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Wettin il governatore

Carissimo/a history lover, buon momento!

In occasione dell’anniversario della nascita di Alberto di Sassonia (fratello di Maria Amalia 😍) ecco due righine per conoscerlo meglio.

«Alberto Casimiro Augusto Ignazio Pio Francesco Saverio di Sassonia, conosciuto dai più come Alberto, nacque a Moritzburg, l’11 luglio del 1738 e morì a Vienna il 10 febbraio 1822 (quasi 84 anni 😲). Figlio del re di Polonia Augusto III e di Maria Giuseppa d’Austria, Alberto fu una Altezza Reale di Sassonia e duca di Teschen e dei Paesi Bassi Austriaci per matrimonio. Ebbe un’infanzia serena. In età adulta fu un uomo d’armi e ricevette il titolo di generale imperiale maresciallo servendo in modo egregio durante gli scontri contro l’invasione prussiana. In un’epoca ricca di unioni combinate a favore della ragion di Stato, egli ebbe un matrimonio d’amore e lo ottenne grazie alla predilezione di Maria Teresa d’Austria nei confronti della figlia Maria Cristina. Nel mese di aprile 1766, infatti, Alberto sposò l’arciduchessa Maria Cristina d’Asburgo-Lorena e la loro unione fu felice. Alberto fu un buon soldato, un ottimo governatore e un marito fedele e innamorato. La coppia non ebbe figli.»

Ok, direi di avervi detto abbastanza, ora, come sempre, vi mostro una piccola parte del suo nobile animo, che ritroverete anche nelle “Istantanee di Chiara”

*****

Dopo l’inefficace discussione con la madre e la notte scesa inesorabile sul palazzo reale, Maria Cristina era andata nella propria stanza e lì, aveva ripreso a camminare con la medesima inquietudine. Nonostante si fingesse disinteressata all’argomento amore e fiera di essere una regina sulla scacchiera dei regni, nella solitudine della propria camera non poteva fingere ciò che il cuore le urlava.
Preda dello sconforto, inusuale per lei, si passò una mano tra i capelli chiari e si fermò dinanzi alla specchiera per osservare i tratti del suo volto, i quali, era il ritratto perfetto della sua segreta insofferenza.
«Cosa pensi di fare?» si interrogò con calma, rilevando nelle lievi pieghe sulla fronte la personale controversia.
La donna graziosa nel riflesso non rispose, incapace di ammettere ciò che invéro voleva dire.
Maria Cristina chiuse gli occhi, prese fiato e si mosse, odiandosi profondamente per l’azione che stava per compiere e alla quale non voleva in alcun modo rinunciare.
Con rapidità prese a muoversi lungo il corridoio immerso nella quiete serale. Pochi individui vi sostavano per lavoro ed ella riuscì a superarli senza essere vista. In cuor suo si augurò davvero di riuscire nel suo intento. Avanzò senza mai voltarsi indietro e, quando giunse dinanzi alla porta giusta, bussò con un tocco lieve prima di rimanere in attesa.
Alberto di Sassonia non poté evitare di sussultare a quel rumore inatteso. Era talmente preso dalla personale malinconia da non aver sentito neanche i passi fermarsi oltre l’uscio chiuso.
Con un po’ di fastidio guardò quella barriera in legno prima di autorizzare l’accesso.
La porta si aprì con un movimento rapido e, altrettanto irruento, fu l’ingresso che ne seguì.
Gli ci volle meno che un momento per riconoscere la visitatrice e rimanerne stupito e intimamente lusingato.
«Maria Cristina, cosa ci fate qui?» la interrogò, senza però riuscire a trattenere il piacere che gli causò vederla.
«Davvero non saprei», ammise con un sorriso spontaneo e lievemente imbarazzato prima di aggiungere, «volevo solo darvi il mio benvenuto.» «L’imperatore lo ha fatto per voi» replicò rimanendo rigido al suo posto.
«Vi dispiace che sia venuta?» domandò senza filtrare la delusione. Un broncio, quasi infantile, le modellò le labbra facendola sembrare quasi indifesa, ma lui sapeva bene che non lo fosse.
«Sapete che non è così» fu altrettanto sincero, mantenendo lo sguardo fisso nelle di lei iridi chiare e sfumate d’ambra.
Lei sorrise di superbia a quella ammissione e avanzò verso di lui ma, la di lui reazione, la disorientò all’istante.
«Fermatevi!»
«Perché?» si rabbuiò bloccandosi sul posto.
«Perché la vostra presenza qui è sbagliata» rispose, anche se le parole gli uscirono a fatica. In realtà non desiderava altro che averla lì, con lui. «Perché? Siete mio amico, Alberto, oppure non lo siete più?»
«Non so se vi è stato riferito, Maria Cristina, ma io non desidero essere vostro amico e, comunque, non dovreste essere nella mia stanza a quest’ora. Non dovreste esserci a prescindere» precisò poi, dandole le spalle per non cedere all’impulso che gli faceva formicolare le mani e che lo spingeva a raggiungerla e a stringerla tra le braccia. «Ora andate via.»
L’arciduchessa corse fuori dalla stanza quasi correndo. Si sentiva talmente mortificata che le lacrime avevano preso a lambirle gli occhi chiari rendendole la vista brumosa e stanca. Deglutì l’amarezza, ma le non le riuscì di dimenticare quanto le avesse fatto male quel rifiuto. Una ferita al suo orgoglio e si sentì pronta alla guerra.

*****

Di questo uomo si ricorda l’amore profondo per la moglie, la passione per l’arte e la collezione Albertina.

#Curiosità
Siccome Alberto e Maria Cristina non ebbero figli, decisero di adottare il terzogenito maschio di Leopoldo d’Asburgo-Lorena e di Maria Luisa di Borbone – Spagna, Carlo d’Asburgo-Lorena, in modo che potesse ereditare il ducato e le loro ricchezze.

Il ducato Teschen era un lascito che il Sacro Romano Imperatore Francesco lasciò a sua figlia Maria Cristina.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi può essere interessato/a.

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