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Maria regina di Scozia. Parliamone.

Carissimi History lovers, ben trovati! 

Ieri wwayne mi ha fatto ricordare che non ho ancora parlato del film: Maria: Regina di Scozia. Mi ero dimenticata (sbadatissima 😊)
Ovviamente, se lo avete visto voglio sapere anche il vostro parere. Curiosissima me! 😊 

Indi per cui…

Oggi vi parlo del film prodotto da Regno Unito e Stati Uniti, uscito nelle sale italiane nel 2019, dal titolo: Maria regina di Scozia, ispirato a personaggi storici realmente esistiti.

Schema riepilogativo:

–  Ambientazione: XVI secolo.
– Location: Scozia e Inghilterra, sedi delle sovrane protagoniste della pellicola.
– Protagonista femminileMaria Stuarda (Mary Stuart), figlia primogenita del sovrano Giacomo V di Scozia e della duchessa francese Maria di Guisa. Maria divenne regina di Scozia quando aveva solo 6 giorni di età, ma la pellicola sorvola quasi sulla sua infanzia e inizia il racconto dal momento in cui diventa vedova di Francesco II di Francia e torna in Scozia (patria che praticamente non conosce, perché è stata mandata in Francia fin da piccola). Nel film si presenta come una giovane cattolica, determinata, indomita, a tratti licenziosa che fa ogni cosa in suo potere per rimanere sul proprio trono in Scozia e accedere a quello d’Inghilterra.

– Protagonista femminile Elisabetta I (Elisabetta Tudor), figlia primogenita del sovrano Enrico VIII e di Anna Bolena. Elisabetta divenne regina d’Inghilterra e d’Irlanda quando aveva 25 anni di età. Nel film si presenta come una donna protestante, fedele alla propria religione e al proprio regno, con un carattere esigente e una tempra tanto insicura per la sua estetica rovinata, quanto decisa per le proprie capacità di comando. Come la cugina, fa di tutto per proteggere il proprio trono.
 
– Protagonista maschile: Ce ne sono diversi, più o meno rilevanti, i quali tessono le trame che fanno da sottofondo al litigio familiare. Tra i più importanti ai fini storici abbiamo: James Stewart, Lord Darnley, Lord Dudley, John Knox e William Cecil.

Trama:
Il film racconta in chiave romanzata parte della vita di Maria Stuarda, dalla morte del marito francese, Francesco II di Francia alla propria condanna a morte.

Ecco il mio parere:

Maria Stuarda è uno tra i personaggi storici più trattati e la sfida con la cugina Elisabetta I (regina altrettanto raccontata o forse anche di più), è uno degli argomenti più raccontati.

Quando si tratta di un arco temporale lungo con tanti avvenimenti, ammetto, di essere sempre un po’ scettica. Perché condensare è d’obbligo, soprattutto se si vuole fare un film e non una serie televisiva, ma questo solitamente rovina un po’ il risultato finale.
Tuttavia, a me la scelta espositiva non mi ha disturbata, anzi, mi è piaciuto cosa hanno scelto di raccontare e come. I personaggi sono stati caratterizzati bene
(forse con qualche licenza poetica di troppo, ma con ogni probabilità si sono rese necessarie per adattare i protagonisti alla loro idea narrativa), nel complesso, comunque, hanno funzionato. 

Il film racconta chiaramente il ruolo della donna di quel periodo: ella è inferiore all’uomo, nonostante il titolo la elevi al di sopra.

Quindi, per tutta la durata si percepisce il fastidio di molti nel dover sottostare a queste due sovrane e il loro desiderio di spodestarle e rovinarle. Tuttavia, mentre da un lato ci sono orde di uomini che mettono lo zampino nelle questioni politiche, dall’altro ci sono queste due sovrane che lottano costantemente contro i pregiudizi, i soprusi e i tradimenti, agendo, talvolta, in modo inaspettato.
(inaspettato da chi? Erano sovrane, mica venditrici di cioccolatini.)

