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Istantanea n. 107-108-109

Buon inizio settimana!

[107]

«Oltre alla preoccupazione palesata, non ho altro motivo per rifiutarmi» ammise sostenendo lo sguardo.

«Dunque, mia cara», riprese prendendo le mani tra le sue, «vuoi diventare mia moglie?»

Dopo un momento di silenzio che per Francesco sembrò durare un’eternità, lei rispose: «Sì, lo voglio.»

Con un impeto inatteso Francesco la strinse tra le braccia sollevandola da terra e facendola volteggiare, desideroso più che mai di sentirla vicina e di consolidare quelle parole. Si mise a sedere sulla poltrona trascinandola sulle di lui gambe, mentre lei gli stringeva le braccia al collo e gli ricopriva il volto con baci teneri fino a quando le loro labbra non si sfiorarono e si assaporarono come se fosse la prima volta.

*****

[108]

«Sono così felice!» ammise l’uomo tra un bacio e l’altro.

«Lo sono anch’io, Vostra Grazia» cinguettò sorridendo.

«Ti prego chiamami Francesco, tutta questa deferenza è inutile, ora» sostenne staccandosi per guardarla negli occhi, «sarai mia moglie, la mia adorata moglie, quindi, non è più necessario un tale distacco.»

«Posso concedervelo in privato, Francesco» concordò arrossendo di piacere.

«Per il momento me lo farò bastare, Chiara, ma quando avremo suggellato il nostro amore dinanzi a Dio, non vorrò privarmi di te per nulla al mondo e non accetterò niente di meno che tutta la tua persona.»

«E lo sarà. Sarò vostra corpo e mente e nessuno potrà evitarlo.»

Si sorrisero nuovamente con la bocca e con gli occhi, prima di suggellare quella nuova promessa con un ulteriore bacio carico di trasporto.

*****

[109]

Il giorno seguente fu altrettanto carico di emozioni, le quali, cominciarono fin dal primo mattino quando, ancora addormentata, percepì sul volto rilassato il tenue raggio di sole che era filtrato dalla finestra coi tendaggi scostati.

Schiuse pigramente gli occhi a quel tepore, percependo un subitaneo senso di benessere.

Si sentiva ben disposta verso quella nuova giornata e non vedeva l’ora di terminare le incombenze per raggiungere la sala per il pasto mattutino e incontrare il suo promesso. Con movimenti eleganti distese i muscoli del corpo prima di mettersi a sedere al centro del letto e di lasciare che gli occhi vagassero per la stanza prima di posarsi sul cuscino al suo fianco, dove spiccavano per colore e raffinatezza, un fiore e un biglietto.
Confusa ed emozionata inspirò il profumo del bocciolo e poi si dedicò alla lettura:

“Mia adorata,
spero che questa notte sia stata serena e che siate riposata, perché quest’oggi sarete la mia accompagnatrice. Vi aspetto, solo vostro, Francesco.”

******

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