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Don Chijote de la Manca di Cervantes

Carissimo/a history lover, buon momento!

MOMENTO CONFESSIONE

Confesso e ammetto di parlare sempre di personaggi e di avvenimenti storici che hanno in qualche modo catturato il mio interesse, tuttavia, continuerò a farlo 😀

Indi per cui…

Oggi faccio un modesto tributo a un autore che è stato capace di rimanere impresso nella memoria con le sua opere.

In occasione del quattrocentoquattordicesimo anniversario dalla prima pubblicazione di El ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes, ne approfitto per esprimere un mio pensiero sull’arte del romanziere.

Miguel de Cervantes – foto presa dal web

Miguel de Cervantes Saavedra Alcalá de Henares il 29 settembre del 1547 e morì a Madrid il 23 aprile del 1616. Appartenente a una famiglia modesta, egli ebbe una vita movimentata e dedita allo studio, anche se principalmente in forma privata. Di lui si sa che fu uno scrittore abile e un militare adeguato.

Cervantes, mentre era in vita, non fu un letterato di successo. Scrisse in condizioni avverse, ma non si lasciò abbattere dalle contrarietà. Egli credeva talmente tanto nel suo potenziale, che dedicò molto tempo agli studi e alla scrittura, proprio con l’intenzione di poter guadagnare da essa. A tal proposito si dedicò ai generi più popolari di quel periodo ma, nonostante la prima stampa del Don Chisciotte ebbe un discreto successo, non ebbe modo di gioirne appieno. Il vero successo fu post- mortem.

La sua opera più famosa è Don Chisciotte della Mancia, pubblicata in due volumi (1605 e 1615), la quale è divenuta con il tempo uno dei capolavori della letteratura mondiale. 

Trama:

Il protagonista della vicenda è un hidalgo spagnolo di nome Alonso Quijano, appassionato di romanzi cavallereschi. Le letture lo condizionano a tal punto da trascinarlo in un mondo fantastico, nel quale si convince di essere un cavaliere errante. Come si conviene agli eroi dei romanzi, si mette in viaggio per difendere i deboli e riparare i torti. Alonso diventa così il cavaliere don Chisciotte della Mancia e inizia a viaggiare per la Spagna in cerca di imprese eroiche. A fargli da spalla ci sarà il razionale Sancho Panza, che gli farà da scudiero. 

Purtroppo per Don Chisciotte le avventure sono scarsissime e quindi si ritroverà a travisare la realtà pur di vivere le sue imprese. Scambierà  i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni e i greggi di pecore con eserciti arabi. Combatterà questi avversari immaginari risultando sempre sonoramente sconfitto e suscitando l’ilarità delle persone che assistono alle sue gesta folli.

Volevo fare una gran disquisizione, ma credo non serva, perché non siamo più nel 1600 e la nostra capacità di stupirci è notevolmente diminuita. Al giorno d’oggi, il successo letterario è ben diverso e, se da un lato è più raggiungibile grazie al web (più che successo però (inteso come quello di Don Chisciotte) direi una discreta fama a tempo determinato), dall’altro è più complicato, perché le librerie virtuali e non sono sature di opere e anche fare in modo che la propria opera venga vista e letta è un’impresa. Non so se sia possibile scrivere qualcosa di davvero originale da lasciare folgorati, tuttavia, l’importante è scrivere. 😀

Che cosa secondo te può rendere un’opera un successo mondiale e a tempo indeterminato?

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