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Lo sapevi che oggi ricorre l’anniversario del Trattato di Siviglia?

Carissimo/a history lover, buon momento!

Lo sapevi che il 9 novembre del 1729 fu stipulato il Trattato di Siviglia, che mise fine alla guerra anglo-spagnola (1727-1729) e creò un’alleanza politica tra il regno di Spagna e quello di Gran Bretagna? Al trattato parteciparono anche il regno di Francia e gli stati generali dei Paesi Bassi.

Il trattato di Siviglia  aveva l’intenzione di sostenere i diritti ereditari di Elisabetta Farnese sul ducato di Parma e Piacenza, in cambio, la Gran Bretagna assumeva il controllo di alcuni territori fino a quel momento contesi come Minorca e Gibilterra, assumendo di fatto, anche una rilevante padronanza nelle tratte commerciali.

Forse ti starai chiedendo cosa ci avessero guadagnato la Francia e i Paesi Bassi. La Francia è quasi sempre stata alleata della Spagna, i re erano zio e nipote (non che questo fosse una garanzia, ma lo dovevo dire) i Paesi Bassi, presumo, per far parte del gruppo dei potenti e tentare di salvaguardare la Compagnia di Ostenda (compagnia navale privata nata nel 1717 che si occupava di commercio e che infastidiva parecchio.)

Breve considerazione.

La prima metà del XVIII secolo (e non solo) ha visto tra le grandi potenze europee i regni d’Austria, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda e, sai come si dice? Quando ci sono troppi galli, si finisce per beccarsi. 😀
Le dinamiche politiche a quei tempi erano molto complesse. (in realtà non solo a quei tempi, ma devo circoscrivere l’evento se no ci perdiamo) La verità è che gli accordi erano quasi all’ordine del giorno e bisognava stare attenti con chi si era alleati in quel momento per non fare brutte figure. Dico questo perché, alcuni anni prima del trattato di Siviglia, la Spagna si era accordata con l’Austria proprio contro la Gran Bretagna. (insomma, non c’era mai da stare tranquilli ma, in fin dei conti, questa era ed è politica)

Siccome sono buona, ti lascio un estratto dal mio libro “Carlo e Maria Amalia – un amore reale, che spiega le dinamiche😁

«Come ben sai, il duca Antonio Farnese è morto da qualche tempo, io ne sono l’erede legittima e tu sei il mio» spiegò, lisciando una falsa piega sulla gonna con palese noncuranza.

«Mi sembrava di aver capito che il duca avesse rogato il testamento in favore del ventre pregnante» replicò Carlo sul lungo silenzio che aveva seguito la frase della madre.

La regina si lasciò andare a una risata sprezzante: «Sì, lo ha fatto, ma una gravidanza è assai poca cosa, vi sono troppi pericoli per essere una garanzia.»

«Avete in mente qualcosa?» osò il ragazzo, confuso e curioso allo stesso tempo. L’astuzia della madre era nota in tutti i Regni ed egli era desideroso di vederla all’opera.

«Certo, mio caro», ammise la donna, «ricorda, che diventare regina consorte non è una casualità. È un premio per il duro lavoro svolto. Una mente sveglia è in primis una grande dote, la lungimiranza nel prevenire gli eventi e nel modellarli è fonte di pregio.»

Sul silenzio del giovane spiegò, «Il trattato di Siviglia, mio caro.»

«Quello del 1729?» domandò, non intuendone il legame.

«Sì, lì palesai tutta la mia lungimiranza» gioì con un sorriso bieco. Soddisfatta della propria arguzia spiegò: «Quel trattato mi aiuterà a reclamare ciò che è mio.»

«Con quel trattato, madre, la Spagna ha perso numerosi privilegi commerciali in favore della Gran Bretagna» le fece notare il figlio con evidente disaccordo.

«Esatto!» si rallegrò ugualmente la donna, felice che il figlio non fosse un totale sprovveduto. «Ma abbiamo guadagnato il loro appoggio sulla mia richiesta di conservare i diritti sul ducato di Parma e Piacenza.»

«Volete reclamare il ducato?»

«Sì.»

«Qual è il mio ruolo? Fatico a capire» domandò il giovane, confuso da quelle parole.

«Tu diventerai il duca di Parma e Piacenza in mia vece», fece una breve pausa, poi il suo tono mutò abbandonando la soddisfazione per colmarsi di rabbia. «Essendo figlio di seconde nozze, Carlo, non puoi certo anelare al trono di Spagna, i tuoi fratellastri ti sono innanzi per diritto, anche se ormai ne è rimasto solo uno, ma grazie alla mia lungimiranza» spiegò, sottolineando l’ultima parola, «tu diverrai duca e avrai una tua terra da regnare.»

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Alla prossima!

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