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Istantanea n. 134-135-136

Buon inizio settimana!

[134]

«Siete oltremodo taciturna, Chiara, cosa succede?» le domandò Maria Antonia prima di posare la tazza sul piattino di porcellana.
«Solo pensierosa, Vostra Grazia.»
«A cosa pensate, dunque?» incalzò con interesse.
«Pensieri di poca importanza per Vostra Grazia» minimizzò, nella speranza che la donna soprassedesse. Non aveva desiderio di affrontare tale discorso con lei. Invéro, non voleva proprio parlarne.
«Lasciate che sia io a decidere» replicò la donna senza perdere la pazienza, nonostante la giovane stesse sollecitando in lei una sorta di fastidio.
«Stavo pensando a Sua Altezza», confessò posando a sua volta la tazzina, «sono trenta giorni che mi ignora. Temo si sia pentito e stia cercando il modo per allontanarmi senza arrecarmi offesa.»
«Pensiero sciocco, degno di una dama senza consapevolezze» replicò la Reggente madre con un tono che suonò neutro, ma che ebbe il potere di mortificarla nell’intimo. Il perché le avesse rivolto una frase con tale distacco non lo comprese, ma vibrò di dispiacere e non lo seppe evitare.

*****

[135]

«Dunque, anche voi pensate che la nostra relazione sia impari e sbagliata?» trovò il coraggio di chiedere, senza spostare lo sguardo di un millimetro dalle proprie dita intrecciate in grembo.
«Non ho mai fatto mistero del mio pensiero sull’argomento, Chiara», replicò la Reggente madre con tono imparziale e sguardo comprensivo, «ciò non toglie che credo fermamente nelle buone intenzioni di Sua Altezza.»
«Tuttavia credete sia un errore?» ritentò, mossa da una curiosità inarrestabile.
«No, Chiara, non penso sia un errore, ma dovete ammettere che è una scelta rischiosa, tanto per lui quanto per voi. Egli sta cercando un modo per fare il tutto nel migliore dei modi, non fategli il torto di dubitare di lui. Sta rischiando tutto per voi.»
«Non gli ho mai chiesto di…»
«Non vi sto accusando di nulla» la interruppe la donna con l’intenzione di dare un freno a quel discorso, visto le orecchie indiscrete pronte a carpire le indiscrezioni. «fidatevi di lui e basta, queste sono le ultime parole che riferirò a riguardo» concluse indicando con lo sguardo le dame in avvicinamento. Chiara comprese, annuì, e sperò con tutta se stessa che la sua Signora avesse ragione.

*****

[136]


Quando la dama si congedò per ritirarsi nella propria stanza, aveva un pensiero in testa che non riusciva proprio ad allontanare. Le argomentazioni della Reggente madre erano state più che valide, ciò nonostante, non erano state in grado di rasserenarla. In realtà, vi era solo una cosa che poteva acquietarle l’animo ansioso, ma non sapeva proprio come farlo senza essere scoperta. Si aggirò per il corridoio come un’anima inquieta e, quando le fu possibile, bussò alla porta del Reggente rimanendo in agitata attesa.

*****

2 Comments »

  1. Maria Antonia invita alla prudenza ma non è semplice. Chiara è innamorata e imprudente, cosa che non va a favore del compito del Reggente. E’abbastanza dura con lei ma vuole spronarla ad agire con saggezza per essere degna di suo cognato.

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