Vai al contenuto

I disastri nella Storia: Il Grande Uragano del 1780

Carissimo/a History lovers, buon momento!

Non pensavo di dover già aggiornare questa rubrica, ma a quanto pare la Storia è costellata di estro, di eventi, di intelletti, di folli e di catastrofi, quindi, per la neo rubrica I disastri nella Storia per non dimenticare, vi ricordo che,  in questi giorni  ricorre il duecentotrentottesimo anniversario dell’Uragano San Caalixto, conosciuto dai pià come il Grande Uragano del 1780, dico questi perché si sviluppò dal 10 fino al 16 ottobre del 1780, abbattendosi sulle isole Caraibiche: Barbados (attualmente appartenente al Commonwealth britannico), Martinica (attualmente appartenente alla Francia), Saint Lucia (attualmente appartenente al Commonwealth britannico) e Sint Eustatius (attualmente appartenente all’Olanda) e mietendo dalle 22.000 alle 27.000 vittime tra la terra ferma e il largo

La nave inglese avanzava con la prua verso la costa assecondando le onde ancora domabili, mentre spumose nuvole nere si addensavano sopra il suo capo con una rombante rincorsa.

«Il cielo stride!» urlò l’Ammiraglio al suo equipaggio, «Prepariamoci!»

Un primo bagliore squarciò il cielo plumbeo prima che la pioggia cominciasse a picchiare con intensità sui pontili, sferzando il legno e gli uomini che alacremente tentavano di governare la nave affinché  superasse la tempesta.

«Ammainate le vele!» ordinò il Viceammiraglio volgendo solo la testa, perché le mani erano impegnate a stringersi intorno al cordato della prua.

Si trovava sulla Victory per un imprevisto e, in quel momento di agitazione, gli premeva sapere in quale condizione fossero i suoi uomini nell’avanguardia. Era ivi agganciato proprio per cercare di scorgere il resto delle navi, ma l’incessante diluvio aveva creato un velo brunito capace di ferire gli occhi.

Il vento, furioso avversario, caricava impietoso su tutta la flotta che oramai era celata alla vista dal muro d’acqua e dal mare ingrossato. Onde di sette metri si inseguivano per attaccare la prora e Frederick Maximilian si ritrovò a chiudere gli occhi e a trattenere il respiro.

Un fulmine lacerò la barriera scura abbattendosi poco distante dall’imbarcazione e fu seguito da un boato infernale che alienò il  coraggio dell’intero equipaggio. D’istinto il Viceammiraglio si accovacciò arpionandosi al legno del parapetto. Le braccia e le gambe bruciavano per lo sforzo, il cuore martellava nel petto e la mente si arrendeva all’evidente forza dell’uragano.

La potenza della prima onda che si abbatté su di lui lo tramortì e le successive infierirono fino allo svenimento.

Sul ponte di comando, invece, il beccheggio era insostenibile e Sir Balchen perse ben presto la presa dal timone precipitando in basso e schiantandosi contro un’alzata. Le urla concitate di paura e preghiera degli uomini vennero inghiottite dalla furia della burrasca. L’acqua, unico elemento presente e dominante, aveva inglobato il veliero avvincendolo nella sua fluida morsa e ingoiandolo senza alcuna pietà.

 

Questo estratto non era stato scritto per questo uragano, ma per la Grande tempesta che si abbatté  sul Canale della Manica il 3 settembre 1744, tuttavia ho voluto ugualmente usarlo perché L’uragano Calixto colpì durante la Rivoluzione Americana causando ingenti perdite anche alle flotte Francesi e Inglesi. 

Curiosità: il monitoraggio degli uragani iniziò nel 1851.

2 Comments »

  1. Un ottimo pezzo. Se si considera che il monitoraggio iniziò ad essere fatto nel 1850, questo evento si rivelò essere davvero devastante, oltre che pesante per le sorti della rivoluzione americana. Solo di recente, la storiografia ha iniziato ad approfondire l’influsso degli eventi metereologici sulle vicende storiche, offrendo così una serie di informazioni che permettono una ricostruzione a 360°.

    Piace a 1 persona

    • Grazie, Corinna. Io resto basita nel constatare quante catastrofi siano successe, ma soprattutto per quelle che succedono senza che si possa fare niente, nonostante la tecnologia avanzata di cui disponiamo. Basta guardare quello che sta accadendo in questi ultimi giorni.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: