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Ultimo capitolo

Carissimi history lovers, ci siamo. Buona lettura!

Il trio si muoveva silenzioso attraverso il dedalo di strade in terra battuta, i cui incroci erano segnati dagli ingressi delle dimore in legno e illuminate dalle torce le cui fiamme erano quasi in declino, tuttavia, proprio in una di questi crocevia, scorsero il giovane Liut, fermo ad attenderli.
“Liut, cosa ci fai qui?” domandò Helka correndogli incontro.
“Non potevo certo mancare al matrimonio della mia migliore amica” precisò stringendole le mani con amore, mentre gli occhi le sfioravano il volto prima di posarsi su quello della rossa. “La mia assenza non l’avresti presa bene, vero?” la interrogò con una malcelata ironia.
“In realtà non ti stavo pensando affatto”, replicò divertita, “ma visto che ci sei, apprezzerò la tua presenza.”
“Grazie!” chiocciò con un falso broncio, soffocando a fatica la risata che gli stava sgorgando la cuore.
“Smettetela di fare i bambini!” brontolò Erik con falsa presa. “Dobbiamo sbrigarci. Forza, andiamo prima che l’officiante si dilegui.”
“Può farlo?” si allarmò Maya inchiodandosi sul posto. L’idea che non riuscisse a coronare quel desiderio di appartenersi a vicenda le aveva bloccato il passo e il respiro.
“No, certo che no”, le sorrise con dolcezza non appena ebbe letto lo smarrimento nelle sue iridi, “non esiste ragione al mondo che ci possa impedire di unire le nostre vite.”
A quelle parole, la rossa non poté evitare di rallegrarsi per la tenerezza e, la coppia al loro fianco, non riuscì a trattenere un moto di dolcezza.
“Andiamo!” riprese il guerriero con un sorriso, mentre le prendeva la mano e la accompagnava nel luogo predisposto per il rituale.
Dopo quell’ultimo scambio, i quattro seguitarono a camminare in silenzio, con lo sguardo rivolto alla meta e la mente persa nelle rispettive riflessioni ma, ripresero a parlare, solo quando giunsero nello slargo sacro.
Dinanzi a loro, infatti, comparve un circolo verdeggiante la cui sacralità traspariva da ogni dove. Le fronde rigogliose poste sopra gli alti arbusti si intrecciavano tra loro formando un abbraccio intimo, che concedeva solo uno spiraglio centrale dal quale s’intrufolava il giorno con i suoi colori caldi nonostante il clima fresco. Sotto il fascio lucente vi era un altare in pietra, levigato dagli dèi e inciso dagli uomini, le cui iscrizioni creavano un tribale runico che loro non avevano mai visto.
“Sei sicuro di questo rito?” sussurrò Maya sollevandosi sulle punte per parlare a Erik nell’orecchio.
“Assolutamente”, le confermò con un sorriso, “non siamo i primi e tanto meno gli ultimi a suggellare il nostro amore con tale rituale, quindi, stai tranquilla e credi nel momento.”
La rossa gli restituì un’espressione alquanto perplessa e lui si ritrovò a dover aggiungere, “Ti fidi di me?”
Una domanda semplice che esigeva una risposta altrettanto diretta, e Maya non aveva motivo di tergiversare. Si fidava di lui con tutta se stessa.
Annuì e sorrise.
“Bene, allora andiamo.”
Con il rispetto dovuto al momento, le due coppie si avvicinarono all’altare, all’officiante posto dietro ad esso che li accolse con un sorriso colmo di benevolenza e ai due uomini fermi al di lui fianco. Quello che stavano per compiere non era il rito usuale, perché il tempo per i preparativi era stato esiguo e quindi la cerimonia sarebbe stata manchevole di alcuni elementi, tuttavia, il sacerdote aveva garantito la sua spirituale efficacia ed Erik non aveva avuto motivo di attendere.
“Bene”, li accolse avvicinandosi al guerriero, “lei deve essere Maya” suppose fermandosi al loro cospetto.
D’istinto, entrambi annuirono in segno di risposta.
“Bene”, ripeté il cerimoniere, “siete qui di vostra spontanea volontà?”
“Sì” rispose Erik, ma l’uomo guardò anche la giovane sollecitandone la risposta. Una volta ottenuta seguitò. “Le genti che assisteranno al vostro legame ne saranno i testimoni, ma la loro presenza non è umana, è naturale. Ci sarà l’acqua per lavar via le vostre colpe, il fuoco per scaldare i vostri cuori, la terra su cui ergerete la vostra dimore e l’aria che spazzerà via i vostri nemici”, si volse a guardare Liut, Helka e i due uomini che erano al suo fianco e chiese, “siete pronti a d essere ciò che vi si chiede?”
I due uomini risposero in modo affermativo e Liut ed Helka li seguirono senza porre domande.
L’officiante tornò a guardare la coppia. “Prendete entrambe le mani dell’altro formando un incrocio nel centro” spiegò e i due eseguirono.
L’uomo assentì per comunicare loro che fosse corretto. Poi prese prima un nastro bianco, simbolo di purezza, come il loro sentimento, e lo legò intorno alle loro mani, poi, ne prese uno verde, simbolo di fertilità, come augurio per la loro unione, e fece lo stesso, infine, ne fece seguire uno rosso, simbolo del focolare, come speranza di un futuro unito e lo annodò stretto prima di concludere: “Come questi lacci legano le vostre mani, così le vostre esistenze saranno unite in eterno. D’ora in avanti vi apparterrete l’un l’altra non per un obbligo, ma per un volere profondo e starete insieme sulla terra e oltre.”
A quell’ultimo augurio seguirono altre parole che nessuno dei due comprese, perché troppo sopraffatti dalle emozioni. L’unica cosa che gli riusciva era sorridersi per la gioia.
“Siete legati l’un l’altro” precisò l’officiante non appena si accorse che i due erano troppo confusi per comprenderlo.
“Fatto?” lo interrogò il guerriero con un luccichio allegro nello sguardo.
Il cerimoniere annuì e a quell’assenso Erik guardò la sua donna negli occhi e , senza darle tempo di comprendere le sue intenzione, la strinse tra le braccia per darle un bacio dolce e intenso, capace di accelerare i battiti dei loro cuori e di scatenare gaudio nei presenti.
Per un breve momento, quel breve momento, i quattro abitanti di Birka dimenticarono gli orrori e i lutti di quegli ultimi tempi, beandosi solo della felicità scaturita dalla circostanza.
“Ti amo, Maya”, le sussurrò all’orecchio con voce bassa e sincera, “e giuro su tutti gli dèi che farò in modo di renderti felice e grata.”
“Sono già grata”, replicò stringendolo a sé, “io ho te” concluse dandogli un altro bacio sulle labbra, incurante del pubblico e di tutto il resto.
L’indomani sarebbero ripartiti per Birka. Con ogni probabilità sarebbero morti in guerra. Ma in quel momento nessuno dei due voleva pensarci, per quel giorno volevano essere solo due giovani che si amavano e che si dichiaravano un sentimento eterno.

Carissime guerriere e guerriere, siamo giunti all’ultimo capitolo della versione online. Nel frattempo il romance è già sotto occhi esperti per la correzione. Vi terrò aggiornati sulla pubblicazione.

ATTENZIONE!
NEI PROSSIMI GIORNI TOGLIERò UN BEL PO’ DI CAPITOLI, QUINDI, LEGGETE VELOCI VELOCI.
Alla prossima storia!

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