Insomma…
Le donne di potere non potevano essere semplicemente buone. Per stare su un trono, restarci e comandare facendo in modo che gli uomini le rispettassero, avevano bisogno non solo del diritto di nascita, necessitavano di astuzia, intelligenza e una buona dose di freddezza. Dovevano prendere decisioni rapide e spesso brutali, per il bene proprio e del regno.
Pertanto, a quei livelli, non esistevano vittime e carnefici, ed io questo messaggio dal film l’ho percepito. Non ho visto Maria come una vittima della crudeltà di Elisabetta. In realtà, per tutta la durata del film ho visto due donne agguerrite, desiderose di imporsi, che hanno pagato, chi in un modo chi nell’altro, le conseguenze delle proprie scelte.

Gli abiti e le acconciature mi sono piaciute molto, come i dialoghi che ho trovato curati.

Quanto mi è piaciuta:  👑 👑 👑 👑   

Sono curiosa di sapere voi cosa ne pensiate.
Domanda: L’avete visto? Vi è piaciuto?

Se amate questi personaggi o il periodo, ecco alcuni articoli collegati:
La fuga di Mary Stuart
La cattura di Mary Stuart
Elisabetta I-regina d’Inghilterra e d’Irlanda
L’amante della regina
L’atto di Unione

Alla prossima!
Vi lascio le immagini delle sovrane e attrici a confronto
.

Immagini prese dal web

10 Comments »

  1. Grazie mille per la citazione! In realtà credo che anche gli uomini di potere non possano permettersi di essere buoni. Quando occupi una posizione di potere, chi sta sotto di te cercherà sistematicamente di fregarti, o almeno di approfittare delle tue debolezze: di conseguenza, se avrà la sensazione che tu sia incapace di agire in maniera cattiva, inevitabilmente comincerà ad approfittarsene a tutto spiano. Ovviamente verrà poi seguito da altri, e da lì andrà tutto a ramengo. Se invece la persona di potere si dimostra inflessibile con chi cerca di fregarla o approfittarsi di lei, allora questa degenerazione viene bloccata sul nascere.
    L’impossibilità di essere buoni per una persona di potere l’ho constatata in prima persona quando ho sentito raccontare la storia di un collega di mio padre. Lavorava 3 ore al giorno anziché le 8 che avrebbe dovuto, e nonostante questo era certo che il padrone dell’azienda non l’avrebbe mai licenziato, perché aveva una figlia gravemente disabile e senza il suo stipendio non sarebbe stato possibile curarla adeguatamente. La sua intuizione si era rivelata esatta, perché in effetti il suo datore di lavoro, essendo una persona estremamente buona, per un certo periodo l’ha lasciato fare. Poi però si è accorto che la cosa creava malumori all’interno dell’azienda (perché ai colleghi di mio padre non stava bene che lui prendesse il loro stesso stipendio lavorando meno della metà delle ore), e quindi l’ha licenziato. Sono convinto che sia stata la decisione più difficile della sua carriera, ma ritengo anche che fosse assolutamente necessaria.

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  2. A volte ho l’impressione che per gli Uomini di Stato valga un’affermazione che riscontrato nel primo volume di Harry Potter: «Non esistono uomini buoni o malvagi, ma solo coloro che hanno paura o meno del potere» (o qualcosa del genere). Questa affermazione, sicuramente un po’ forzata se accostata ai tanti statisti (maschi e femmine) che la Storia ha conosciuto, è tuttavia in grado di cogliere, almeno in parte, la complessità delle biografie di questi personaggi. Per fortuna, anche a livello cinematografico, le cose stanno iniziando a cambiare: adesso non è più importante presentare personaggi che debbano piacere per forza (un po’ come capitava ai tempi del lungometraggio incentrato sulla Principessa Sissy), ma si cerca di evitare contrapposizioni troppo nette. Per questa ragione, anche io ho trovato questo film ben fatto e godibile.

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