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Istantanea n. 88-89-90

Buon inizio settimana e buona vigilia di Natale! 

[88]

Dresda, 29 marzo 1764

*****

Quando furono al riparo da occhi e orecchie indiscrete, il duca prese immediatamente la parola.

«Ho odiato questa lontananza, Chiara, non posso stare tutto questo tempo senza vedervi. Mi siete mancata.»

«Non è la prima volta che accade, Vostra Grazia» replicò con tono neutro, cercando di regolarizzare il battito del proprio cuore.

«È stato differente, come potete negarlo? L’assurda freddezza tra noi rende le giornate inutili» la redarguì cercando i di lei occhi.

«Cosa volete che dica?» reagì in malo modo. «Volete che palesi a voi e alla corte tutta la mia sofferenza?» la voce s’incrinò quando mormorò con estrema sincerità: «Vi penso di continuo e non vorrei, vi desidero e non potrei e vi amo, con tutto il mio cuore, ma sapete bene che non dovrei.»

Quella confessione lo scosse al punto da non farlo riflettere con attenzione.

Con lieve indecisione si morse un angolo del labbro inferiore, ma l’incertezza durò il tempo di un battito di ciglia, prima che il desiderio di stringerla tra le braccia annientasse ogni buon proposito. Avvinto dalla necessità, agì d’istinto.

 

*****

 

 

 

[89]

Dresda, 29 marzo 1764

 

La raggiunse con un’unica lunga falcata. Occhi negli occhi l’afferrò alla vita per stringerla a sé come ancora non era successo, mentre con deliberata calma scendeva sulla sua bocca, sfiorandola dolcemente come se fosse un fiore delicato. Non voleva intimidirla con un gesto tanto audace, ma non riusciva più a opporsi al proprio incessante desiderio, che da tempo gli vibrava sulla pelle rimescolandogli il sangue e annebbiandogli i pensieri.

Bastò quel semplice contatto per perdere il senno e ritrovarlo allo stesso tempo, perché l’esplosione di emozioni che gli scatenò nel petto, fece sembrare che quell’azione fosse la più giusta di tutti i tempi.

Il respirò le si mozzò nella gola, mentre intrepida, si aggrappava alle di lui spalle per avvicinarsi maggiormente.

Aveva desiderato così a lungo quel momento, che non sapeva se gioirne o fuggirne, evitando le naturali e infelici conseguenze ma, quell’aderenza, stava innescando nel proprio corpo un’esplosione d’energia talmente piacevole, che fu impensabile l’idea di rinunciarci volontariamente.

Sentì il cuore sussultare nel petto e non poté evitare di smarrirsi nel turbinio delle emozioni scatenate dalla pressione del di lui corpo sul proprio. Bastò quell’intimità per far sì che le labbra si schiudessero e gli lasciassero libero accesso. Non appena glielo permise, egli effuse un gemito di puro piacere che fu in grado di smuoverle il ventre. L’abbraccio come il bacio si fecero più intensi, nonostante sapessero che fosse sbagliato per il bel mondo. Lo era per gli altri, infatti, non per loro, che solo in quella vicinanza sentirono di aver trovato la giusta appartenenza.

Un lieve bussare alla porta mise fine a quella stretta, inducendo entrambi a mormorare con imbarazzo e frustrazione.

 

*****

 

[90]

Dresda, 29 marzo 1764

 

I due rimasero immobili per un lungo momento. Fronte contro fronte, occhi negli occhi e respiro dentro respiro. Sul volto di Chiara, attraverso il virginale rossore e le labbra gonfie, mostrava palesemente cosa fosse successo, così Francesco le sorrise e le consigliò di andare alla finestra. La dama annuì, confusa dal calore che anche allora sembrava avvolgerla, ed eseguì in silenzio. Le pareva di percepire nitidamente le sue mani sui fianchi e la pressione peccaminosa del di lui corpo sul proprio, nonostante fosse a metri di distanza impegnato in una discussione con un valletto.

L’italiana si lasciò andare a lunghi respiri per riprendere il controllo del proprio corpo e della propria mente ma, quando lo sentì alle proprie spalle, ogni buon proposito andò disperso nella follia di quelle sensazioni.

 

*****

 

 

2 Comments »

  1. Il Reggente e la dama italiana alla fine hanno ceduto ma la posizione di Chiara resta comunque molto difficile e precaria. Francesco Saverio è innamorato di lei ma la differenza di rango è considerevole. Come troveranno il modo di stare insieme?

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