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Istantanea n. 131-132-133

Buon inizio settimana!

[131] anche curiosando

Il Reggente rimase rigido sulla sedia in attesa che la sua Chiara uscisse dalla stanza prima di rivolgere alla cognata uno sguardo scuro di silente rimprovero.
«Oh, cielo! Non guardatemi con tale biasimo», parlò la donna sottovoce per non farsi udire dai presenti, «non potevo negarle una tale richiesta.»
«L’avete data in pasto alla belva!» l’accusò spostando lo sguardo sulla porta richiusa.
«Lady Elisabeth è un’ottima persona, Francesco, vi prego di non parlare di lei con tali termini.»
«Credete non lo sappia?», fiatò l’uomo con esasperazione, «lavora qui da talmente tanto tempo, che è come se fosse un membro di famiglia», fece una pausa per grattarsi la fronte corrucciata e riordinare le parole, «ed è proprio per questo che la temo.»
«Credo di non capire» ammise la donna lanciandole uno sguardo confuso.
«Temo che l’allontani da me», confessò con voce flebile, «ho paura che riesca a persuaderla con argomentazioni valide, come le difficoltà che arriveranno con la nostra unione.»
«Chiara è consapevole dei rischi» chiarì Maria Antonia con gentilezza, comprendendo la di lui confusione.
«E se alla fine scegliesse di non lottare per noi?»
«Se dovesse fuggire al vostro sentimento, Francesco, significherebbe che esso non è abbastanza forte e quindi non dovresti fare altro che gioirne.»
L’uomo annuì comprendendo a pieno quelle parole e sentendo il cuore agitato da una miriade di domande.

[131 su fb]

Quando le due donne furono lontane dai Reggenti e immerse nel dedalo di corridoi, Lady Elisabeth si bloccò costringendo la giovane a fare altrettanto e si volse di scatto con le mani sui fianchi e gli occhi accusatori. «Non mi avete dato ascolto» l’accusò con decisione. La sua non era una domanda, ma un’affermazione sicura.
«Di cosa mi state accusando?» replicò diretta e senza tentennamenti.
«Vi avevo detto di stare lontana da Sua Altezza.»
«Ed è quello che faccio» mentì in modo pessimo. Gli occhi nocciola avevano brillato al solo nominarlo.
«Finirete per rovinare la vostra reputazione», profetizzò con voce amara, «e non vi resterà altra soluzione che tornarvene a casa da vostro padre, semmai vi voglia ancora.»
«Lady Elisabeth», parlò piano ma con voce determinata, «comprendo le vostre intenzioni e vi ringrazio per il pensiero, ma so badare a me stessa, quindi, non intromettetevi oltre» dichiarò guardandola negli occhi e, sicura come non lo era mai stata, si allontanò da lei senza neanche chiederle il permesso.

*****

[132]

Quella notte Chiara la trascorse insonne, preda di sensazioni contrastanti. Da un lato si sentiva fiduciosa, dall’altro, temeva intimamente che lady Elisabeth potesse avere ragione.

*****

[133]

I mesi si stavano susseguendo con usuale continuità. Il Reggente non aveva ancora chiarito la sua posizione con dama italiana e, inevitabilmente, il loro rapporto si era raffreddato a discapito del caldo estivo. Chiara era seduta sotto al patio in marmo su una comoda sedia imbottita al tavolo con la Reggente madre. Gli occhi nocciola erano posati pigramente sul contenuto della propria tazzina, mentre la mente rincorreva i ricordi di una cena romantica consumata troppo tempo prima. Si sentiva tremendamente amareggiata. Aveva dichiarato più e più volte la purezza dei sentimenti che la legavano a Sua Altezza ma, in quel momento di forte solitudine, sembrava l’unica a crederci ancora.

2 Comments »

  1. Chiara ha avuto un primo assaggio delle possibili difficoltĂ  ma, al momento, non è compromessa, o almeno credo. In ogni caso, finchĂ© il Reggente non avrĂ  dichiarato le sue intenzioni, non sarĂ  al sicuro da uno scandalo…ma gli eredi sono ancora piccoli e non può lasciare il suo compito.

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