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Il Corsaro di Spagna

Carissimo/a History Lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario della nascita di Amaro Rodríguez Felipe y Tejera Machado, conosciuto dai più come Amaro Pargo, ho deciso di raccontarvi qualcosina su di lui Buona lettura!

Amaro Pargo

«Amaro Rodríguez Felipe y Tejera Machado, nacque a San Cristóbal de La Laguna il 3 maggio del 1678 e ivi morì il 14 ottobre del 1747. Figlio di una coppia tipica delle isole Canarie, suo padre era Juan Rodríguez Felipe e sua madre Beatriz Tejera Machado. Amaro fu un giovane dall’indole indomita e fin da subito, mostrò una spiccata astuzia e una buona forza di volontà. All’età di ventitré anni circa, si imbarcò per la prima volta come marinaio dove, in seguito a un attacco piratesco palesò le sue doti strategiche. Il capitano di allora, per ringraziarlo del lavoro svolto, (la sua idea aveva salvato la nave e l’equipaggio) gli regalò una barca con la quale Amaro iniziò la sua carriera in mare. Grazie alle sue doti innate, Amaro divenne prima corsaro per la corona spagnola e poi commerciante. Con il tempo acquisì fama, ricchezza e, quest’ultima, la sfruttò anche per fare del bene ai più bisognosi, elargendo donazioni alla cara amica Suor Maria del Gesù. (una suora che oggi è in attesa di beatificazione). Per merito o colpa del suo stile di vita non si sposò mai, ma ebbe un figlio.»

Indi per cui…

Di questo uomo si ricorda il lavoro svolto per la corona spagnola che gli valse il titolo di eroe nazionale, la determinazione, l’astuzia, la ricchezza, la profonda religiosità e la benevolenza verso i bisognosi.

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Un servitore avanzava lungo il dedalo di corridoi in assoluto silenzio e, fiero nella sua distinta uniforme, affiancava con assoluta stima l’uomo di mare più noto di quel tempo. Discreto gli lanciò un’occhiata curiosa, intenzionato più che mai a comprendere chi fosse Amaro Pargo e per quale ragione fosse diventato tanto importante, ma non lo fu abbastanza. L’altro se ne accorse e rise.
«Vuoi chiedermi qualcosa?» domandò diretto, senza boria o imbarazzo.
«Perdonate, signore, non volevo indisporvi» sciorinò l’altro spostando lo sguardo davanti a sé.
«Non hai nulla per cui chiedere scusa», replicò tranquillo, «sono un uomo proprio come te.»
«Ne dubito, signore» obiettò l’altro con un’ironia che non seppe controllare. Lui non sarebbe mai stato ricevuto dal re, come invece stava per accadere al suo interlocutore.
«Sono fatto di carne e ossa proprio come te.»
«Può darsi, tuttavia, le vesti che le coprono sono di gran lunga più pregiate delle mie» replicò comunque con deferenza, mentre si fermava di fronte alla porta dello studio privato del re.
Le parole cessarono con il rumore delle nocche sul legno e il successivo annuncio.
Quando il visitatore fu solo al cospetto del sovrano, lo ossequiò con una perfetto inchino prima di incrociarne lo sguardo e rimanere in attesa.
«Rodríguez, avvicinatevi», lo invitò con un cenno della mano, «sedetevi qui, dinanzi a me.»
L’uomo eseguì e attese ancora.
«Cosa vi porta nel mio palazzo?» inquisì con rispetto, perché, nonostante non avesse nobili natali, con il tempo era divenuto uno degli uomini più ricchi e importanti del regno, e gli doveva molto.
«Una questione di notevole importanza, Maestà.»
«Parlate, vi ascolto» suggerì appoggiando gli avambracci sul piano della scrivania e intrecciando le dita come se fosse in preghiera.
«Durante il mio ultimo viaggio ho incontrato una nave battente bandiera inglese e non ho resistito» confessò arricciando la bocca quasi fosse una smorfia. Se fosse di contrizione o di ironia non fu chiaro neanche al re.
«L’avete depredata?» volle sapere mettendosi sull’attenti.
L’altro si strinse nelle spalle accennando un sorriso birbante, che ebbe il potere di illuminargli il volto spigoloso e dal colore ambrato.

Brano tratto da: Filippo di Borbone: le nozze con Elisabetta Farnese

#Curiosità
Poco su ho scritto che di questo corsaro si ricorda la ricchezza, ebbene, sembra proprio che alla lettura del suo testamento saltò fuori che egli possedesse un forziere, sepolto chissà dove, colmo di gioielli, oro, pietre preziose, argento, gioielli, perle, tessuti pregiati, dipinti e un libro antico in pergamena, tuttavia, nonostante le numerose ricerche, il suo tesoro non fu mai trovato.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti, di condividerlo con chi può essere interessato/a. Alla prossima!
P.S.: Non condividerò sempre i miei articoli ovunque, quindi, ti consiglio di seguire il blog e le mie pagine social per non perdere gli aggiornamenti. 

2 Comments »

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