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Lo sapevi che l’Idromele fosse la bevanda dei novelli sposi vichinghi?

Carissimo/a history lover, buon momento!

Eccoci al dodicesimo appuntamento con *Lo sapevi che – Vichinghi* 😁.

È passato davvero tantissimo tempo dal ultimo articolo, quindi, per riprendere un po’ l’abitudine eccomi con uno scampolo curioso e saporito. Siccome nelle puntate precedenti ho scritto di usi, costumi e alimentazione (Se sei nuovo/a dai un’occhiata qui) oggi ti parlerò di bevande vichinghe e, per la precisione, dell’idromele.

Dunque, dunque…

Come ormai ben saprai, i nostri adorati guerrieri erano poliedrici e avevano uno spirito d’adattamento notevole, tuttavia, il freddo era freddo anche per loro. 😀

I nostri cari amici, riuscivano a trovare abbastanza agevolmente la soluzione alle complicazioni della vita comune e, un problema indiscutibile, era il gelo che imperversava nelle loro terre, quindi, un modo per ottimizzare lo stile di vita, oltre alla presenza di un caldo focolare, era quello di bere bevande alcoliche.

Forse, il detto: “L’acqua fa’ la ruggine” lo hanno inventato loro, chi lo sa. 🤣

Ovviamente, l’origine di tale usanza, ovvero quella di bere principalmente bevande ad alto contenuto alcolico era un altro e ben più nobile. (Mi pare ovvio!🤔)

Ora ti starai chiedendo sicuramente quale sia stata la causa più nobile, ed eccola in sintesi.

I nostri vichinghi bevevano tali bibite perché la sensazione di ebbrezza li faceva sentire più vicini agli dèi. (👀) In particolare brindavano con l’Idromele e la birra da loro prodotte.

Sicuramente saprai cosa sia l’Idromele o Idromiele, ma nel caso ci fosse qualcuno confuso, posso dire che:

“L’Idromele è il nettare degli dèi.”

“L’idromele è la bevanda dei re.”

Insomma poca aspettativa su questa bevanda realizzata con acqua, lievito e miele.🤦‍♀️

Tornando seria per un momento, vi dico che per il popolo vichingo questa bevanda era talmente importante da averle dedicato addirittura una sala, tanto è vero, che la stanza adibita ai banchetti, di proprietà del capo villaggio, all’inizio veniva chiamata: Sala dell’idromele.

Come se non bastasse, a supporto di quanto detto sulla loro venerazione per questa bevanda, posso dirti che essa veniva donata alle coppie di sposini, in quantità sufficiente da poterli abbeverare durante tutto il primo periodo di nozze, affinché la coppietta potesse giacere nel letto in allegria e ci potesse essere un concepimento propiziato con un nascituro forte e in salute. La durata era stimata in un ciclo lunare e si presume che da questa tradizione sia nata la locuzione: Luna di miele.

#Curiosità

L’origine dell’idromele risale a un tempo ancora più antico, circa 2000 anni a.C.

Per ora non dico altro se no vi annoio ❤

Se vuoi scoprire come si prepara, qui trovi la ricetta.

Se hai altro da aggiungere lascia un commento.

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Se vuoi scoprire altre curiosità vichinghe con un romanzo che parla di guerra e amore, guarda qui.

Mi sembra di averti detto tutto, quindi, alla prossima!🤣

2 Comments »

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