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Cuore vichingo: capitolo 24

All’alba del nuovo giorno, un sole pallido e dalla luce fioca riuscì a farsi spazio tra lo spesso strato di nuvole cinerine che aveva ricoperto il cielo come un mantello, dando chiarore a un villaggio distrutto e profondamente alla deriva.La furia dell’uragano che si era abbattuta su quelle terre nella notte non aveva rivali nella memoria e la devastazione da essa causata era talmente dominante, da non riuscire a trovare il verso per la ripresa.

Nonostante gli abitanti di Birka fossero assai operosi e il sole fosse ormai alto in cielo,non si udiva alcun rumore e non si vedeva il minimo movimento. Dal fango e dai detriti delle abitazioni divelte, un osservatore esterno avrebbe potuto percepire solo un innaturale e mortale silenzio.

Lontano dalle coste, nel medesimo istante, la flotta di Erik riemergeva a fatica dalle acque del mare, palesando involontariamente lo stesso grado di distruzione.Delle cinque navi salpate da Birka solo due avevano mantenuto le sembianze originali, mentre delle altre se ne potevano vedere soltanto i numerosi resti.Il primo ad aprire le palpebre fu proprio il comandante. Gli ci volle più di un attimo per schiuderle e comprendere cosa fosse accaduto. In soccorso alla sua memoria sopraggiunse il silenzio irreale e un tenue e familiare profumo di donna.

Maya! Ricordò e si guardò intorno con apprensione.

Per sua fortuna la trovò esattamente dove l’aveva intravista l’ultima volta, al suo fianco e raggomitolata su se stessa.

Con un rapido movimento, per quanto potesse esserlo in quel frangente, la sollevò per distenderla supina e accertarsi delle sue condizioni.

“Maya, svegliati!” la chiamò carezzandole il viso pallido.

Era fredda a causa delle intemperie, ma sotto le sue dita ruvide riuscì a percepire il flebile battito del suo cuore e a provarne sollievo.

“Maya!”ritentò, stringendola tra le sue braccia. Sperando che il proprio calore riuscisse a superare gli strati di tessuto umido fino a raggiungerle il centro del petto. “Ti prego, svegliati. Non vorrai morire al tuo primo viaggio?”mormorò baciandole la fronte. “Non puoi lasciarmi” ammise a fior di pelle, quasi quelle parole fossero una confessione che neanche lei avrebbe dovuto udire.

“Quindi, mi porterai ancora con te?” domandò lei con voce roca, tenendo ancora le palpebre chiuse e beandosi di quella insperata vicinanza.

“Dipende”, gli sentì dire con sollievo, “sei tutta intera?”

La giovane si costrinse ad aprire gli occhi. Avrebbe voluto rimanere tra le sue braccia, ma era sicura che non fosse l’azione più giusta da fare in quel momento così, a malincuore, cercò di muoversi e di allontanarsi dal suo piacevole tepore.

“Mi sembra di avere ogni arto al suo posto”, gracchiò guardandosi le mani, “tu,invece?” domandò osservandogli il volto e, lasciando che la mano si muovesse più velocemente della ragione, andò a toccargli un taglio sulla fronte. “Sei ferito” constatò scattando sulle ginocchia per accertare quanto fosse profonda.

“Sarà un graffietto” minimizzò, senza ritrarsi, ma beandosi di quella pseudo carezza.

Nonostante fossero in bilico e stessero affrontando una calamità, non gli riuscì di negarsi al suo tocco e di rinunciare a un momento di fugace dolcezza.

“Tranquilli, sto bene anche io” ironizzò Liut che, in silenzio, aveva assistito all’intera scena.

I due si volsero a guardarlo e scoprirono solo in quel momento che non fosse l’unico ad aver riacquistato i sensi. Gran parte dell’equipaggio era ormai sveglio e la restante stava per esserlo.

Non appena Erik ebbe quella consapevolezza, si staccò da Maya in modo busco per impartirei vari comandi. Lei, dal canto suo non patì il distacco, perché attribuì il cambiamento alla gravità del momento e agli obblighi che si erano imposti.

In breve tempo riordinarono il drakkar, si accertarono della salute del resto della flotta ottemperando, dove possibile, ai doveri imposti dalla loro cultura e, infine, ripresero il viaggio come se nulla fosse accaduto ma, quelle morti, rimasero comunque impresse nei loro ricordi.

1 commento »

  1. Sono così teneri. Dopo il pericolo della tempesta, finalmente sono tutti sani e salvi ma non c’è tempo per gesti affettuosi. I due comunque sono molto legati ma non riescono a dimostrarselo. Chissà se questo viaggio porterà buoni consigli a entrambi.

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