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Lo sapevi che ‘o Babbà non è di origine napoletana?

Carissimi history lovers, buon momento!

Ho pensato, siccome mangiare ci (mi) piace proprio tanto, di affrontare anche oggi un argomento sfizioso. Quindi, siete pronti a dire addio a una delle certezze mondiali? (esagerata!)

Per comodità narrativa suppongo abbiate risposto di sì.

Ed ecco la super mega notizia: il dolce al rum partenopeo, famoso in tutto il mondo per il suo sapore avvolgente, non è nato a Napoli. 🤦‍♀️

State calmi e non spaventatevi. La verità è che…

C’era un volta, un ucraino dal cognome impronunciabile, Stanislao Leszczynski, a tratti re di Polonia e duca di Lorena, (il nemico di Federico Augusto Wettin, padre di Maria Amalia, per l’ascesa al trono polacco) il quale aveva una passione smodata per la cucina. A quest’uomo piaceva provare pietanze nuove e fare esperimenti su quelle esistenti per renderle maggiormente di suo gusto. E così accadde che, un giorno, mentre il nobile Stanislao giocherellava con il Gugelhupf, chiamato dai polacchi babka (vi dice niente?), ovvero una torta a forma di ciambella un po’ asciuttina che veniva servita con una cremina d’accompagnamento, decise di bagnarla con il tokai, trovandola molto più buona. Questo dolce peraltro è ancora in uso nei paesi europei dell’est e nell’Italia nord orientale. (Confermate, voi abitanti dell’Italia nord orientale?)

Tuttavia però, la leggenda narra un’origine un po’ più variopinta. Si racconta, infatti, che in una giornata particolarmente tediosa per il povero Stanislao, egli, non riuscendo a mandare giù il dolce perché troppo asciutto, l’abbia scagliato dall’altra parte del tavolo dove per fatalità c’era una bottiglia di rum. La folle corsa del dolce finì con l’urto contro la bottiglia di liquore che si rovesciò su di esso, inzuppandolo. Pare, che l’aroma emanato da quella combinazione fu talmente invitante, che costrinse Stanislao ad alzarsi per assaggiarlo all’istante. Il gusto fu di suo gradimento e per tale ragione gli diede il nome di uno dei suoi personaggi preferiti, Alì Babà da “Le mille e una notte”.

Innamorato di questo nuovo dolce, Stanislao inviò la ricetta a Parigi per la figlia Maria, regina di Francia (suocera di Maria Giuseppina Carolina Wettin) con il nome babà. Dalla Francia il dolce giunse alla corte napoletana grazie ai cuochi francesi che andarono a lavorare lì, detti “monsù” e ivi fu perfezionato, gli venne conferita la forma attuale e divenne ‘O Babbà.

Lo sapevate?

Se avete altro da aggiungere lasciate un commento e se vi è piaciuto fatemelo sapere con un segno di supporto 😀

Vi ricordo che è attiva la fidelity card, non perdetevi l’occasione di ricevere un regalino in più per Natale. 😀

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