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Scozia: Battaglia di Culloden

Carissimo/a History Lover, buon momento!

In occasione del duecentosettantatreesimo anniversario della Battaglia di Culloden, di cui ho letto in un romance poco tempo fa, ecco un piccolo sunto dell’evento, tanto per saperne qualcosina. 😊

*****

Scozia, Inverness, 16 aprile 1746
Un tiepido raggio di sole si stava facendo strada tra le nubi spumose di quel mattino per illuminare la fredda brughiera di Inverness dove, tra acquitrini malsani e nebbiosa umidità, si aggiravano gli uomini più o meno pronti allo scontro. Gli eserciti erano schierati l’uno dinanzi all’altro dal giorno precedente e, da allora, si fronteggiavano in silenzio osservando le movenze altrui e ipotizzando le dovute contromosse. Solo quando il sole raggiunse il culmine nel cielo, gli uomini scesero in battaglia, affrontandosi con le armi strette in pugno, il cuore nel petto e l’anima rivolta alla causa nella quale credevano ciecamente e per la quale erano disposti a morire.

*****

Come ho scritto in un articolo precedente, il XVIII secolo è stato definito anche con il nome Il secolo delle Guerre di Successione, questo perché ce ne furono tantissime. Nei miei romanzi vi parlo di quella spagnola, polacca e austriaca,
ma non ci furono solo quelle.
La Battaglia di Culloden,
infatti, si inserisce in un’altra guerra di successione, ovvero, quella per il trono di Gran Bretagna.
In breve la questione era la seguente:
Ti ricordi di Mary Stuart, regina di Scozia? (1542-1587)
Sì, bene. Lei ebbe un figlio dal secondo marito Enrico Stuart, Lord Darnley al quale diede il nome di Giacomo.
Elisabetta I d’Inghilterra (la regina vergine) che non si era sposata e non aveva figli, decise, in accordo con la cugina Maria di Scozia, di designare come suo erede il figlio di lei, tanto è vero, che James Stuart divenne il primo re dei tre regni (Inghilterra, Scozia e Irlanda) con il nome di Giacomo I.
A lui seguirono Carlo I, Carlo II e Giacomo II che fu, a tutti gli effetti, l’ultimo re cattolico sul trono inglese.

Una costante del regno inglese era l’eterna lotta tra Cattolicesimo e Protestantesimo (precisamente Anglicanesimo), e fu proprio questa opposizione a caratterizzare la fine del regno degli Stuart. Quando il povero Giacomo II si ritrovò a capo del regno, nel quale il Parlamento aveva un potere e una influenza notevole, comprese che la loro preferenza al protestantesimo era ancora presente. Una delle pretese maggiori del Parlamento fu istituita sotto il regno di Carlo II, ovvero, chiunque possedesse un ruolo di rilievo doveva prestare giuramento alla fede protestante, tra cui il re Carlo II, Giacomo allora duca di York e le di lui figlie Maria e Anna. Giacomo si rifiutò di rinnegare la sua fede cattolica, gli altri invece acconsentirono al giuramento e le principesse Maria e Anna Stuart ricevettero un’educazione protestante.
La primogenita di Giacomo II, Maria, che sposò Guglielmo d’Orange, depose con la forza il re, suo padre, prendendone il posto insieme al marito con i nomi di Maria II e Guglielmo III.
Non avendo avuto eredi il trono passò nelle mani di Anna Stuart, secondogenita di Giacomo II, che come la sorella era protestante.
Non avendo eredi,
(Anna ebbe molte gravidanze, ma nessun figlio raggiunse l’età adulta), il Parlamento, che NON voleva più sovrani cattolici sul trono, propose e approvò insieme alla regina Anna, un atto di Successione nel 1701, il quale assegnava la corona a Sofia del Palatinato e ai suoi discendenti. Fu scelta Sofia del Palatinato perché era l’unica protestante, discendente di Giacomo I.
Alla morte di Anna, quindi, salì al trono Giorgio Ludovico di Hannover, figlio di Sofia, con il nome di Giorgio I e da quel momento il trono passò al casato degli Hannover.
Questa opposizione tra Cattolici (Stuart) e Protestanti (Hannover) fece sì che si creassero delle coalizioni a sostegno dei pretendenti al trono.
La Battaglia di Culloden
si inserisce proprio in questa diatriba. Da un lato c’era il Re Giorgio II di Hannover (Gran Bretagna), dall’altro il principe Carlo Edoardo Stuart [sostenuto dai Giacobiti (per lo più clan scozzesi) e dall’esercito francese (quello che perlomeno era giunto a Inverness, mandato da luigi XV)].

Lo scontro fu cruento e viene ricordato principalmente per il numero delle vittime, soprattutto scozzesi. (oltre 2000 vittime tra morti e feriti) contro le poco più di 300 (tra morti e feriti inglesi). Con ogni probabilità tale disparità è da attribuire dal metodo di combattimento usato dai Giacobiti, ovvero con armi e tecniche medievali.

#Curiosità
Il duca di Cumberland Guglielmo Augusto di Hannover, figlio di re Giorgio II, fu un uomo d’armi il cui valore strategico, la brutalità e la tecnica oppressiva, soprattutto contro la rivolta giacobita in Scozia, gli valse l’appellativo di
macellaio.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti, di condividerlo con chi può essere interessato/a.

Se hai altro da aggiungere lascia un commento.

Non dico altro. Alla prossima!

Il commento al romance lo trovi qui.

6 Comments »

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