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Viaggiando nel Tempo sono tornata ancora nel Medioevo

Carissimo/a history lover, buon momento!
Il sondaggio di settimana scorsa ha parlato facendo trionfare nuovamente l’epoca medievale, sembra inarrestabile. 🤣 Buona lettura! 😉

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Sono al mio ennesimo articolo sul Medioevo. A quanto pare è l’epoca preferita di molti, ma sinceramente avrei preferito scrivere di qualcos’altro. Non fraintendere le mie parole, è anche la mia epoca preferita, ma a questo punto vorrei vivere un’avventura diversa. Il ricordo dell’ultimo viaggio persiste nella mia mente senza avere l’intenzione di liberarla. Ha attecchito in me proprio come il virus della Peste, tanto è vero che percepisco ancora quel tremendo olezzo nelle narici e il fastidioso bruciore agli occhi. Spero proprio di non fare alcun viaggio questa volta, perché credo di non poter reggere a un’altra situazione tanto estrema.

«Il Medioevo è stato caratterizzato anche dalla Peste Nera, una pandemia trasmessa da un tipo di pulce che in genere sopravviveva per merito dei topi ma che, in mancanza di tale animale, (perché morti) iniziò ad attaccare tutte le altre forme di vita, compreso l’essere umano. La Morte Nera ebbe corso tra il 1347 e il 1352 e si sviluppò da una zona limitrofa alla regione di Tuva, sud Siberia, uccidendo dai 25 ai 50 milioni di persone.»

L’intorpidimento seguito dall’emicrania mi coglie proprio in questo momento e non posso evitare di stringere le palpebre e di massaggiare le tempie. Ti prego, non di nuovo là! Riesco a pensare prima di perdere completamente i sensi.

Riapro le palpebre su un’ampia radura baciata dal sole e il mio animo non può fare altro che esultare, perché vedo il cielo terso e percepisco l’aria fresca sfiorarmi il viso e inondarmi le narici con il suo incantevole profumo.

In lontananza, sulla cima di una collinetta alla mia sinistra, scorgo un capannello d’uomini a cavallo diretti al maestoso castello che si erge alla mia destra.

Mostra uno stendardo le cui insegne non sono chiare, ma la sua avanzata ha un che di elegante e solenne, come se si sentisse a suo agio nel eseguire quel compito e fosse parte integrante di quell’ambiente.

Che belli! Penso realmente colpita dalla loro compostezza. Non so chi siano, ma se come sempre sono finita in scorci dei miei racconti, nove su dieci mi ritrovo alla presenza del corteo di Ferdinando d’Aragona diretto al suo primo incontro con la sposa. Da questa distanza non posso distinguerne i lineamenti, l’unica cosa che mi è concessa è immaginare come si senta in questo momento e come Isabella, da una finestra della propria fortezza, lo stia ammirando con la medesima apprensione.

Il tempo di deglutire per ingoiare questa sensazione di ineluttabilità e percepisco nuovamente la spossatezza che, in un battito di ciglia, mi riporta a casa.

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Spero ti sia piaciuto anche questo mio viaggio 😀

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