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Viaggiando nel Tempo sono andata a Tuva

Carissimo/a history lover, buon momento!
Il sondaggio di settimana scorsa ha parlato facendo trionfare nuovamente l’epoca medievale. “Dove finirò questa volta?”

Buona lettura! 😀

*****

Il Medioevo ha trionfato ancora, quindi, sono pronta per il prossimo viaggio, qualora dovesse arrivare. Indosso una felpa tanto per essere preparata. Nei castelli o nelle abitazioni di quell’epoca il clima era sempre rigido e l’umidità era talmente presente che era in grado di raggiungere le ossa, quindi, direi che è una precauzione geniale.

Non ho alcuna intenzione di ammalarmi, anche se l’influenza a quei tempi era davvero il male minore.

Una volta vestita di tutto punto raggiungo il portatile per avviare la ricerca. Faccio la conta sulle dita della mano e scopro che questo è il mio quarto articolo sul Medioevo e pensare che credevo fosse il precedente, comunque poco importa, l’epoca medievale ha vinto e io ti devo un articolo con i fiocchetti.

Sì, belle parole, Lucia, ma di cosa vuoi parlare questa volta?

La mia coscienza è già pronta a criticare ma decido di ignorarla e di farmi coraggio.

In fin dei conti quasi mille anni di storia avranno pur avuto avvenimenti interessanti, no?

Digito: “Eventi epoca medievale” e premo invio, ma non ho neanche il tempo di scorrere con lo sguardo sui risultati che vengo inghiottita dall’incoscienza.

Buio.

Una raffica di vento gelido mi colpisce il viso destandomi dallo svenimento e portando alle mie narici un olezzo marcio, che sa di morte e di devastazione. Trattengo il vomito che rapido mi è già salito in gola, storco il naso e lo proteggo con la manica della felpe per mitigare la puzza, mentre apro le palpebre. Operazione ben più difficile del previsto, visto che sembrano incollate e poco collaborative e, per tale ragione, sono immediatamente preda del panico. Sono incline ai drammi? Vero. Ipocondriaca? Anche, ma vorrei vedere te al mio posto.

Rapida raggiungo gli occhi con le mani che tremano, sia per il freddo sia per la paura. Li strofino con forza nel tentativo di farli aprire. Con un notevole sforzo e dopo un tempo indefinito riesco a schiudere le palpebre. La mia vista è brumosa, vedo forme indistinte e sento suoni sgradevoli quasi fossero lamenti. Friziono ancora gli occhi, ma la mia capacità visiva non migliora, nonostante continui a strofinarli e a sbattere le palpebre in modo ossessivo.

«Maledizione! Che diavolo sta succedendo?» impreco balbettando. La temperatura rigida non mi consente di fare diversamente e l’impossibilità di vedere nitidamente mi terrorizza al punto da non riuscire a trattenere un singhiozzo. Le lacrime iniziano a scivolare dai miei occhi senza che possa evitarlo, mentre un nodo mi si ferma in gola impedendo all’ossigeno di fluire nei miei polmoni in modo composto, quasi avesse l’intenzione di soffocarmi.

«Non serve piangere, bambina, puoi solo agire» queste parole, sussurrate con saggia gentilezza riescono a fare breccia nella mia mente confusa.

«Non riesco a vedere», mi lamento, proprio come una bambina, «non ci vedo» ripeto asciugando gli occhi nella speranza di mettere a fuoco ciò che mi circonda.

«Allora sei più fortunata di tanti altri» risponde.

«Perché dice questo?» domando diretta prima di coprirmi nuovamente il naso e la bocca. Le do del Lei senza pensare ai formalismi. Sono troppo spaventata per affrontare la situazione come le volte precedenti.

«Nessuno vorrebbe vedere la Morte Nera mentre scivola come una nube di fumo che rende difficile respirare e infine uccide.»

Morte Nera? Merda!

«La Peste», comprendo con angoscia, «dove mi trovo?»

«Tuva.»

Dove diavolo è Tuva? Mi chiedo e, proprio mentre sto per chiederlo a lei, perdo nuovamente i sensi.

*****

Spero ti sia piaciuto questo mio viaggio 😀 A me non tanto, comunque, nel Medioevo è successo anche questo.

«La Peste Nera in questione si sviluppò proprio da una zona limitrofa alla regione di Tuva, sud Siberia, tra il 1347 e il 1352, e uccise dai 25 ai 50 milioni di persone. (Non ci sono parole per una tragedia del genere. Farò un articolo apposito se interessa.)»

P.S.: Nel XVII secolo ci fu un’altra pandemia di Peste, di cui ho scritto in un altro libro. Ho intenzione di parlarne, ma in un altro momento. 😀

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