenzio.

– Seguitemi nel mio studio, Costanza.

Estratto da Il delitto di Ponte Pietra

Oggi, nel salottino di Historical Experience Now è venuta Lia Tomasich, conosciamola.

  • Ciao, Lia, descriviti in poche parole.
  • Ciao a tutti! Qualche anno fa ho fatto un corso di scrittura che ha cambiato del tutto la mia idea di cosa significasse, appunto, scrivere: non solo per se stessi, ma per gli altri, per il lettore. Da traduttrice tecnica, avevo già in partenza familiarità con la parola scritta. Poi, da pochi anni ho cominciato a tradurre narrativa, che non è proprio come scrivere, ma per molti versi ci si avvicina. È un buon esercizio.

 

  • La tua opera è: Historical novel? Historical romance? Historical fantasy? O altro?
  • Finora, ho scritto solo racconti, di diversi generi, ma da un po’ sto pensando di scrivere il mio primo romanzo, molto impegnativo, perché sarà storico, come il racconto che ho pubblicato per Delos Digital nella collana History Crime, un giallo storico. Il delitto di Ponte Pietra mi ha dato molte soddisfazioni, anche per un discreto numero di copie vendute.

 

  • Datazione del tuo racconto?
  • Il racconto che ho pubblicato con Delos Digital è ambientato a Verona nel 1278 ed è quello il periodo su cui mi sono concentrata. Siamo agli albori della Signoria, in un periodo in cui la mano pesante della Chiesa comincia a farsi sentire con le prime persecuzioni delle eresie, in particolare, contro i catari di Sirmione. Il romanzo avrà la stessa protagonista, ma ovviamente, questa volta l’intreccio sarà molto più ricco.

 

  • Perché hai deciso di ambientare il tuo racconto in questo periodo storico?
  • Verona è la mia città, anche se vivo da molti anni a Roma. Mi interessava quindi andare alle radici della nascita di una grande signoria, come è stata quella degli Scaligeri.

 

  • Parlaci della trama del tuo racconto?
  • La protagonista (di fantasia) del mio racconto è Costanza, la badessa di un convento di clarisse realmente esistito, Santa Maria delle Vergini. Sul ponte Pietra viene ritrovato un cadavere, è di messer Moretto Calorosi, membro del Consiglio Maggiore, un uomo importante della città. Da lì, parte l’indagine del notaio Vincenzo Nogarola, aiutato da Costanza, conoscitrice di medicina e anatomia, ma anche abile nel leggere nel cuore delle persone. A complicare la storia, si innesta la vicenda di una ragazzina di quattordici anni, contesa tra due famiglie, che il vescovo di Verona, Timidio, affiderà a Costanza.

 

  • Mostraci quanto è bella la copertina

9788867757671-il-delitto-di-ponte-pietra

 

Già che ci siamo, facciamo due chiacchiere di Storia:

  • Quali sono secondo te i punti di forza di questo periodo storico?
  • Il medioevo per me è affascinante perché credo sia proprio da quel momento che si siano poste le basi dell’epoca moderna. È un momento di passaggio, ancora molto instabile, ma vivace, pieno di fermento, è per questo che non considero affatto il medioevo come un periodo buio, anzi. Altrimenti, non avrebbe dato vita al periodo che sarà poi conosciuto come il Rinascimento.

 

  • Quali sono secondo te i punti deboli di questo periodo storico?
  • Il punto debole, purtroppo, è stata la Chiesa, con le sue prime manovre autoritarie per scalzare tutte le altre religioni, nuove e antiche.

 

  • Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che apprezzi e perché?
  • Mastino della Scala. Si proclamava Capitano del Popolo di Verona, non era affatto un nobile, ma un abile mercante di stoffe che, nonostante le sue ricchezze, si sentiva vicino alla gente.

 

  • Qual è il personaggio storico presente in questo periodo che detesti e perché?
  • Ci sono personaggi della Chiesa che mi lasciano perplessa, come i primi inquisitori di Verona (tra cui Fra’ Filippo Bonacolsi), che erano francescani, ma che erano però anche legati alla politica e alle logiche del potere. L’ordine dei francescani è stato trasformato nel braccio lungo della Chiesa per la repressione delle eresie. All’inizio, con modalità blande, ma poi la persecuzione e le punizioni si sono fatte sempre più dure. Non credo che questa sia stata l’idea che aveva in mente Francesco d’Assisi.

 

  • Quale evento secondo te è stato significativo per tale epoca?
  • L’assassinio di Mastino della Scala e il rogo dei catari nell’arena di Verona. Ritengo che questi due fatti siano legati. Da una logica di potere. In fondo, non cambia nulla, no? La memoria non può formarsi se non si conosce la storia.

