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Lo sapevi che oggi ricorre l’anniversario della morte di Maria Antonietta?

Conciergerie,16 ottobre 1793

Il colore roseo delle gote e delle labbra perennemente sorridenti aveva ceduto il posto a un pallore stanco che ne accentuava l’espressione sofferente e il volto smunto. Gli occhi cerulei si posarono fugacemente sul cielo plumbeo di quel mattino e, quel colore, le sembrò essere un richiamo al suo stato d’animo amareggiato.

«Avreste dovuto fuggire, Vostra Grazia» sospirò la cameriera mentre tirava su con il naso.

«Avrei potuto, Rosalie, ma ho dato fiducia alla Legge e alla buona fede dei miei giudici» replicò la donna con un sorriso ironico, una lieve increspatura delle labbra che le modellò brevemente l’espressione, per poi far ripiombare su quel viso l’usuale mestizia.

«Stanno venendo a prendervi» mormorò la cameriera trattenendo un singulto. Aveva conosciuto l’ex regina in quella prigione e, senza sapere come o quando, era finita per affezionarsi alla di lei persona che, in quel tempo, si era dimostrata ben diversa da come il bel mondo l’aveva dipinta.

«Non versare lacrime per me, Rosalie, non occorre, io starò bene» confermò con chiara accettazione. Non temeva la morte, non più almeno. Il dolore patito in quegli ultimi tempi era stato talmente prepotente che era stato in grado di scavarle nell’anima, prosciugandole persino gli ultimi residui di speranza. La morte del marito, di cui si era innamorata troppo tardi, la separazione dal primogenito e il di lui tradimento erano state sofferenze troppo consistenti, troppo, persino per una donna tenace come lei.

La porta si aprì proprio in quel momento.

«Siete pronta per ricevere la vostra condanna?» domandò l’uomo in modo burbero e senza la minima deferenza, come se quella donna fosse una persona qualunque.

Maria Antonietta si alzò in piedi mostrando un ultimo barlume di regale eleganza, nonostante fosse prossima al patibolo e i capelli fossero stati tagliati con malagrazia. Attese che le legassero il polsi dietro la schiena e avanzò con passi misurati e fieri. Non tentennò un solo istante e non supplicò mai che le fosse risparmiata la vita. Accettò la punizione con una superiorità innata, che in pochi possono dire di possedere.

Carissimo/a History Lover, buon momento!

Di’ la verità, non ti aspettavi un articolo simile da me, vero?

Lo so che do l’impressione di non amare particolarmente la storia francese, ma non è così. La verità è che vorrei, nel mio piccolo, portare alla conoscenza delle persone fatti e personaggi meno conosciuti o trattati. Il motivo non è per evitare la competizione come qualche male lingua potrebbe ipotizzare, ma è solo il desiderio di dare la voce a chi non ce l’ha. Un po’ come ho fatto con Carlo e Maria Amalia, i quali, pur essendo stati dei sovrani grandiosi, sui testi storici (scolastici) e nella memoria collettiva sono rilegati in fondo, superati da sovrani ben più mediocri.

Premesso dunque che non ho nulla contro la storia francese, posso dire: Non oso immaginare quanto sia stato doloroso per Maria Antonietta sentire quelle accuse, alcune mosse e sostenute addirittura dal figlio, e udire la condanna.

Inoltre, per dimostrarvi che non odio la Francia, vi informo di aver dato ufficialmente il via alla stesura della vita di Maria Giuseppina Carolina Wettin di Sassonia e Delfina di Francia. ☺️

#Curiosità

L’ultima esecuzione capitale in Francia con l’utilizzo della ghigliottina risale al 10/09/1977.

Se hai qualcosa da aggiungere fai pure e ricorda di condividere se ti è piaciuto.

INOLTRE TI RICORDO CHE E’ ATTIVA

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