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Istantanea n. 110-111-112

Buon inizio settimana!

[110]

Con un unico balzo la dama scese dal letto per raggiungere il catino di porcellana. Versò l’acqua, gli oli essenziali e si sciacquò il viso e le braccia con dovizia prima di vestirsi e raggiungere la reggente. La trovò vestita, seduta dinanzi alla finestra.

«Vostra Grazia, siete già pronta» constatò l’ovvio senza celare la sorpresa.

«Sì», sorrise guardandola con affetto, «voi, invece, cosa fate ancora qui? Vi sapevo impegnata con Sua Altezza.»

La giovane arrossì senza riuscire a nascondere né il piacere né il rossore. «Pensavo di raggiungerlo una volta ultimati i miei compiti.»

«Non è buona cosa farlo aspettare», asserì la donna con benevolenza, «andate pure, Chiara, avete la giornata libera.»

«Vi ringrazio» sciorinò con una luce particolare negli occhi, luminosa quasi quanto il sorriso che aveva sulle labbra.

«Andate» le suggerì ancora la reggente con un ulteriore sorriso e, mentre la vedeva correre via, per un solo momento le sembrò di provare una sorta di sollievo.

*****

[111]

La corsa di Chiara si interruppe solo quando fu in prossimità dell’ingresso. Molte paia di occhi le si puntarono addosso, chi con invidia chi con rallegramenti, ma ella si impose di non badarci e di fissare i propri sull’esterno, dove il tiro nero dei Wettin l’attendeva con la consueta bellezza. Quando raggiunse l’enorme uscio, la prima cosa che notò fu l’uomo che le dava le spalle, il quale stava impartendo ordini al vetturino con il familiare tono garbato. Attese che ultimasse il compito prima di schiarirsi la voce e ottenere la di lui attenzione.

«Siete pronta?» domandò con voce neutra, nonostante lo sguardo le comunicasse infinita dolcezza.

«Sì, Vostra Grazia» confermò con una compita di riverenza, prima di accettare il sostegno e salire in carrozza dove, esaltata, attese che lui la raggiungesse.

*****

[112]

Quando Francesco Saverio fu all’interno della vettura si posizionò dinanzi a lei sedendo sui morbidi sedili color cielo. Chiara, incapace di sostenerne lo sguardo, fissò il proprio sul panorama che scorreva sotto i suoi occhi attraverso il piccolo vetro lui, invece, la guardava con un’espressione affascinante.

«Hai intenzione di ignorarmi per tutta la durata del viaggio?» le domandò incrociando le braccia al petto.

«Dipende dalla lunghezza del viaggio» rispose con ironia, non riuscendo a trattenere un sorriso.

«Sarà lunghissimo, se non potrò godere della tua compagnia» aggiunse l’uomo canzonatorio, non lasciandosi sfuggire la destinazione di quel viaggio.

«Non mi direte dove stiamo andando, vero?» replicò guardandolo dritto negli occhi e annegando nella profondità di quelle iridi chiare, che tanto aveva imparato a conoscere.

Il duca si avvicinò con il busto appoggiando i gomiti sulle ginocchia, «Non credo, mia cara, non mi hai neanche salutato.»

«Invece l’ho fatto», contestò con convinzione, «poco prima di salire.»

«Non è quello il tipo di saluto a cui mi riferisco» precisò iniziando a carezzarle il palmo, mentre continuava a guardarla negli occhi.

«E qual è, allora?» domandò con agitazione crescente perché, il calore del di lui sguardo, invéro le aveva già risposto.

****

2 Comments »

  1. Sembra che la notizia del fidanzamento abbia raggiunto tutta la corte. La Reggente è preoccupata per il prezzo che suo cognato dovrà pagare ma immagino che conosca le qualità della dama di cui è innamorato. La corte mormora ma Chiara non è l’amante del principe, bensì la sua futura moglie…chissà come se la caverà.

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