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Lo sapevi che oggi è l’anniversario della nascita di un grande stratega?

Carissimo/a history lover, buon momento!

È con infinita gioia (🤦‍♀️) che vi comunico tale notizia: oggi, Guglielmo di Schaumburg-Lippe, (stratega militare e reggente attento) compirebbe 295 anni.

A U G U R I ! 🤣

Era il lontano 9 gennaio 1724 quando, in una delle stanze padronali del palazzo di proprietà Schaumburg-Lippe in Londra, si sentì il vagito del secondogenito di Alberto Volfango e di Margherita Gertrude di Oeynhausen (figlia illegittima di Giorgio I di Gran Bretagna). A quel tempo non si poteva presumere il tipo di uomo che sarebbe diventato e, ancor meno, immaginare quale ruolo avrebbe avuto negli accadimenti che oggi sono storia.

Guglielmo di Schaumburg-Lippe era un uomo intelligente, astuto e attento. Le caratteristiche personali di cui era dotato hanno fatto in modo che prendesse parte a molteplici eventi come protagonista e che sedesse al tavolo di sovrani come uomo pensante, infatti, le sue idee furono sempre prese in considerazione, soprattutto in ambito militare.
A distanza di anni quest’uomo viene ricordato non tanto per la gestione del suo possedimento, che fu comunque piena di ottime soluzioni, ma per la grande capacità di prevedere le mosse avversarie e di creare azioni consone. Un ottimo stratega, le cui mosse astute hanno saputo aiutare anche fazioni in evidente inferiorità. 😀

Di seguito un estratto da Maria I – regina del Portogallo (Prossimamente)

«Maria», la chiamò il Re con voce stentorea, «ho il privilegio di presentarti il conte Guglielmo di Schaumburg-Lippe, uno dei più importanti strateghi militari inglesi.»

«Sua Altezza mi lusinga», sciorinò l’uomo puntando gli occhi su Maria, «sono solo un uomo d’armi, avvezzo all’arte della guerra.»

«Immagino che la vostra presenza si sia resa necessaria» ipotizzò sicura, avanzando e prendendo posto sulla sedia posta di fronte al re, «la Spagna e la Francia alleate devono dare un gran daffare.»

«Sì, Vostra Grazia» confermò sedendosi in contemporanea con il Primo Ministro portoghese.

«Devi sapere», proseguì il Re vagamente orgoglioso della figlia, «che il tuo adorato zio ci ha inviato un ultimatum.»

Con un cenno del capo autorizzò il suo fidato consigliere a porgerle la missiva.

L’aveva voluta in quella tenda per un motivo. Desiderava aprirle gli occhi sul mondo e prepararla per quello che sarebbe accaduto una volta regina. Gli studi non bastano per regnare, serve anche la predisposizione e la pratica.

La principessa fece scorrere lo sguardo su quel foglio ingiallito, studiandone il tratto deciso ed elegante, prima di passare alla comprensione del contenuto.

Non che ci volesse un gran studio, la lettera portava la data del 1 aprile e chiedeva loro di interrompere l’alleanza con gli inglesi chiudendo gli accessi. Diversamente si sarebbe veduto costretto a muovere un’azione di guerra contro il Portogallo.

Come possono gli inglesi già essere qui?

Sollevò gli occhi senza un gran turbamento. Non che non avesse capito la gravità della minaccia, ma era ben consapevole che in quell’ultima decade la Spagna aveva perso gran parte del suo lustro e, nonostante il Portogallo fosse uno stato piccolo e male armato, ella riponeva molta fiducia nell’uomo inglese che le era seduto di fianco, le cui gesta lo avevano di gran lunga preceduto.

Nonostante si sia finta sempre disinteressata alla vita politica, ella invece era bene informata sulle attività estere e seguiva con grande attenzione tutto quello che stava accadendo in quell’ultima guerra, perché la conoscenza è alla base del potere. Un consiglio della nonna materna che non aveva mai compreso fino a quel momento.

«Avete già una strategia su come respingerli?» domandò al conte, puntando le iridi nere in quelle verdi di lui.

«Invéro, Maria, dovremmo decidere prima se accettare» intervenne il re con un’increspatura soddisfatta delle labbra.

«Non credo ci sia molto da decidere, Maestà», replicò la donna con un sorriso fiero, «il Portogallo ci tiene alle proprie alleanze.»

«Vero», concordò soddisfatto, prima di spostare lo sguardo sull’uomo, «dunque, Guglielmo, avete già qualche idea?»

*****

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Alla prossima!

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