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Cuore vichingo: capitolo 17

Buon momento! Ricordatevi di seguire il blog e buona lettura! 🤦‍♀️

Erik era seduto su uno degli scanni vicino al braciere, con i gomiti posizionati sulle cosce e lo sguardo perso tra le fiamme.

D’istinto aveva accettato di accompagnarle ma, vedere Maya sfuggirgli, per circondarsi di rozzi capretti, gli stava dando l’orticaria.

Era fermamente convinto di non essere adatto a lei ma, quantanche avesse creduto che meritasse qualcuno migliore, non pensava certamente a quel tipo di uomini. Nonostante tutto però, non aveva alcun diritto di mostrare il proprio fastidio e quindi si era allontanato fingendo di avere altro da fare, ma il pensiero di lei a pochi metri di distanza, sorridente e bellissima, non riusciva proprio ad abbandonarlo. Non era servito a niente dare le spalle alla sala perché riusciva a percepire la sua essenza ugualmente e il desiderio di allontanarla da quei bifolchi diveniva di momento in momento sempre più forte.

“Tutto bene?” la voce di Maya si intrufolò rapida nei di lui pensieri facendogli spostare subito lo sguardo.

“No, a dire il vero.”

“Mi dispiace che Helka ti abbia trascinato con noi”, ammise la giovane mentre si torturava le dita con un movimento ansioso, “so che preferisci passare le serate con un altro tipo di compagnia.”

“Tu non sai niente, Maya” replicò continuando a guardarla negli occhi e lottando con l’impulso di trascinarsela sulle ginocchia per stringerla a sé e baciarla fino a mozzarle il respiro.

“Può darsi”, accennò un sorriso che parve una smorfia, “ma questo accade perché non parli.”

“Perché sei venuta qui?”

“Per Helka.”

“No, intendo qui da me. Perché non sei rimasta con i tuoi corteggiatori?” spiegò cauto.

“Perché non c’è nessun corteggiatore che possa competere con lo sguardo che hai in questo momento” ammise senza filtro. Lasciando che a parlare fosse il cuore e null’altro.

Erik deglutì a vuoto e tornò in una posizione rigida senza mai smettere di guardarla. Come se i loro sguardi stessero comunicando con un linguaggio differente e in un modo talmente intimo che ai loro corpi non era concesso. “Sentiamo, come ti starei guardando?” domandò d’istinto, pentendosene un attimo dopo. Perché nonostante la ragione continuasse a suggerirgli di lasciarla andare, il cuore e il corpo continuavano a trattenerla.

Un sospiro arrendevole uscì dalle labbra della giovane mentre prendeva posto su uno sgabello dinanzi a lui. Con un movimento impacciato si massaggiò uno zigomo pensando bene a cosa dire e a come. Si prese del tempo per trovare anche il coraggio di spiegare e infine disse: “Hai detto che non possiamo stare insieme, ma è evidente che non è quello che vuoi.”

“Accidenti! Non mi aspettavo tanta sicurezza da parte tua” replicò, senza però contestare l’argomento.

“Non lo stai negando” gli fece notare, cercando di apparire calma e controllata.

“Vero.”

“Quindi ho ragione?” continuò con decisione.

Dopo la reciproca confessione, aveva trascorso il restante del tempo a fantasticare su come sarebbe stata la loro vita insieme. Su come potesse essere sentirsi stringere dalle sue braccia. Ricevere i suoi baci, giacere con lui e, ogni ipotesi, era troppo meravigliosa per poter essere accantonata.

Nonostante lui fosse convinto di non essere adatto per lei, Maya era convinta dell’esatto opposto e aveva deciso che avrebbe fatto qualsiasi cosa per fargli cambiare idea.

“Cosa vuoi Maya?” ribatté senza rispondere, ma lasciando a lei tutto il potere decisionale, perché con la sua risposta poteva decretare l’evoluzione di quel momento.

“Te”, confessò con un coraggio disarmante, “voglio te.”

Sul volto dell’uomo la giovane poté vedere una miriade di espressioni, dalla sorpresa al compiacimento fino a uno sprazzo di terrore.

“No”, chiarì balzando in piedi, “non è una buona idea.”

“Cosa? Essere sincera?” si alzò a sua volta senza spostare lo sguardo. “Perché tu hai potuto dirlo e io no?”

“È stato un errore.”

“Sul serio?” incalzò lei, decisa più che mai a spronarlo.

“Sì” rispose contro ogni convinzione. Sentirle dire voglio te,  gli aveva scatenato una tempesta dentro, che stava faticando ad arginare, ma che doveva a tutti i costi tenere a freno.

“Vuoi davvero rinunciare a noi?”

“Non c’è e ci sarà mai un noi, Maya”, ribatté serio, guardandola dall’alto e dando al tono e allo sguardo una sferzata di freddezza, “io sono un uomo libero che presto riprenderà il largo. Non sono adatto per mettere su famiglia.”

“È la tua ultima parola?” ritentò con voce chiara, trattenendo a stento il nodo che le si era formato in gola. Aveva davvero sperato e creduto che sarebbe bastata la sua confessione decisa per convincerlo. Ovviamente aveva fallito miseramente. Il suo volerla, con ogni probabilità, si limitava all’attrazione fisica, mentre per lei era un volerlo corpo, mente e cuore, insomma, tutt’altra cosa.

“Non umiliarti” sputò fuori con distacco, sperando di farle capire che lui non valeva i suoi sforzi. Anche perché, in tutta onestà, stava affrontando una lotta interiore massacrante.

“Bene”, soffiò fuori guardandolo un’ultima volta dritto nelle iridi verdi, “faremo come vuoi”, prese tempo per non scoppiare in lacrime davanti a lui e concluse, “ci comporteremo da fratelli e io mi cercherò un uomo abbastanza forte da stare al mio fianco. Torno a casa” concluse dandogli le spalle per celare al suo sguardo quella lacrima che era fuggita dalla prigione dei suoi occhi.

“Maya!” mormorò Erik non sapendo neanche il perché, ma lei era già svanita tra la folla.

*****

Bene, ora rilasciate tutte le vostre emozioni. Sono curiosa di saperle. 😀
Vi avviso che stiamo per addentrarci in uno scoppiettante casotto. (non dico altro)

Alla prossima o a presto dipende da voi. 😀

Vai al capitolo 18

 

 

3 Comments »

  1. Oddio oddio oddio , questi capitoli mi faranno venire il crepacuore! Uff dai un po’ Erik datti una mossa, Maya non starà sempre lì bella e buona ad aspettare te !!!!
    Io scelgo opzione 2 ovvero Liut 🌹💖

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  2. Erik, pessima risposta.
    E’fissato con l’idea di non mettere su famiglia ma ancora non ha capito che non può fuggire da Maya. Non sono cose che possono essere ignorate a lungo. Speriamo che si accorga in tempo del suo sbaglio.

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