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Cuore vichingo: capitolo 20

Erano trascorsi dieci giorni dalla discussione in locanda e, come pattuito, Erik e Maya finsero di non aver mai parlato. Anche l’impegno preso dal guerriero di addestrarla era rimasto valido e, quel mattino, mentre la vedeva combattere contro Liut, provò una sensazione di fierezza che credeva non gli appartenesse.

Il richiamo da parte di un uomo all’indirizzo del giovane allievo mise fine allo scontro un po’ prima del consueto, lasciando gli altri due soli e dando a entrambi la possibilità di parlarsi nel caso avessero voluto.

“La tua tecnica è molto migliorata” esordì Erik per porre fine a quel silenzio.

“Grazie.”

L’uomo si massaggiò la guancia con fare pensoso mentre ne osservava la schiena. La giovane si stava togliendo le protezioni stando bene attenta a non guardarlo. Da quella sera aveva smesso di farlo, aveva smesso di scaldare la di lui anima con il caldo tramonto dei suoi occhi e, a Erik, mancava terribilmente.

“Kith ha fatto un ottimo lavoro con la tua spada” riprese.

“Sì, è stato bravo.”

Il guerriero si ritrovò a massaggiarsi la nuca nel tentativo di frenare le mani pronte ad afferrarla per costringerla a voltarsi.

“Visto quanto costa creare un’arma del genere, immagino che in cambio ti abbia chiesto di sposarlo” ipotizzò ad alta voce con l’intenzione di stuzzicarla.

“Non ancora” sospirò la giovane sciogliendo i capelli.

“Ma lo farà”, replicò, continuando a seguire ogni suo movimento, “e tu avrai un uomo meritevole che si prenderà cura di te.”

Una risata sprezzante risuonò nell’aria e gelò più del vento.

“Lo trovi divertente?” la interrogò ancora, desiderando con tutto se stesso che lo guardasse, ma non avrebbe fatto nulla per farglielo capire.

“Trovo divertente che tu creda che io voglia sposarmi.”

“Lo hai detto tu, quella sera.”

“So cosa ho detto, quella sera”, precisò volgendosi a guardarlo negli occhi e percependo all’istante la familiarità che aveva sperato di non provare.

“Dunque? Non volevi un uomo abbastanza forte da stare al tuo fianco?”

“In realtà volevo te”, chiarì senza esitazione, “il resto l’ho detto per vedere una tua reazione, ma è stato fiato sprecato.”

“Comunque tu vuoi sposarti e Kith…”

“Non ho mai detto di volerlo”, lo interruppe seria, “l’unica cosa che desidero, Erik, è tornare a Helgö, vivere nella mia casa ed essere libera.”

A quelle parole l’uomo non poté evitare di corrugare la fronte, confuso, ma non ebbe modo di dire nulla perché lei seguitò a parlare.

“Non lo voglio un marito”, spiegò senza incertezze, “non saprei che farmene. Non mi serve qualcuno che mi dica come vivere la mia vita e non voglio neanche figli, a dire il vero, quindi, smettila di credere di conoscermi e di sapere cosa sia meglio per me.”

“Non…”

“Devo andare” troncò il discorso dandogli nuovamente le spalle e, senza attendere una sua reazione, lo lasciò solo a pensare.

Poco distante, sul limitare dell’arenile, vi era un’insolita testimone di quel sentimento che non aveva intenzione di svilupparsi. Helka osservò l’amica allontanarsi a passo svelto dal fratello prima di puntare gli occhi su quest’ultimo e constatare che la stesse seguendo con lo sguardo.

Cosa le avrà detto per farla fuggire in quel modo? Si chiese avvicinandosi al fratello e, più accorciava le distanze, più la sua mente le proponeva un’idea talmente folle da poter essere vera.

Se fosse lui il guerriero? Si domandò a un passo da lui. Questo spiegherebbe perché è cambiata nei suoi confronti.

Erik si volse proprio in quel momento e non poté evitare lo scontro con la sorella.

“Helka, stai attenta!” brontolò guardandola torvo.

“Dovrei essere io a lamentarmi”, si lagnò a sua volta, “mi sei salito sul piede.”

“E tu perché eri alle mie spalle?” la interrogò senza accennare a un minimo di scuse.

“Volevo parlarti.”

“Di cosa?”

“Di Maya.”

Erik deglutì a vuoto sentendosi scoperto, ma relegò quell’ansia in un angolo remoto della sua mente e chiese: “Cosa succede?”

“Dimmelo tu?” contrattaccò decisa.

“Io? Cosa dovrei dirti?” replicò con un’ulteriore domanda.

“La verità, magari” insisté sempre più convinta. C’era qualcosa negli occhi del fratello che le faceva credere di aver ragione.

“Non so di cosa tu stia parlando e non ho tempo da perdere” si animò burbero per troncare il discorso, ma Helka lo fermò posandogli una mano sulla spalla.

“Ascolta”, parlò seria guardandolo dritto negli occhi, “io ti voglio bene, ma ne voglio anche a lei. Se dovessi scoprire che sei tu la causa della sua amarezza, non te lo perdonerei mai.”

“Non ti intromettere, Helka.”

“Allora sei davvero tu” comprese provando un miscuglio di emozioni contrastanti. Da una parte ne era felice, ma dall’altra ne era terrorizzata, perché conosceva entrambi e sapeva bene quanto potessero essere complicati.

“Non ti riguarda” continuò allontanandosi da lei senza aggiungere altro ma, a quel punto, il segreto era stato svelato e non era certo che fosse una cosa buona.

*****

Carissimi guerrieri e guerriere, buon momento!
Che ne pensate delle parole di Maya? Le credete? E di Helka invece?
Alla prossima!

1 commento »

  1. Ahia, Erik è stato beccato. Ormai è fatta.
    In ogni caso Maya sembra decisa a vivere da sola ed Erik non vuole avere una famiglia. Mi sembra una soluzione perfetta secondo me. Sono perfetti insieme. Due perfetti testoni ma questa volta Helga ha scoperto tutto.

    Mi piace

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