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Il primo Borbone in Spagna

Carissimo/a History Lovers, buon momento!
Siccome sto scrivendo sulla vita di Filippo di Borbone (papà di Carlo <3) penso sia giusto parlartene un po’. (poco poco però :-D) Buona lettura!

«Filippo di Borbone nacque a Versailles il 19 dicembre del 1683 e morì a Madrid, il 9 luglio del 1746. Figlio di Luigi, il Gran Delfino e di Anna Maria di Baviera, Filippo fu duca d’Angiò per diritto di nascita e re di Spagna per una serie di lunghissime vicissitudini. (ci sono i miei racconti apposta su Amazon) Ebbe un’infanzia tranquilla tra le residenze francesi, dedicata principalmente all’apprendimento delle tecniche di caccia (attività molto amata dai Borbone) e delle regole consone a un giovane con il suo stile. Disinteressato alla vita politica e incline al divertimento, visse spensierato fino a diciassette anni alla corte del nonno Luigi XIV, ovvero,fino al fatidico giorno in cui il rango mutò ed ebbe inizio la sua nuova vita. Per merito o colpa di un volere superiore dunque, egli sposò in prime nozze la principessa Maria Luisa di Savoia, figlia dell’allora duca Vittorio Amedeo di Savoia e di Anna Maria d’Orleans. Fu una marito devoto e appassionato. La coppia ebbe quattro figli maschi. A causa della morte della prima moglie e per merito di solerti intrighi, sposò in seconde notte la principessa Elisabetta Farnese, figlia del duca di Parma e Piacenza Odoardo e di Dorotea Sofia di Neuburg. Per lei fu un marito sottomesso, affezionato e appassionato. La coppia ebbe sette figli. Come genitore, fu un padre distante.»

Ok, direi di avervi detto poco, ma è il necessario per non essere digiuni sull’argomento. Ora, andiamo a scoprire cosa si celava nel suo animo.

*****

  Estratto da Filippo di Borbone: guerra di successione spagnola

Il giovane re di Spagna era semidisteso nel letto con la schiena appoggiata comodamente sui cuscini, le gambe distese e il braccio destro stretto intorno al corpo esile della moglie che, in quel mentre, se ne stava rannicchiata al suo fianco con la testa posata sul di lui petto. Era silenziosa da diverso tempo e, meravigliato di una tale quiete, si sporse a guardarla in volto. Aveva gli occhi chiusi e la guancia lucida di lacrime.
«Maria Luisa, perché piangete?» domandò subito dopo, preoccupato che l’impeto della propria bramosia l’avesse ferita.
«Non è nulla» minimizzò mettendosi a sedere e fuggendo lo sguardo.
«Il nulla non provoca il pianto» sostenne sollevandole il mento per guardarla negli occhi.
«È una sciocchezza, vi prego di non pensarci.»
«Come potete pretendere che non mi preoccupi, siete mia moglie» spiegò, pur non palesando la propria preoccupazione. «Inoltre, non posso partire sapendovi indisposta.»
A quelle parole, gli occhi grigi della giovane brillarono di nuove lacrime che, peraltro, non fu in grado di trattenere.
«Maria Luisa, parlatemi» la sollecitò con garbo.
«Ebbene, mio re, è proprio la vostra partenza a recarmi dolore.»
Filippo si sorprese nell’udire la risposta e, una parte di sé, quella intima e insicura, si animò di sollievo fiorendo con un sorriso sulle labbra.

*****

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