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Curiosando nella Storia ho conosciuto una grande artista del Rinascimento.

Carissimo/a history lover, buon momento!
La sfida tra le epoche storiche ha visto trionfare il rinascimento e, siccome è un periodo di arte e di cultura, ho deciso di presentarti un personaggio dell’epoca, quindi, buona lettura. 😀

«Sofonisba Anguissola nacque a Cremona il 2 febbraio del 1532 e morì a Palermo il 16 novembre del 1625. Figlia del nobile Amilcare Anguissola e di Bianca Ponzoni, Sofonisba fu una nobildonna italiana fin dalla nascita e un’artista di fama internazionale per merito del suo talento. Ebbe una gioventù serena dedita allo studio delle arti, che ella condivideva con le sue sorelle. In un’epoca ricca d’arte e di artisti del calibro di Botticelli e di Michelangelo, Sofonisba riuscì a conquistarsi un posto d’onore tra i maestri del rinascimento, tanto da diventare la ritrattista ufficiale dei regnanti Filippo II di Spagna ed Elisabetta di Valois. Alla morte della regina Elisabetta, di cui era anche dama di compagnia, la pittrice si sposò ben due volte. La prima nel 1573 con il nobile Fabrizio Moncada Pignatelli e, per l’occasione, ricevette una dote cospicua e un compenso di 1000 ducati annui da parte del re in persona. In seconde nozze sposò il nobile Orazio Lomellini. La donna non ebbe figli.»

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, come sempre, vi mostro una piccola parte del suo nobile animo.

*****

Il respiro della giovane Sofonisba si espanse sul vetro della finestra creando una patina brumosa che ebbe il potere di celare per un attimo l’esterno e, in quel mentre, ella immaginò il prato verde illuminato dal sole e le sorelle intente a rincorrersi con il riverbero della gioia negli occhi. Ovviamente l’esterno era tutt’altro che radioso e, quando il temporale ricomparve al suo sguardo, non trattenne uno sbuffo infastidito.

Era stanca di starsene in casa a oziare. Non che trascorresse il tempo nel tedio, invero, le sue giornate erano colme di studio ed ella adorava apprendere ma, ancor più, amava imparare con la pratica e desiderava ardentemente uscire all’esterno per perdersi nei colori del mondo.

«Cosa ti turba, figlia mia?» sentì chiedere alle sue spalle.

Il sussulto di lei fu inevitabile, come la sorpresa nei suoi occhi quando scorse il volto del padre nel riflesso.

«Padre, mi avete spaventata» ammise voltandosi a guardarlo negli occhi.

«Se l’ho fatto è perché eri pensierosa. Cosa succede?» volle sapere, e si avvicinò per osservarne l’espressione.

«Sono annoiata», confessò con onestà, «e, come se non bastasse, non ho ancora ritrovato i miei disegni.»

«Forse, per questo tuo ultimo problema potrei aiutarti» rivelò l’uomo con falsa modestia, trattenendo a stento un sorriso.

«In che modo?»

«Dicendoti dove sono.»

«Voi lo sapete?» inquisì sconvolta, era da diverse settimane che li cercava.

«Sì, mia cara» rispose con orgoglio.

«Dove sono? Parlate, ve ne prego» incalzò come una bambina, sentendo l’ansia e la frenesia rimescolarle il petto.

«Li avevo presi io…»

«Cosa?» strillò con malagrazia, interrompendolo e guadagnandosi un’occhiata genuinamente torva.

«Hai ricevuto un’educazione migliore di questa, Sofonisba, ti prego di usufruire degli insegnamenti ricevuti» l’ammonì con garbo perché, nonostante avesse un temperamento istintivo, ella era pur sempre la primogenita per la quale provava un affetto naturale e vero.

«Perdonate, padre» si mortificò abbassando il capo.

Il genitore annuì e riprese, «Come stavo dicendo prima che mi interrompessi, i disegni li ho presi io per inviarli al Maestro Buonarroti e ricevere un suo parere»le spiegò, attendendo la di lei reazione.

Ci volle il tempo di un batter di ciglia per vedere la giovane puntare sul padre uno sguardo sorpreso e ansioso.

«Vi ha risposto?» soffiò soltanto, sentendo il cuore in gola e le gote in fiamme. La fama di Michelangelo Buonarroti era grande come il mare ed ella non poteva credere che egli avesse visto i suoi disegni.

«Sì.»

«Cosa ne pensa?» lo incalzò curiosa e timorosa allo stesso tempo.

«Il Maestro nelle tue opere ha trovato del vero talento. Si complimenta per la tua capacità di cogliere e di rappresentare le emozioni. Ti invita a nutrire la tua dote innata e a perfezionarla con la pratica.»

«Dice davvero questo?» volle conferma, senza riuscire a trattenere il sorriso.

«Sì, figlia mia, egli è convinto che il tuo animo di donna sia capace di catturare ciò che allo sguardo maschile potrebbe perdersi. Egli ti vede talentuosa e immagina il tuo nome tra quelli degli artisti di maggior pregio.»

*****

Spero che l’articolo ti sia piaciuto e sia stato interessante. Conoscevi questa pittrice del rinascimento?

Ricordati di seguire il blog e di condividere se ti va. Alla prossima!

2 Comments »

    • Grazie.😊 Sì, lo fu davvero. 😀 Lei ebbe un grande ruolo, ma anche le sorelle e il fratello erano artisti. Il padre fu un grande sostenitore dell’arte e per merito suo riuscì a dare ai figli l’istruzione necessaria per emergere. (è bene ricordare anche gli uomini che hanno aiutato le donne di talento a crescere, soprattutto in epoca passate)

      "Mi piace"

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