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Viaggiando nel Tempo sono tornata all’epoca di Carlo di Borbone.

Carissimo/a History lover, buon momento!
Eccoti il mio ultimo viaggio nel tempo. Buona lettura!

*****

L’ennesimo articolo sulle epoche storiche mi porta in un periodo da me trattato e particolarmente amato (chissà perché?🤣) Con evidente spensieratezza mi siedo dietro alla mia scrivania, pigio il pulsante del computer e attendo che si accenda, mentre sfoglio il mio libro come se fosse una musa ispiratrice. A differenza delle volte precedenti non digito alcuna domanda sul motore di ricerca, ma apro direttamente word, pronta a raccontarvi l’epoca vincitrice, a modo mio.

«L’epoca illuminista o l’età dei Lumi, è il periodo storico nato alla fine del XVII secolo e sbocciato durante il XVIII. Si parla di circa un secolo, nel quale sono accaduti diversi avvenimenti e sono state realizzate opere e invenzioni che hanno dato una svolta al vivere dell’essere umano. Il nome Illuminismo, da cui deriva quello dell’epoca, gli fu assegnato proprio dagli studiosi del periodo e aveva lo scopo di delineare il movimento socio culturale in auge, che vedeva l’esplosione della ragione e l’utilizzo della conoscenza scientifica. Ovvero: le menti degli studiosi venivano illuminate dalla luce del sapere.

Di questa epoca si ricordano:

Avvenimenti: Guerra di successione spagnola, Guerra di successione polacca, Guerra di successione austriaca, l’indipendenza del Regno di Napoli e di Sicilia con relativa ascesa al trono di Carlo Sebastiano di Borbone, la rivoluzione Francese, i principi della rivoluzione industriale e altro ancora.

Invenzioni: il vaccino, il parafulmine, il pallone aerostatico, la macchina di Watt (una pompa per l’estrazione con condensatore separato e funzionamento a vapore), la bottiglia di Leida (primo condensatore elettrico).

Personaggi di spicco: Carlo di Borbone <3, fratelli Montgolfier, Benjamin Franklin, James Watt, ecc.»

Mentre trascrivo queste indicazioni per l’articolo di martedì, percepisco l’usuale intorpidimento che mi costringe a chiudere gli occhi e a massaggiare le tempie e, onestamente, non posso fare altro che sperare di fare un incontro interessante.
Riapro gli occhi su un ambiente che non riconosco, ma che in qualche modo mi risulta familiare. Il calore del sole che mi sfiora la guancia, il prato con l’erba appena tagliata e il suono di alcune risate in lontananza mi fanno provare una sensazione confidenziale, come se in realtà ci fossi già stata e quindi, non ne fossi estranea.
Mossa dall’istinto mi dirigo verso le voci, ma la mia avanzata ha una breve durata, perché sul fondo del sentiero, immerso nella natura, scorgo una coppia che riconoscerei tra mille.
«Questo posto è magnifico!» sento dire ad Amalia, mentre rivolge il viso al Sole. Ha gli occhi chiusi e sorride felice, dimostrando in pieno la sua giovane età e l’inesperienza. Carlo la sta osservando con attenzione, come se stesse studiando le sue espressioni per carpirne il carattere e le intenzioni.
«Sono contento che vi piaccia, mia regina, ma sappiate che quando vedrete Napoli ve ne innamorerete a tal punto, che il vostro cuore non avrà spazio per altro.»
Questa frase la riconosco, l’ho letta talmente tante volte che il mio cuore scoppia per l’emozione. Sentirgliela pronunciare è più di quanto potessi immaginare o sperare.
«Il mio cuore è abbastanza grande per amare non solo Napoli, mio re, ma qualsiasi luogo condividerò con voi» ammette Amalia con dolce timidezza. È talmente carina mentre pronuncia queste parole che non riesco a trattenere un gridolino. Sono diventata una groupie senza neanche accorgermene.
Il mio urletto non passa inosservato e all’istante mi ritrovo due paia di occhi azzurri puntati addosso.
«Chi sei?» domanda il re con interesse.
La sua voce suona sicura, ma non mostra la minima ostilità e quindi mi convinco ad avvicinarmi. Avanzo con evidente emozione, incespicando nei miei stessi passi, e il mio imbarazzo li diverte al punto che stentano a trattenere il sorriso.
«Maestà» dico improvvisando una improbabile riverenza, perché l’imbarazzo rende i miei movimenti goffi e, come se non bastasse, la gola arsa ha reso la mia voce simile a un rantolo.
«Ti ho fatto una domanda: chi sei?» ripete il quesito mentre mi scruta con attenzione.
«Mi chiamo Lucia Scarpa, Maestà.»
«Solo Lucia Scarpa?» vuole sapere con curiosità crescente, probabilmente cerca di comprendere il mio ruolo.
Annuisco rimanendo in silenzio.
«Cosa fai qui?» inquisisce continuando a squadrami.
«Sono solo un’umile spettatrice della Storia» confesso, desiderando ardentemente dirgli altro, ma la spossatezza ritorna e, in un battito di ciglia, mi ritrovo nuovamente a casa.

*****

Questa volta sarei rimasta ancora un po’ con i miei sovrani preferiti, ma non spetta a me decidere il tempo o il luogo. Che emozione!
Se li volete conoscere un pochino li trovate qui.

8 Comments »

  1. Simpatica la tua idea di fare un viaggio a ritroso nella tua epoca preferita! Tra gli altri eventi che hai citato, non dimentichiamo la Guerra dei Sette Anni, che Churchill non esitò a definire «la prima guerra mondiale» perché Francia, Spagna e Inghilterra si combatterono nei loro vari possedimenti coloniali sparsi in tutto il mondo;)

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