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Lo sapevi che oggi ricorre l’anniversario della nascita di Antonio Farnese?

Carissimo/a history lover, buon momento!

È con infinita gioia (🤦‍♀️) che vi comunico tale notizia: oggi, Antonio Farnese, (prozio di Carlo ❤ e duca di Parma e Piacenza) compirebbe 339 anni.

A U G U R I ! 🤣

Era il lontano 29 novembre 1679 quando, in una delle stanze padronali della residenza nobiliare in Parma, si sentì il vagito di Antonio. 

Antonio Farnese era un uomo dedito ai viaggi e ai divertimenti. Le caratteristiche personali di cui era dotato hanno fatto in modo che non fosse ricordato dai posteri con particolare interesse. Di lui si ricorda la passione per la buona cucina, il gioco d’azzardo, la caccia e l’avversione per la monogamia e i legami in genere. Proprio quest’ultima, unita alla contrarietà di suo fratello Francesco (duca di Parma e Piacenza) nel farlo sposare portò all’estinzione del ramo maschile di famiglia. Antonio, infatti, per diritto successorio fu l’ultimo Farnese a salire sul trono del ducato di Parma e Piacenza.
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Di seguito un estratto da Carlo e Maria Amalia un amore reale

La dama spostò lo sguardo e lesse con calma:

“Cara duchessa,

questa mia, vuole essere un avvertimento in virtù del legame di parentela che un tempo ci univa. Voglio mettervi in guardia su quello che andrà ad accadere se continuerete ad avanzare sul sentiero in cui vi trovate ora. A breve verrete sottoposta,su mia insistenza, a una ‘ispezione corporale’.

Cara zia, vi duole se vi chiamo ancora così? Il mio consiglio è di evitarvi un tale disonore e di lasciare a mio figlio il posto che gli spetta su quel trono. E.F.M.[1]

Nel leggere quello scritto anche Giada ne fu sconvolta e palesò il suo sgomento con una domanda. «Vostra Grazia, cosa avete intenzione di fare?»

Enrichetta espirò più volte l’aria dai polmoni per calmare il tremito e riprendere il controllo. Era una duchessa prima di tutto e si sarebbe comportata come tale.

«Mi sottoporrò all’ispezione» rispose sicura, anche se la voce era ancora un po’ spezzata dal pianto recente.

«Ma», protestò la dama, «sarà una tale vergogna per la vostra persona.»

La duchessa si volse a guardarla con gli occhi lucidi e brillanti di determinazione: «Non mi piegherò mai alle sue minacce.»

«Ma verrete spogliata delle vostre vesti innanzi…»

«Taci» l’ammonì voltandosi e troncando ogni sua replica.

Rimase in silenzio per lungo tempo a fissare l’esterno. La pioggia stava percuotendo tutt’intorno e implacabile si abbatteva anche contro la finestra. Sembrava quasi schiaffeggiarla e si sentiva stanca, percossa da quella furia come se non ci fosse alcun vetro a proteggerla. Quando fu pronta, posò le mani sul ventre e disse con voce chiara,priva di pianto: «Questo bambino esiste, Giada, merita il suo trono e lotterò per questo.»

«Vostra Grazia, avete pensato se fosse una femmina? Vi sarete sottoposta a una tale umiliazione per nulla.»Enrichetta D’Este conosceva bene cosa avrebbe perso se il nascituro fosse stato femmina. Era consapevole, che se fosse stata una bambina il trono sarebbe passato al primogenito di Elisabetta come sanciva il trattato di Londra e non avrebbe potuto farci niente. In quanto vedova avrebbe perso tutto il potere ottenuto con quella gravidanza e sarebbe stata cacciata da Parma senza alcun riguardo.Lo sapeva, ma in virtù delle probabilità doveva opporsi.


[1] E.F.M.: Elisabetta Farnese Maestà

Spero ti sia piaciuto l’articolo, nel caso la risposta fosse affermativa, (certo che lo è😉) ricordati di seguire il blog e di condividere, perché è un modo carino di ringraziarmi 😀 
Alla prossima!

1 commento »

  1. Bello rivedere questo pezzo. Il personaggio di Enrichetta è molto simpatico e mi è piaciuto leggerlo nella storia pubblicata su wattpad. Mi ha fatto piacere rileggere questo pezzo.

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