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Cuore vichingo: capitolo 49

Staraja Ladoga

La rossa era rientrata nella dimora già da diverso tempo e, dallo stesso, se ne stava sdraiata supina sul giaciglio di fianco all’amica, con lo sguardo perso nel buio e le mani strette sul grembo. Per lei, quella notte stava continuando a trascorrere lenta e, nonostante sapesse che il sole fosse ancora lontano, non aveva il coraggio di chiudere gli occhi e dormire, perché la paura che l’incontro con Erik al fiume fosse stato solo un sogno, non l’aveva ancora abbandonata.
Aveva detto di volerla sposare.
Come d’incanto le si riproposero alla mente le parole che più di tutte le avevano arrestato il cuore: non mi sento obbligato. Io voglio che tu sia mia. E immediatamente un sorriso sciocco le modellò il viso.
Io voglio essere tua. Pensò con un guizzo allo stomaco che le fece tremare corpo e cuore, e per questo chiuse le palpebre un solo istante prima di riaprirle e puntare le iridi sul soffitto in paglia immerso nella notte.
Il rumore sommesso delle sue emozioni si espansero nel silenzio introducendosi nella testa addormentata della giovane al suo fianco.
“Non riesci a dormire?” domandò Helka con la voce impastata e la mente confusa.
“No” soffiò girando il volto nella sua direzione.
“Non starai pensando ancora a Erik, spero”, sentenziò con uno sbadiglio, “ti ho già detto che non merita il tuo affanno.”
“Sì, ma non si tratta di questo.”
“Di cosa, allora?”
“Vuole sposarmi” confessò con una gioia incontenibile che vibrò nella voce e alzò di poco il tono.
“Cosa stai dicendo?” balzò a sedere l’altra con un movimento automatico.
“Quello che ho detto”, rise piano, cercando di non svegliare le altre donne, “me lo ha detto ed era serio.”
“Sei sicura? Quando?” s’interessò perplessa.
“Poco fa giù al fiume. Ero andata per passeggiare e l’ho incontrato. Vuole che sia sua” precisò con un moto d’orgoglio.
“Dunque, quando rientreremo a Birka ci sarà un doppio matrimonio” suppose allegra.
“Sì”, confermò Maya sedendosi a sua volta per seguitare, “ma vuole suggellare questa promessa all’alba.”
“In che senso?”
“Mi ha proposto il rito con la legatura delle mani”, spiegò sottovoce, “dice che qui è possibile farlo.”
“Non ci posso credere!” rise Helka portandosi una mano sulla bocca. “Lo hai davvero cambiato.”
“Non credo”, replicò la rossa, “è sempre il solito testone.”
Sorrisero entrambe e su quel suono percepirono un lieve bussare sulla porta.
“È lui”, cinguettò Maya scendendo dal giaciglio per raggiungerlo, “deve essere il momento.”
“Aspetta, vengo con te” tintinnò l’altra correndole dietro con movimenti incerti e, insieme ad Erik, si incamminarono nel folto del bosco.

Carissime guerriere e guerrieri, preparatevi, siamo quasi alla fine qui sul blog.

SO DI AVERLO GIà DETTO MA LO RIPETO PER ESSERE SICURA CHE ABBIATE LETTO.

AVVERTENZE: QUESTO ROMANCE NON RESTERA’ SUL BLOG PER SEMPRE. Una volta terminata la versione blog (senza scene calde e altro) il testo subirà l’editing e sarà pubblicato nella versione completa su Amazon. Chi desidera leggerlo ora si affretti, chi vorrà leggerlo poi, grazie. Alla prossima!

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