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Lo sapevi che oggi ricorre l’anniversario dell’incoronazione di Sigismondo III come re di Polonia?

Carissimo/a History lover, buon momento!

Lo sapevi che oggi ricorre l’anniversario dell’incoronazione di Sigismondo III come re di Polonia?

Ebbene sì, esattamente il 27 dicembre del 1587, Sigismondo Vasa venne incoronato re di Polonia con il nome Sigismondo III.

Ora ti starai chiedendo come mai ti parlo del regno di Polonia vista la mia passione per ben altri luoghi e la verità è che il regno in questione non riguarda Carlo, bensì Maria Amalia. La di lei famiglia, infatti, è stata su tale trono per diverso tempo e c’è una particolarità che mi piace raccontare.

In linea di massima siamo abituati all’ascesa al trono per via ereditaria, ma per quanto riguarda questo regno (e non è stato l’unico) il re veniva eletto dalla nobiltà influente. Tale organo decisionale era chiamato Dieta.

L’ultimo sovrano salito sul trono polacco per via ereditaria apparteneva al casato Jagellona (Sigismondo II Augusto Jagellona) e, il Sigismondo di questo articolo, era suo nipote in quanto figlio della sorella (Caterina Jagellona).

 

Estratto da Carlo e Maria Amalia un amore reale

Varsavia, 2 febbraio 1733

Il corpo di re Augusto II di Polonia non era ancora diventato freddo, che già gli Stati si stavano muovendo per decretarne il successore. Era vero che Federico Augusto fosse il principe elettore, la cui ascesa era appoggiata dalla triplice alleanza, ma era altrettanto vero, che la successione al trono polacco non era più ereditaria dal lontano 1572, quando, con la morte del re Sigismondo II Augusto Jagellona, si estingueva la dinastia reale Jagellonica. Da quel momento, infatti, il nuovo re doveva essere eletto.

«Prevedo una nuova guerra per la successione» disse Maria Giuseppa affiancando il consorte.

«Sappiamo già chi vogliono sul trono?» domandò Augusto al suo stretto consiglio.

«Credo che la Francia tenterà di recuperare una parte del potere perduto, cercando di imporre la candidatura di Stanislao Leszczyński.»

«Perché pensi a Stanislao Leszczyński?» domandò il principe, che ancora non aveva avuto tempo di versare le lacrime per il defunto padre.

«Re Luigi XV ne ha sposato la figlia, inoltre,  Stanislao raccoglie anche il consenso della Dieta polacca» spiegò il consigliere.

In un angolo della stanza, Federico Cristiano e Maria Amalia si tenevano le mani per darsi conforto, mentre, con vivo interesse, ascoltavano i loro discorsi.

«Se hanno il consiglio dei nobili dalla loro, come potremo spuntarla?» la domanda era stata pronunciata dall’unica donna a cui era concesso presenziare.

«Noi abbiamo il sostegno de le tre aquile nere» replicò il marito, «soprattutto della Russia, che da anni tenta di far sentire il peso della potenza zarista nel cuore dell’Europa

«Allora, cosa possiamo fare?» inquisì Maria Giuseppa.

«Voi nulla» rispose il consigliere. «Ora lasciate fare a noi.»

Con quelle parole il consiglio uscì, lasciando la famiglia ad assimilare il lutto.

I coniugi si rivolsero ai figli che erano stati lasciati ad ascoltare per un motivo ben preciso.

«Avete ascoltato?» domandò Federico Augusto con tono grave. «Il nostro potere è in bilico, potremmo perdere tutto quello che avevamo acquisito con il regno di Augusto II, vostro nonno, e divenire dei semplici nobili per cui non vi è un regno su cui regnare.»

I due annuirono.

«Capisci perché desideravo per te un sentiero ecclesiastico?» si accodò la donna approfittando dell’occasione presentatale. «Chi vorrebbe uno storpio sul trono.»

«Maria, moderati» la voce dura del marito le fece sgranare gli occhi.

«Sono sua madre, Augusto, credi che mi faccia piacere dirgli queste cose?»

«Allora non farlo.»

«Non parlarne non modificherà la sua condizione» insisté la principessa.

Da quando i giovani avevano memoria, quella era la prima volta in cui si trovavano a discutere in modo così personale e appassionato con i propri genitori.

«Ma non serve sottolinearlo in modo tanto brusco.»

«Voglio solo evitargli l’umiliazione», spiegò la donna spostando lo sguardo dal marito al figlio, «mi dispiace se le mie parole ti feriscono, Federico Cristiano, ma la vita non è semplice e le persone non sono gentili.»

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Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse ricordati di condividerlo 😀
Alla prossima!

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