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Istantanea n.76-77-78

Carissimi, buon inizio settimana!

[76]

Dresda, 1 febbraio 1764

*****

Chiara era seduta al clavicembalo già da diverso tempo senza muovere un muscolo. Si era messa in posizione su ordine della reggente e, sempre per suo volere, stava immobile in attesa del via definitivo. Guardò lo spartito con una sorta di titubanza,prima di osservare il volto contratto della Sua Altezza.

Attese in silenzio che la donna parlasse, ma come accadeva dal giorno del funerale,ella rimase rigida, silenziosa e cupa.

«Lasciate stare!» chiarì Maria Antonia alla fine, spostando sulla giovane il proprio sguardo spento. «Non sono ancora pronta per lasciare andare il dolore e sentirvi suonare allevierebbe di sicuro la mia pena» ammise con amarezza,mentre la invitava a sedersi al suo fianco. «Pregate con me» ordinò, lasciando che la litania sacra fosse l’unico suono da udire.

*****

[77]

Dresda, 9 febbraio 1764

*****

Adagiata sulla seduta imbottita, Maria Antonia osservava con sguardo assorto il clavicembalo che le era innanzi senza realmente vederlo. La sua mente era ancora preda di tristi pensieri e, neanche quello strumento meraviglioso, fu in grado di smuoverla dal torpore.

«Preferite andare in salotto, Vostra Grazia?» domandò la prima dama portandosi al suo fianco.

«Non riesco a suonare» ammise, quasi scoraggiata, «è come se dalla morte di Federico, non avessi alcun desiderio.»

«Vostra Grazia, ci vuole tempo per superare il dolore di una perdita» tentò di tranquillizzarla con parole gentili.

«Quanto ancora?» inquisì seria e scoraggiata allo stesso tempo. «Sapete bene che per me la musica non è un semplice svago, io ne necessito per sopravvivere.»

«Ogni individuo affronta il lutto in modo differente, dovete solo dargli il tempo di mutare da afflizione a memorie.» replicò l’anziana avvicinandosi ancora alla donna.

«Pensate che ricordarlo non mi recherà dolore?» ribatté la reggente alzandosi.

«Semi consentiste di darvi un consiglio» iniziò l’anziana puntando i suoi occhietti in quelli di lei in attesa di assenso e seguitò, «vi suggerirei di ricordare i momenti felici trascorsi insieme e non il senso di vuoto che la di lui scomparsa vi ha lasciato.»

«Non è facile.»

«Non ho detto che lo sia, ma è l’unico modo per proseguire con la vostra vita. Avete tanto altro a cui pensare, Vostra Grazia.»

La reggente la guardò confusa.

«Il vostro ruolo», spiegò la donna con voce cauta, «in quest’ultimo periodo avete lasciato ogni onore e incombenza a Sua Altezza Francesco Saverio, ma è anche vostro compito gestire l’elettorato in vece di vostro figlio.»

Maria Antonia deglutì una nodo acido e annuì prima di congedarla.

Come aveva potuto non pensarci? Pensò, prima di far fluire i pensieri su quello che non aveva ancora fatto.

*****

 [78]

Dresda, 13 febbraio 1764

*****

La dama italiana corse in biblioteca senza neanche preoccuparsi che potessero vederla. Il reggente Francesco Saverio era stato via a lungo, tenuto lontano dagli impegni dovuti al suo nuovo ruolo e dall’interesse che nutriva nei confronti dei desideri del fratello scomparso.

«Ci siete!» esultò correndogli incontro.

«Credo di essermi assentato abbastanza» ammise con una punta di mortificazione, mentre prendeva le di lei mani tra le proprie per porvi un bacio.

«Mi siete mancato!» confessò con sentimento.

«Voi molto di più!» chiarì senza smettere di guardarla.

«Dubito,Vostra Grazia», contestò avvicinandosi di un passo, «voi siete sempre stato nei miei pensieri.»

«Voi,mia cara, siete stata sia nei miei pensieri sia nei miei sogni», sorrise con calore, «inoltre, mi sembra di essere tornato a respirare solo in questo momento.»

La dama sorrise con timido trasporto, lasciando che la stringesse tra le braccia e le trasmettesse con quella presa la veridicità di quelle parole.

*****

Alla prossima!

1 commento »

  1. Maria Antonia ha lasciato per sé il tempo necessario a gestire la perdita ma i suoi compiti sono troppo importanti perché siano affidati solo a Francesco Saverio. Suo figlio diventerà re e deve impegnarsi affinché riesca a raggiungere questo risultato.

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