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La colonizzazione delle Americhe

Carissimo/a history lover, buon momento!

Se mi viene detto: potresti occuparti della colonizzazione delle Americhe, sarebbe un tema molto affascinante!

Secondo te cosa faccio? 🤔

Bravissimo/a! Ne parlo. 🤣

Siamo giunti al ventiduesimo appuntamento con *Lo sapevi che – Vichinghi* 

Oggi, quindi, abbandono la mitologia norrena per puntare la mia attenzione sulla Scoperta dell’America settentrionale. Pronto/a? 

*****

Inizio con una considerazione personale.

Ma se l’insediamento vichingo nel Nord America (che tra poco vi racconto) è stato scoperto nel 1960, perché a scuola (anni ’90 in su. Sono giovane 🤣) mi hanno insegnato che l’America sia stata scoperta per la prima volta il 12 ottobre 1492 da Cristoforo Colombo? E ancora, perché si continua a non menzionare il popolo Vichingo che, in realtà, giunse sulle coste americane quasi cinquecento anni prima?

Voglio dire: capisco che l’approdo del genovese sulle coste di San Salvador abbia cambiato notevolmente la vita degli autoctoni e degli europei, che cominciarono a infastidirli (diversamente da come accadde con il popolo vichingo 🤦‍♀️) ma secondo te, non sarebbe più corretto modificare la dicitura aggiungendo semplicemente la parola sud, e attribuendo a Colombo la scoperta dell’America del Sud?

Ancora oggi, anno 2019, sento chiedere: Quando è stata scoperta l’America?
Risposta: 12 ottobre 1492.
Bravo!
(Ma allora! 😅)

Indi per cui…

Devi sapere che le saghe islandesi (vedi sotto le curiosità) narrano, tra le altre cose, le gesta eroiche di Leif Eriksson, un esploratore vichingo che, sul dorso del suo drakkar, viaggiò attraverso le correnti gelide dell’oceano Atlantico fino a imbattersi in una terra piatta e sconosciuta.

Conosciamolo un pochetto.

Leif Eriksson (Nato approssimativamente nel 970 e morto circa nel 1020) fu un viaggiatore vichingo di origini islandesi, figlio del norvegese Erik il Rosso e di Thjodhildr.

Siccome la mela non cade mai lontana dall’albero, è bene precisare che a Erik il Rosso o Erik Thorvaldsson, perché figlio di Thorvald Asvaldsson, [N.B.: i vichinghi avevano l’abitudine di far seguire al nome proprio quello del padre con l’aggiunta di son se si era maschietti e di dottir se si era femminucce. Infatti, come puoi notare, Thorvaldsson è composto da Thorval (nome papà) + s + son (perché Erik era maschio) in definitiva sarebbe: Erik figlio di Thorvald. Se fosse stata una femmina, il nome sarebbe stato tipo Erika Thorvalsdottir – nome inventato solo per esempio-] è stata attribuita la scoperta e, quindi, la prima colonizzazione della Groenlandia.

Detto questo, torniamo a Leif, il quale, spinto dallo spirito indomito e scopritore ereditato dal padre, decise di viaggiare verso sud alla ricerca di nuovi orizzonti, o semplicemente di nuove terre da cui prelevare materie prime.

La leggenda racconta
di come il vichingo Leif Eriksson, intorno all’anno 1000, giunse in questa nuova terra che decise di chiamare Vinland (si racconta che il nome derivi dalla notevole presenza di una vite selvatica, in quella zona e, pare, che a notarla fu un guerriero partito con Leif di nome Tyrkir.)

Come ho già detto in altre occasioni, molte delle informazioni sul popolo vichingo giunte fino a noi sono da attribuire alle storie raccontate nei testi norreni scritti in epoca medievale sotto forma di Saghe e leggende, tuttavia, la presenza di questi uomini nel Nord America è stata confermata dal ritrovamento di un insediamento vichingo a L’Anse aux Meadows a Terranova, in Canada. (risalente al X secolo circa)

Ciò significa, che i Vichinghi hanno davvero scoperto l’America del Nord.

#Curiosità
Le saghe islandesi di riferimento compongono il noto Flateyjarbók, il quale, è il più grande manoscritto medievale islandese. Esso contiene soprattutto saghe di re norreni e storie brevi. Al suo interno c’è la Saga dei Groenlandesi (colonizzazione della Groenlandia) che, insieme alla Saga di Erik il Rosso (quest’ultima contenuta in altri manoscritti medievali: HauksbókSkálholtsbók) è una delle due principali fonti letterarie che narrano la Colonizzazione vichinga dell’America settentrionale.

Non voglio togliere l’eroicità della colonizzazione di Leif, tuttavia, pare che egli finì sulle coste americane perché perse la rotta prestabilita.

La ricercatrice Sarah Parcak, ha identificato un altro probabile sito vichingo sulla punta meridionale di Terranova.

La colonizzazione nel Nord America ebbe vita breve, perché i vichinghi non seppero coesistere con gli indigeni. Tanto è vero, che sono stati ritrovati numerosi resti di uomini europei uccisi da frecce di autoctoni.

*****

Spero che l’articolo ti sia stato utile, se così fosse non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti e di condividerlo con chi potrebbe trovarlo interessante.

Se vuoi scoprire altre curiosità vichinghe con un romanzo che parla di guerra e amore, guarda qui.

Se hai altro da aggiungere, aggiungi e alla prossima!

10 Comments »

  1. Ti ringrazio per aver colto il mio suggerimento, mi fa molto piacere:) Per quanto riguarda l’interrogativo che hai sollevato in merito ai mauali scolastici, posso dirti questo: sempre più libri scolastici riportano la colonizzazione dei Vichinghi della Groenlandia (che pur essendo politicamente parte della Danimarca, a livello geografico appartiene al continente americano) e della costa nord orientale canadese e statunitense. A fronte di questo cambiamento, occorre, tuttavia, far presente che la «scoperta» di Colombo del 1492 apre la stagione di un massiccio scambio di informazioni e cultura tra i due continenti (il cosiddetto «scambio colombiano»: al contrario, l’esperienza dei Vichinghi restò troppo circoscritta per cambiare significativamente la cultura materiale di entrambi i popoli venuti a contatti (Uomini del Nord e Indigeni americani). Per questa ragione, resiste, ancora oggi, l’idea storicamente non priva di ambiguità che sia stato Colombo a scoprire l’America. D’altra parte, per correttezza, non si dovrebbe trascurare di citare i primi Amerindi, uomini Sapiens che, provenienti dall’attuale Siberia, attraverso il ponte di terra della Beringia (oggi un braccio di mare, all’epoca, per effetto delle glaciazioni, transitabile anche a piedi), giunsero nel continente americano in un’epoca compresa fra 16.000 e 12.000 anni fa e che, a tutti gli effetti, possono essere riconosciuti come i veri scopritori dell’America.

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  2. Le saghe che citi sono carine! Sarebbe bastato leggerle attentamente per farsi venire qualche dubbio sul rapporto vichinghi/amerindi.
    Ho anche letto qualche anno fa che stanno emergendo sempre più prove archeologiche (ma sempre poche, comunque) di un commercio tra vichinghi e inuit più attivo di quanto si pensasse.

    Piace a 2 people

    • Grazie Aussie per il commento. Hai ragione, sono sempre troppo poche le informazioni su questo popolo. Le saghe norrene raccontano storie carine, a volte vere, a volte assai fantasiose, non ci resta che aspettare i riscontri archeologici proprio come è successo a Terranova.

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