 

*****

Grazie Lia per aver partecipato a questo esperimento, che tra le altre cose ho trovato emozionante. 😊 Mi piace poter leggere il pensiero degli altri autori di romanzi storici perché credo sia entusiasmante, visto che anche nelle risposte si percepisce la passione per l’argomento. Andrò a spulciare la vita di Mastino della Scala, mi hai incuriosita. Tu che leggi da casa cosa ne pensi? Se volessi lasciare un saluto, io e Lia ne saremmo felici e ricorda: se ti è piaciuto quello che hai letto, puoi condividere e sarebbe perfetto.  😊

Da oggi sulla pagina FB è partito il nuovo sondaggio per candidarsi.

Segui il blog per non perderti i prossimi appuntamenti.

Alla prossima!

21 Comments »

  1. Anche quando dai spazio ad altri autori lo fai in modo particolare. 😄 Vorrei fare anche io una domanda all’autrice, se posso, quanto è difficile scrivere un crime? Lo chiedo perché mi hanno sempre affascinato. E anche come si organizza per scriverlo? Grazie.

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  2. Ciao seaadvisor,
    per scrivere un crime è necessario rispettare alcune regole. Prima di tutto, bisogna partire con le idee “quasi” del tutto chiare. Dico “quasi”, perché a volte una storia che sembra non funzionare alla fine può essere risolta con un inaspettato “colpo di genio”, frutto di un buon “brainstorming”.
    In genere, tra i personaggi che vengono presentati all’inizio della storia ci deve essere l’assassino. Si può anche soprassedere a questa regola, ma se si riesce a farlo, la storia è senz’altro più accattivante. I lettori di crime e gialli sono molto smaliziati, quindi è proprio una sfida riuscire a “imbrogliarli”. E per imbrogliarli, ci sono le false piste da seminare. Bisogna cercare di “addossare” la colpa a un personaggio (magari due) che non è il vero assassino, seminando indizi fuorvianti insieme però a indizi rivelatori. Questi ultimi devono essere inseriti con molta cautela, il lettore non se ne deve accorgere. Se la storia è riuscita, alla fine della lettura il lettore dovrà pensare: “E’ vero, come ho fatto a non accorgermene!” Queste regole valgono per ogni tipo di crime, anche per quelli ambientati in epoca contemporanea. Per quanto riguarda l’idea improvvisa che trasforma una storia banale in un crime spettacolare, si può pensare per esempio di cambiare in corso d’opera l’assassino. Bisogna sempre chiedersi: e se l’assassino fosse un altro? A volte, funziona. Poi, conta molto anche l’ambientazione, e naturalmente anche i personaggi. Bisogna essere originali. Grazie per l’attenzione! 🙂

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  3. Un’intervista davvero molto bella. Il brano che ha scritto è intrigante e, lo ammetto, mi sento tirata in causa per via del nome della protagonista. Il Medioevo è, come dice, un periodo di passaggio e concordo con Lei sul fatto che la Chiesa ha avuto un peso negativo…ma solo nell’ultima fase del medioevo. Nei primi secoli, la Chiesa intervenne molto su temi come il matrimonio, allo scopo di combattere il fenomeno delle spose bambine (under12) e insistendo sulla questione del consenso, anche se si trattava di un aspetto non determinante. Per alcuni elementi fu un motore d’innovazione ma anche di estrema rigidità, soprattutto quando iniziò la lotta contro le eterodossie. Alcune furono inglobate, altre, come i catari, furono combattute a lungo non solo perché portavano idee a sostegno di una Chiesa povera ma anche perché volevano rivoluzionare il clero, con una gerarchia nuova. I catari avevano un proprio clero e questo andava in collisione con la Chiesa. Queste azioni offrono un ritratto negativo della Chiesa ma non completamente. Lei ha perfettamente ragione. Fu una lotta di potere ma, mi permetto di aggiungere, di autodifesa delle posizioni conquistate. Comunque è un pezzo fantastico, soprattutto per la scena dinamica che ha saputo creare.

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    • Ciao, Corinna!
      Grazie per le tue parole. Non so se hai letto il racconto, ma tratta proprio della vicenda di una quattrordicenne contesa tra due famiglie, in cui interviene il vescovo per conto del pontefice. Una bella difesa messa in atto proprio dalla Chiesa per proteggere una ragazzina. Alla fine, quello che conta è il suo consenso, la sua felicità, non certo il contratto di matrimonio già stipulato.
      Grazie ancora!
      🙂

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    • Ciao Sara! Innanzitutto grazie per avermi letto. Ho iniziato con CE e penso di proseguire così. Delos Digital è stato un traguardo importante per me e ora vorrei riuscire a far approdare il mio futuro romanzo con un editore che pubblica anche in cartaceo. Poi, non si sa mai, ma riuscire a convincere un editore è una sfida che mi dà una carica maggiore.
      Grazie! 🙂

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