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Mamma: la prima maestra di vita

Carissimi History lovers, buon momento!

Inizio facendo gli auguri a tutte le mamme che mi seguono.
A U G U R I mamme!

Come ormai saprete la mia mamma se ne è andata tanti anni fa, ma ciò non toglie che sia stata una figura fondamentale nella mia vita. Ancora oggi ripenso ad alcuni trascorsi e sorrido o piango a seconda del ricordo. Era una donna forte e determinata, di quelle cresciute in fretta sotto il sole e sulla terra. Lei non era una donna dai gesti plateali, non sciorinava parole d’affetto o abbracci sdolcinati, ma dimostrava l’amore con azioni silenziose che quando sei giovane non le comprendi, ma quando le capisci, non fai altro che stare male per averle ignorate.
Pochi giorni fa ho ricordato un aneddoto, uno sciocco, in realtà, ma che mi ha portata ancora una volta a riflettere.
Quando ero piccolina mia madre aveva il desiderio di portarmi sempre con sé, a fare le cose più disparate, assurde e noiose per una bambina, ma voleva che la seguissi, vedessi e imparassi. Ho ricordato un pomeriggio di tantissimi anni fa, avevo circa 6/7 anni e lei voleva a tutti i costi che l’aiutassi con l’orto. Fare i solchi con la zappetta, i fori per piantare i semini e dare l’acqua. Cosa che trovavo, come dicevo prima, noiosa e inutile.
Mi lamentavo di continuo, odiavo il sole sulla testa, il sudore e la fatica, così le dissi: “Mamma, ma non ne ho voglia. Perché non lo fai da sola?”
“Perché devi imparare.”
“Ma perché?” brontolai, capricciosa come solo le bimbette sanno essere.
“Perché ti può sempre servire.”
“A cosa? Tanto ci sei tu” replicai convinta delle mie parole e del fatto che lei ci fosse e ci sarebbe stata per sempre.

Lei però ora non c’è più e l’orto neanche.

Non date mai per scontata la presenza delle persone che vi stanno accanto. Inoltre, dire “ti voglio bene” alle persone care non è mai abbastanza.

Non sono una poetessa e mai lo sarò, ma vi riporto due poesie che scrissi dopo la sua morte perché, ancora oggi, le sento pertinenti e vere.

Per te

Ammiro la tua forza
e dentro piango.
Ti guardo sorridente
e allegra quando
accanto hai i tuoi cari
e odo i lamenti del
tuo cuore quando
rimani sola.
Mai una lacrima
ha solcato il viso
tuo stanco.
Mai hai chiesto
conforto per le
tue pene.
Onesta e vera.
Roccia per tutti
noi, fino
all’ultimo istante.

*****

Mamma

Odo solo l’eco
dei miei passi
e nulla più.
Vago triste tra
i ricordi ove tu
eri maestra.
Con occhi lucidi
rivedo il tuo volto
bramando un tenero
abbraccio e con rimpianto
vivo il tuo prematuro
abbandono.

Le scrissi nel 2003
Un ricordo ancora vivo della mia cara mamma!

2 Comments »

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