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Viaggiando nel tempo sono andata nell’Antica Roma

Carissimi history lovers, buon momento!
Come da vostra scelta tramite il sondaggio di settimana scorsa sono tornata indietro nel tempo, esattamente all’Epoca Romana. Buona lettura! 😀

*****

Come da consolidata consuetudine sto bevendo il mio caffè speciale mentre attendo che sopraggiunga l’ispirazione. L’epoca romana è conosciuta da tutti e quindi, non posso fare altro che chiedermi cosa possa inventarmi per dire qualcosa di interessante e poco scontato. Impresa ardua e assai poco fattibile, a parer mio, ciò nonostante apro le imposte dello studio e lascio filtrare alcuni raggi di sole. Sono tenui, sintomo di un autunno che vuole mostrarsi con tutta la sua fresca presenza, ma pur sempre piacevoli quando sfiorano il viso. Con passi lenti raggiungo la scrivania, mi siedo e accendo il portatile, mentre l’aroma dolciastro del bulletproof mi inonda le narici poco prima che gli dia un’ulteriore sorsata. Quando il pc è pronto digito la domanda: “Epoca romana” e nell’attesa, finisco la mia bevanda, lasciando che il liquido caldo mi scivoli in gola e mi inebri con il suo sapore avvolgente.

«L’epoca romana abbraccia quasi mille anni di storia e precisamente, si tratta di quell’arco di tempo che va dal 753 a.C. (Fondazione di Roma e inizio Età Regia) fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C. (inizio epoca Medievale).  Questo lungo periodo è stato permeato da guerre e da tanti avvenimenti di notevole rilevanza, tuttavia, in linea generale questa epoca viene ricordata per i gladiatori, il cibo mangiato da sdraiati e le grandi conquiste fatte per merito dei legionari, ma non bisogna dimenticare che fu anche l’epoca in cui si gettarono le basi di ingegneria, di diritto e di gestione politica.☺️

Ecco cos’altro dovremmo sapere😉

Invenzioni: il reggiseno, gli acquedotti, le fognature e le strade. 
Personaggi di spicco: Romolo e Remo, Cesare, Ottaviano Augusto, Tiberio, Caligola, Nerone, Diocleziano, Spartaco😇 ecc.
Curiosità: Nel 22 a.C. l’imperatore Augusto formò il primo gruppo di vigili del fuoco. Questi uomini erano organizzati in modo tale da poter tenere sotto controllo gli incendi che si verificavano in città (le abitazioni del popolo erano in legno). Queste caserme avevano sia un serbatoio d’acqua, sia i secchi e i relativi materiali idonei all’azione.»

Mentre trascrivo queste informazioni per l’articolo di martedì, percepisco l’ormai familiare intorpidimento che mi costringe a chiudere gli occhi e a massaggiare le tempie.

Dove andrò adesso? Penso con una morsa allo stomaco e, quando riapro gli occhi, mi trovo all’aria aperta, probabilmente in un vigneto, perché percepisco nettamente il profumo dell’uva.

«Dove sono finita questa volta?» brontolo sottovoce, mentre gli occhi scrutano tutt’intorno alla ricerca di qualcosa che sia familiare.

Cosa vuoi che ci sia di familiare se sei tornata indietro nel tempo, genio! Mi insulto mentalmente scuotendo il capo e nel frattempo avanzo con un po’ di passi incerti  per poi fermarmi all’improvviso quando sento delle voci in lontananza. Silenziosa  come un ninja zoppo mi dirigo verso il chiacchiericcio che, una volta raggiunta la fonte, si trasforma in frastuono.

Dal riparo provvisorio riesco a scorgere un manipolo di uomini intorno al fuoco e altri sparsi nel loro perimetro. Non sono un’esperta, ma dal l’abbigliamento direi che siano romani, quelli dell’antica Roma.

Va già bene che questi viaggi mi portano proprio dove mi serve. Penso con un sorrisino ironico sul volto. Cosa ci sia da ridere poi vorrei capirlo. Questi viaggi non sono mica normali. Oppure sì? Mentre sono preda dei miei deliri mentali, una voce si eleva sulle altre e di conseguenza cala un silenzio quasi assordante e non posso evitare di ascoltare.

«Compagni, la nostra fuga riecheggerà nei secoli, ma non è per questo che lo abbiamo fatto. No, la nostra ribellione sarà un vento di speranza.»

«Speranza per chi? Spartaco» domanda uno degli uomini che era seduto al suo fianco.

Spartaco il gladiatore! Comprendo. Spartaco, il liberatore di schiavi.

Presa dall’euforia di assistere a un tale evento faccio un movimento sbagliato, che produce un rumore fastidioso capace di riecheggiare nel silenzio.

«Cosa è stato?» domandano balzando in piedi e iniziando ad armarsi con coltelli e mannaie dall’aspetto poco rassicurante. Nel mentre io cerco di rendermi invisibile, perché non so davvero cosa dirgli per giustificare la mia presenza. Deglutisco a vuoto nella speranza di arginare la tensione e quando li vedo muovere verso di me inizio a correre.

Non potevi farlo prima! Mi insulto, ma è inutile, perché il rumore della loro avanzata supera persino quello del mio cuore. Dopo un tempo indefinito inciampo e cado carponi al suolo. Le loro voci si fanno sempre più vicine ma, per fortuna, vengo salvata nuovamente dalla buona sorte e grazie alla spossatezza amica, mi ritrovo nel mio studio con le imposte aperte.

*****

Se vi fosse piaciuta la mia piccola avventura lasciate un mi piace e condividete.

Inoltre vi ricordo che per non perdervi gli aggiornamenti sarebbe meglio iscriversi al blog 😀
Alla prossima!

 

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