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Istantanea 64-65-66

Buon inizio settimana!

[64]

Dresda, 25 dicembre 1763

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Il Natale era giunto, ma per la famiglia Wettin, abitanti dell’illustre palazzo reale di Dresda, non vi era nulla per cui festeggiare. In soli tre mesi avevano perso un padre e un fratello, nonché un Sovrano e un Elettore. Dopo il pranzo, consumato in un innaturale silenzio, la nobiltà si sciolse come l’intreccio di una corda e i singoli sciamarono via senza fare rumore.

Solo Francesco Saverio rimase fermo sulla sua sedia, con le mani strette sull’addome piatto e gli occhi fissi sul centrotavola.

Era diventato reggente dell’elettorato insieme alla cognata. Aveva tra le mani una buona dose di potere e tutte le di lui intenzioni era volte a continuare ciò che aveva iniziato Federico e a servire il giusto.

Nonostante i buoni propositi però, c’era una cosa che desiderava fare e alla quale non poteva più resistere. Aveva bisogno di parlare con lei. Necessitava di sentirsi dire che non era solo in quella vita e che ella lo avrebbe sostenuto per sempre.

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[65]

Dresda, 26 dicembre 1763

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La dama italiana si alzò con le prime luci dell’alba. Stirò i muscoli del corpo irrigiditi dalla notte, prima di scendere dal letto, vestirsi e organizzare l’ambiente per Maria Antonia, la nuova reggente, come ella le aveva espressamente chiesto.

Da quando era morto l’Elettore, nove giorni prima, la reggente si era chiusa in un costante silenzio, che interrompeva solo in caso di forza maggiore. Aveva smesso di bearsi dei piaceri dell’intrattenimento e si concedeva soltanto la lettura di testi sacri. Per quel giorno, invece, si era obbligata a intrattenere una sorta di riunione nel salottino privato con le amiche e le nemiche più strette, per bere una bevanda calda, discorrere di inezie e mettere a tacere le male lingue che già la vedevano pronta per sepoltura. Maria Antonia non desiderava farlo, ma era suo dovere dare una parvenza di certezza, nonostante con l’assenza di Federico Cristiano avesse perso il sostegno più grande.

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Dresda, 26 dicembre 1763

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Il reggente Francesco Saverio raggiunse il salottino privato della cognata non appena fu giunto il giorno. Aveva trascorso la notte insonne e, già di primo mattino, desiderava affrontare una volta per tutte la donna che tanto gli stava a cuore. Invéro, aveva seguito i di lei passi per assicurarsi che fosse ancora sola e non voleva perdere l’occasione.

Varcò la porta senza annuncio e se la richiuse alle spalle producendo un lieve rumore che fu inghiottito dai preparativi che la dama stava approntando per la sua Signora.

«Chiara, avete un momento?» inquisì, avanzando verso di lei. Con lo sguardo fisso nei di lei occhi e il passo sicuro.

«Certo, Vostra Grazia» rispose annuendo.

«Desidero parlare con voi», riprese con voce accorata, «abbiamo una discussione in sospeso, ricordate?»

«Non l’ho mai dimenticato», confessò con un sorriso, «è il pensiero che accompagna le mie giornate.»

«Anche le mie» ammise, avvicinandosi ancora, «cenate con me, questa sera?»

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2 Comments »

  1. La Reggente deve ora affrontare un difficile momento di passaggio, assumendosi dei compiti ulteriori, dovuti alla vedovanza. Il momento è molto complicato ma è una donna molto capace, istruita per questioni di questo tipo.

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