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Una verità sul romance storico che va detta🕵️‍♀️

Campagna di sensibilizzazione contro il maltrattamento
della Storia.

Stavo facendo quattro chiacchiere con alcune fanciulle e sono saltati fuori alcuni argomenti/convinzioni, che mi hanno lasciato addosso qualche perplessità, quindi, ho deciso di dire la mia. Abbiate pazienza 😊

Carissimo/a history lover, buon momento!

Credo non serva più dirlo (allora perché lo dici? Vi chiederete. Risposta:Per fermare il punto 😁) comunque, io sono anche una lettrice di romance storici, non ho una particolare predilezione per il periodo trattato, l’importante è che la storia sappia emozionarmi.

Ora, il mio pensiero sembra chiaro e poco discutibile, perché è il mio gusto personale e la libertà d’espressione esiste. Tuttavia, a questa mia affermazione mi è stato detto: “Non è possibile che tu non abbia una preferenza. Secondo me, il periodo storico più bello è il Regency (molto in voga al momento e che peraltro leggo volentieri) e che gli altri non sono all’altezza.”

La domanda che mi è sorta spontanea è stata: “Scusa, ma stiamo parlando di romanzo o di periodo storico?”

La risposta è stata: “Periodo storico o libro non cambia niente, tanto sono la stessa cosa.”

A quel punto ho dovuto dire la mia e, dopo, ho deciso fosse giusto scriverlo anche qui, in modo che l’informazione raggiungesse più persone possibili. (solo perché penso sia giusto ricordare che i riferimenti storici che si leggono in un romance sono solo una parte di quello che è stato il periodo storico)

Prendo in esame me e l’epoca di cui ho scritto e scrivo, in modo da non fare torto a nessuno.😊

Indi per cui…

I miei romanzi storici sono ambientati nel XVIII secolo, epoca di illuministi e di lunghe guerre. Io racconto in maniera romanzata la vita di personaggi realmente esistiti (mi piace dire che li umanizzo. Termine peraltro non detto da me) quindi, tratto principalmente personalità di alto lignaggio (re, regine principi, principesse, Primi Ministri, Cardinali, Papi ecc.) questo però, non significa che nel XVIII secolo vivessero solo loro nei loro bei palazzi dorati.

#Curiosità
Ed è per questo che nella versione editata di Carlo e Maria Amalia un amore reale ho aggiunto la storia di Charlotte e Antonio. (Lei cameriera, lui baronetto e fortunato)

A questa mia spiegazione ci sono state diverse obiezioni tra cui: “Magari questo riguarda tuoi libri, cioè il tuo periodo. Se non fosse così perché in tutti i libri che ho letto ci sono i balli, il debutto in società e il corteggiamento.

Allora…
Il genere romance, per come viene identificato ai giorni d’oggi, è un romanzo che ha come scopo principale quello di emozionare in maniera positiva il lettore. Fargli vivere i sentimenti dei protagonisti in modo autentico, quasi diventando parte della storia stessa e, soprattutto, deve far sognare. Sfido qualcuno a dire il contrario. Quindi, la storia di una contadina che si sposa con un contadino per vivere per sempre tra stenti e freddo, non piacerebbe a nessuno, mentre, una protagonista, anche in ristrettezze economiche, che sposa un uomo nobile e valoroso per vivere tra agi e divertimenti, genera un altro tipo d’interesse. (ecco spiegato perché ci sono solo i balli e i debutti in società)
Il concetto esposto poco sopra vale anche per gli altri periodi storici, ovviamente seguirà la linea di quello scelto. (mi spiego meglio. Se il romance è ambientato all’epoca dei vichinghi, di sicuro non ci saranno balli e debutti in società, ma il protagonista sarà di certo un capo villaggio o un ottimo guerriero o sarà perfetto più di Mary Poppins 😊 e saprà rendere la protagonista amata e valorizzata quasi fosse una regina )
Per onor di cronaca, quindi, devo precisare che ci sono alcune sotto nicchie del romance che non prevedono necessariamente il gentiluomo ricco, ma comunque lo vogliono forte e impavido. (il succo è e sarà, che la protagonista si senta amata, desiderata e valorizzata quasi fosse una regina 😊 )

Tornando all’argomento, in conclusione vi dico che nel XVIII secolo vissero tre ceti sociali. Riassumendo:
Clero.
Nobili.
Lavoratori.

Ogni ceto era diviso in sottocategorie. Per esempio il più pertinente con quello da me trattato è dei *nobili* il quale era formato da:
*Le Altezze Reali
*I nobili militari
*I nobili servitori
*I nobili artisti
*I nobili musicisti
*I nobili letterati
*I nobili di scienza
Il *Clero*, invece, era formato da:
*Nobili (più era alto il lignaggio più alta era la carica all’interno della Chiesa)
*In alcuni casi i figli di lavoratori (principalmente frati in conventi)

Il ceto dei *Lavoratori* era formato da:
*Persone non nobili che vivevano grazie al lavoro. Ne facevano parte tutte le tipologie di lavoratori (orafi, coltivatori, fabbri, falegnami, tessitori, garzoni ecc.) [è bene precisare che nel tempo, alcuni membri di questa categoria, grazie all’impegno e all’acume è riuscita a elevarsi economicamente]
Tuttavia, una parte importante della popolazione era formata dai *poveri o nulla tenenti*, che erano:
*Persone cadute in disgrazia o povere dalla nascita
*Reduci di guerra
*Orfani

Ovviamente questa è solo una finestra, appena schiusa, su questa epoca e sulla sua suddivisione, se ti interessa però posso approfondire.

Se vuoi dirmi cosa ne pensi sull’argomento sono curiosa di sentire la tua.

Spero che l’articolo ti sia stato utile, se così fosse non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti, di condividerlo con chi ne ha bisogno e sei hai altre perplessità fammelo sapere. Alla prossima! 

Se sei curioso di sapere cosa ho scritto queste sono le mie ultime pubblicazioni:

Carlo e Maria Amalia un amore reale
Filippo di Borbone: L’ascesa al trono di Spagna
Filippo di Borbone: La Guerra di Successione Spagnola
Filippo di Borbone: Le nozze con Elisabetta Farnese
Coraggio vichingo new version

4 Comments »

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