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Istantanea n.188-189-190

Carissimi history lovers, buon momento!

[188]

I giorni per Francesco Saverio continuavano a scorrere con una lentezza snervante. Ogni obbligo che non ottemperava era la causa della solitudine che sentiva crescere nel petto e che alimentava quel senso opprimente che gli toglieva il sonno e il respiro.
Sentiva la mancanza di Chiara quasi fosse il suo ossigeno ed, era certo, che se non l’avesse rivista presto sarebbe morto di malinconia.

*****

[189]

Dresda, primo mese del 1765
«Francesco, posso parlarvi?» domandò Alberto non appena si accorse che fossero soli.
Il reggente distolse lo sguardo dalla fiamma per puntarlo sul fratello minore come chiaro invito a proseguire.
«Volevo chiedervi quali piani avevate per me?»
«In che senso?»
«Le nozze. Avete già deciso chi sarà la mia sposa?»
Francesco Saverio si massaggiò il mento in modo pensoso, quella domanda era strana persino per lui.
«Non ancora. Perché me lo domandi?» volle sapere con interesse.
Alberto arrossì appena prima di abbassare lo sguardo. Nonostante fosse ormai un uomo, provava imbarazzo nell’affrontare un tale argomento.
«Dunque?» lo incalzò il maggiore con un sorriso trattenuto a stento. Perché in quell’espressione riconobbe il proprio riflesso.
«Cosa ne pensate di un matrimonio con un membro degli Asburgo?»
«Sarebbe un bel matrimonio», sorrise, «chi avete in mente?»
«L’arciduchessa Maria Cristina», confessò con gli occhi brillanti d’emozione, «ho avuto modo di conoscerla quando ero a servizio della di lei madre e non c’è stato giorno, da allora, in cui io non abbia pensato a lei.»
«Ed ella cosa prova?» s’interessò.
«Lo ignoro.»
«D’accordo, fratello, scriverò all’Imperatrice e vedremo se è realizzabile.»
«Grazie» si animò d’allegria, con una gioia che non aveva mai provato prima.

[190]

Vienna, primo mese del 1765
La Sacra Romana Imperatrice lesse le parole del reggente di Sassonia con materno orgoglio. Sapere che la sua prediletta fosse tanto desiderata era per lei motivo di vanto, ciò nonostante, non si sentiva pronta ad accettare per lei un tale matrimonio.
«Madre, volevate vedermi?» domandò l’arciduchessa entrando nelle di lei stanze.
«Sì», confermò, «siediti.»
«Vi sono brutte notizie?»
«Non direi» sorrise Maria Teresa, come solo a lei faceva, «a quanto pare hai un corteggiatore.»
Maria Cristina sorrise con civettuola ironia. «Da quando a una giovane con il mio stile è concesso crogiolarsi in tali pratiche?»
«Non è concesso, infatti», confermò la madre, «tuo padre nel apprendere la notizia si è rabbuiato ed è corso ai ripari ordendo un fidanzamento a mia insaputa.»
«Quale grave affronto da parte dell’imperatore» sorrise per nulla sconvolta. Ella era ben consapevole del proprio ruolo in quel mondo.
«Non burlarti di me» l’ammonì con poco piglio.
«Non lo farei mai, madre.»
«Bene», annuì per dare enfasi alle parole, «dunque, vuoi sapere di chi si tratta?»
«Certo.»
«Il vostro ammiratore è Alberto Wettin di Sassonia, il quale ha chiesto con fervore la vostra mano attraverso il reggente», sorrise, «la proposta dell’imperatore, invece, è Benedetto Maria Maurizio di Savoia. Dimmi, chi preferisci tra i due?» chiese con interesse, cosa, peraltro, che non aveva fatto e non avrebbe fatto con gli altri suoi figli.
*****

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