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Baviera: Battaglia di Blenheim

Carissimo/a History Lover, buon momento!

In occasione del trecentoquindicesimo anniversario della Battaglia di Blenheim, (uno scontro all’interno della nota Guerra di Successione Spagnola) di cui ho anche scritto nel secondo volume della raccolta: *History Life’s Moments* sulla vita di Filippo V di Spagna dal titolo: Filippo di Borbone: Guerra di Successione Spagnola  (Ti ricordo che nei prossimi giorni sarà disponibile il bundle con la storia completa)
Ecco un piccolo sunto dell’evento, tanto per saperne qualcosina.

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12 settembre 1703
La guerra intanto procedeva senza posa. Gli scontri nei vari territori nord europei, volti a sconfiggere l’egemonia francese e a incrinare le potenzialità spagnole, vedevano trionfare sempre più la Grande Alleanza e questo, spinse i vittoriosi a incoronare in Vienna, l’arciduca Carlo d’Asburgo come nuovo re di Spagna col nome di Carlo III. Mossi dal vento di gloria e dalla buona sorte fin lì avuta, l’auto proclamato re con il suo esercito giunse a Lisbona i primi giorni di marzo del 1704 e, da lì, preparò e organizzò un attacco mirato all’oggetto del suo desiderio: il trono di Spagna con sede a Madrid.

Breve estratto.

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Come ho già scritto negli articoli precedenti, il XVIII secolo fu segnato da moltissime guerre di successione, grazie alle quali è identificato anche con il nome Il secolo delle Guerre di Successione. (Spagnola, Polacca, Austriaca, Inglese)
La Battaglia di Blenheim, 
infatti, si inserisce nella Guerra di Successione Spagnola, ovvero, quella occorsa tra il 1701 e il 1714 per il trono di Spagna.

Per chi non lo sapesse, ecco in breve il sunto della situazione:

Ti ricordi di Carlo II d’Asburgo, detto lo Stregato, re di Spagna? (1661-1700)
Probabilmente no, perché la storia spagnola è meno trattata, tuttavia, cercherò di delineare in breve la situazione.
Carlo II di Spagna era un Asburgo, era malaticcio e, nonostante i due matrimoni, non ebbe figli. 
Poco prima di morire scrisse un testamento nel quale designava come suo legittimo erede il pronipote Filippo di Borbone, duca d’Angiò (nipote della sorellastra Maria Teresa d’Asburgo).
A questa notizia, gli Asburgo d’Austria ci rimasero male e decisero di intervenire, ponendo come pretendente al trono Carlo d’Asburgo (figlio di Leopoldo I) al fine di evitare che i regni di Francia e Spagna divenissero un unico regno. In virtù di questo obiettivo si unirono alla causa le maggiori potenze europee. Da un lato c’erano il regno di Francia e di Spagna, dall’altro c’era il Sacro Romano Impero, la Monarchia Asburgica, l’elettorato di Hannover, il regno di Prussia, i lealisti di Carlo d’Asburgo, le Province Unite, la Corona d’Aragona, il regno d’Inghilterra (fino al 1707), il regno di Gran Bretagna (dal 1707), il Regno di Scozia (dal 1707), Il regno del Portogallo (dal 1703), il ducato di Savoia (dal 1703).

Come avrai intuito la Francia e la Spagna erano contrastate da molti regni, tuttavia, grazie all’esperienza dei suoi uomini riuscì ugualmente a riportare diverse vittorie. La Battaglia di Blenheim, che si inserisce abilmente in questo conflitto più che decennale, non fu tra queste vittorie, anzi, fu uno degli scontri più significativi sia per le forze della Grande Alleanza, perché fu in grado di risollevarne le sorti ed uscirne vincitrice, sia per la Francia, che si vide battuto in un modo quasi totalitario.

Lo scontro fu inevitabilmente violento. Il numero delle vittime franco-spagnole era di circa 20.000 tra morti e feriti (che numero) e quasi 14.000 prigionieri, mentre la controparte, formata dalla Grande Alleanza, patì un numero di vittime pari a 4.524 morti e quasi 8.000 feriti.

Il comandante delle truppe francesi conte di Tallard, nato con il nome Camille d’Hostun, fu fatto prigioniero e portato a Nottingham, in Inghilterra, dove rimase fino al novembre del 1711. Dopo il suo rilascio ottenne il titolo di duca e una carriera politica nella corte francese.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, se così fosse, non dimenticare di lasciare una faccina nei commenti, di condividerlo con chi può essere interessato/a.

Alla prossima!

Immagina di copertina presa dal web.

3 Comments »

  1. Interessante! È da notare che nel Settecento l’arte militare raggiunse una forma di cristallizzazione nelle evoluzioni sul campo, tanto da farla sembrare meno violenta delle forme successive. Questa impressione, certamente in parte errata, può essere determinata da due fattori: la mancanza, fino alla rivoluzione francese, di eserciti nazionali composti da proscritti e quindi, di fatto, inferiori di numero rispetto a quelli che calcarono i campi di battaglia nel corso dell’Ottocento e il tipo di combattimento che prevedeva uno schieramento su linee contrapposte di avversari che si scambiavano fucilate più o meno intense, cercando al tempo stesso di mantenere intatta la coesione dei reparti. Questi due fattori furono causa di un numero minore di morti rispetto alle guerre del XIX secolo e produssero così, negli storici militari vissuti dopo le guerre settecentesche, l’impressione che questi conflitti fossero «a bassa intensità di violenza».

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